Lezioni sull'Ottocento russo
Giovedì 5 ottobre 2017
Il tema principale su cui verteranno le lezioni è l'Ottocento russo. Verso la fine del X secolo (988 d.C), abbiamo un primo fondamentale momento della storia e della letteratura russa: il battesimo della Rus'. Il Cristianesimo causerà un forte legame con Bisanzio. Da questo momento in poi, il destino del mondo slavo orientale verrà separato dal resto delle altre culture. Abbiamo da una parte lo slavo ecclesiastico, la lingua letteraria e liturgica che è quella della predicazione, e la lingua russa quotidiana, dell'amministrazione e del diritto. Possiamo parlare, a tal proposito, di diglossia: la coesistenza di due codici linguistici, di cui uno considerato inferiore. La diglossia non è da confondersi col bilinguismo, che comprende invece due codici di uguale prestigio.
Il primo documento autonomo dell'antica Rus' è il sermone sulla legge e sulla grazia di Ilarione, metropolita di Kiev (Slovo o zakone i blagodati, 1050). Il tono di tale sermone è marcatamente solenne, ma si tratta più di un'omelia.
- La Russkaja pravda (verità e legge russa, che parla dei figli di Vladimir);
- Skazaniye o Borise i Glebe, XII-XIII sec. (narrazione di Boris e Gleb, i primi santi dopo Vladimir);
- Povest' vremennych let (Cronache degli anni passati, Cronaca di Nestore);
- Slovo o polku Igoreve (Canto della schiera di Igor/Cantare delle gesta di Igor), punto di partenza della linea epica o lirica. È stato scoperto intorno alla fine del XVIII secolo ma scomparso nell'incendio di Mosca (1812). È considerato espressione dell'epos russo del XII secolo.
Erano state comunque redatte delle copie di quest'opera, di cui una per Caterina II. Non essendo però l'originale, è oggetto di dibattiti tra gli studiosi. Puskin è convinto dell'autenticità dell'opera, che viene definita da Karamzin una meraviglia. La questione si è conclusa nel 1940 con Mozan, che pubblica "Le slovo di Igor". Mozan dichiara che lo Slovo o polku Igoreve è un falso e attribuisce il ruolo di primo movimento letterario russo all'opera Zadonscina (Le gesta dell'oltre Don).
"Le slovo di Igor" è un poema dedicato a Igor Svjatoslavic, personaggio storico presente anche nelle Cronache di Nestore. Era il principe di Novgorod e combatté una guerra sanguinosa contro i Poloviciani/Cumani (Polovcy), una popolazione turca (X secolo). Igor riesce a liberarsi e a riconquistare il suo regno.
Venerdì 6 ottobre 2017
Altro genere letterario è l'autobiografia. Con l'autobiografia dell'arciprete Avvakum si sviluppa la tendenza romanzesca della letteratura russa. Quest'opera, che racconta la storia nel periodo di Alessio I, è un tentativo riuscito di trascrivere la forma parlata. Non solo: segna anche il passaggio dalla Rus' alla Russia moderna. Dostoevskij, Turgenev e il deceduto Gor'kij riconoscono la ricchezza di tale opera. Gor'kij ne riconosce l'impetuosità, apprezzabile nella letteratura come strumento di lotta. Turgenev diceva che l'opera andava letta e studiata e che se ne dovesse imitare lo stile, Dostoevskij sosteneva che fosse intraducibile in russo moderno, perché l'avrebbe privato di spiritualità ed entusiasmo.
Avvakum arrivò a Mosca nel 1647, come oppositore della riforma del patriarca Nikon (1656). Dopo lo scisma (Raskol) Avvakum fu esiliato in Siberia, anche per le predicazioni, nel 1653. Non è un bel periodo per lui, ma è confortato dalla moglie Anastasija Markova. Nel 1662 viene richiamato a Mosca perché Nikon è caduto in disgrazia, vien processato nel 1666 dopo aver ricominciato le predicazioni e venne poi condannato al rogo nel 1682, dopo 16 anni di prigionia. Ha lasciato più di settanta componimenti con valori linguistici. Nell'autobiografia emergono ripetuti termini popolari, emerge il suo patriottismo.
L'autobiografia è un testo scritto semplicemente, non vuole essere un testo di alto registro. Avvakum, religioso e scrittore russo vissuto nel 1600, scrive nella lingua del popolo russo, in una dichiarazione di affezione alla propria lingua.
"Virsi" > antica parola russa che indica i versi, lat. Virsus, utilizzata in tono sprezzante.
"Dio non si preoccupa delle belle parole, ma della concretezza delle nostre opere".
Esiste un'altra produzione interessante e vivace, per lo più in forma orale: la produzione narrativa popolare, che si colloca tra fine XVII e inizio XVIII secolo, relativamente tardi rispetto agli altri paesi europei.
Ricordiamo gli skomorochi, i cantastorie, dei cantori/narratori ambulanti che si spostavano di villaggio in villaggio (li troviamo nelle campagne, a Mosca ecc.) e si ritrovavano spesso nelle feste, dove intervenivano, recitavano contenuti ironici e giocosi, pronunciavano indovinelli, cantavano canzoni accompagnandosi con degli strumenti o proponevano dei giochi. Non compaiono in realtà soltanto nell'epoca di cui ci stiamo occupando, ma la loro presenza viene attestata anche nell'undicesimo secolo. Durante il giogo tataro non se ne ha notizia, poi ricompaiono con la liberazione nel corso del diciassettesimo secolo.
Sarà proprio Alessio I a limitarne la diffusione in quanto li considera pericolosi, immorali, contrari ai principi della fede cristiana ortodossa. Sono personaggi comunque interessanti che hanno ispirato pittori di ogni epoca, anche poeti di epoche successive. Spesso indossavano dei travestimenti anche ispirati a protagonisti di fiabe e leggende.
C'è una certa ricchezza nel repertorio di canti e canzoni, importanti dal punto di vista musicale e del contenuto: sono la testimonianza di una cultura popolare folklorica ricca e stratificata, con molti motivi interessanti. Le canzoni epiche (temi storici) si dividono in due generi: le prime sono le byliny (un particolare tipo di componimento epico con una determinata struttura ritmica, racconta sempre fatti passati, è la poetizzazione di eventi lontani nel tempo). Le byliny sono raggruppate in cicli, dedicati ovviamente a grandi avvenimenti della storia (antica Rus'). Accanto alle byliny troviamo le canzoni storiche, composizioni meno strutturate dal punto di vista ritmico, sono dedicate per lo più a dei personaggi, come a Ivan il terribile, o a eroi della storia russa come Sten'ka Razin, ribelle cosacco, capo di una grandiosa rivolta che scosse le fondamenta del regno di Alessio I.
Vi sono anche canti rituali (canto importantissimo per la civiltà russa, accompagnava ogni momento della vita del popolo russo), canti per la semina, per il raccolto, per ogni momento della vita. Molto popolari i canti delle spose, delle giovani prossime al matrimonio, ragazze disperate per il fatto di dover lasciare la casa paterna. I canti profani hanno degli elementi che si richiamano alla cultura e alla civiltà pagana, con formule propiziatorie.
Età di Pietro I il Grande
C'è un momento di svolta radicale nel percorso della letteratura russa: l'epoca di Pietro I il Grande. La Russia ricordiamo entrò nello spazio e nel tempo europeo. La svolta avvenne all'inizio del XVIII secolo (adesione al modello occidentale: secolo dell'imitazione nel significato più nobile del termine. A Lomonosov si attribuisce la suddivisione dei tre generi. Lomonosov era un genio simile a Da Vinci, genio in ambito umanistico e scientifico.
1710 > Pietro I introduce una semplificazione grafica moderna della scrittura corsiva, introduzione dell'alfabeto civile: era necessario semplificare la lingua russa per favorire la produzione e la diffusione di testi scritti. Sono importanti per Pietro la cultura e l'erudizione. Nella seconda metà del diciottesimo secolo compare una sovrana di grande importanza, che si pone in linea di continuità col regno di Pietro il Grande (i due aprono e chiudono il secolo diciottesimo).
Caterina II
Sofia Anhalt Zerbst
1762 > Caterina II, dopo il complotto contro lo zar Pietro III. Al momento del matrimonio si era già convertita all'ortodossia e aveva cambiato nome. Esponente dell'assolutismo illuminato (vi son in lei alcuni elementi di orientamento illuminato).
L'aggettivo illuminato al regno di Caterina II è dovuto alla lettura dei filosofi francesi a lei contemporanei (Montesquieu, Voltaire, Diderot). Caterina e Voltaire – corrispondenza epistolare – la zarina si consultava con lui per qualsiasi decisione. Beccaria è un altro filosofo molto ammirato da Caterina II per l'opera Dei delitti e delle pene.
1767 > nomina commissione nazionale per l'emanazione di un nuovo codice di leggi (Ulozenie), era stata redatta anche da Alessio I che aveva istituzionalizzato la servitù della gleba. Questo nuovo codice di leggi dovrebbe basarsi su nuovi principi. Scrive lei stessa una nuova istruzione (nakaz, 1769), in cui espone i principi ai quali il codice di leggi dovrebbe ispirarsi. Questo testo, che contiene dei principi di apertura anche orientati verso l'illuminismo (uguaglianza, giustizia sociale) è un documento sovversivo, pericoloso, specie da parte di una zarina. Viene tradotto in molte lingue tra cui l'italiano e il latino e di lì a poco viene proibito in molti Stati.
La commissione nazionale nominata è costituita dai rappresentanti di ogni ceto sociale, esclusi i servi della gleba: c'è un'attenzione alla società nella sua interezza. Tuttavia il lavoro della commissione non viene svolto: la commissione viene sciolta a causa di una lunghissima guerra contro la Turchia. Parte del Settecento e dell'Ottocento verranno accompagnate da un lungo conflitto.
Altro testo importante
Ci avviciniamo al periodo di cui ci occuperemo. Un testo fondamentale per i suoi contenuti è Putesestvie iz Peterburga v Moskvu, 1790, di Aleksandr Radiscev (1749-1802), la sua vita si svolge per lo più durante il regno di Caterina II. Viene pubblicata nel 90 a spese dell'autore. Non è considerata un'opera di gran valore letterario, ma è un'opera estremamente importante e coraggiosa per il suo contenuto, opera fondamentale nella storia della cultura russa.
Verrà colpita dalla censura per ben tre volte: nel momento in cui viene pubblicata quasi subito viene censurata, poi nel 1872 (fine del regno di Alessandro II, considerata pericolosa dalle autorità zariste, nascente populismo) quando si tenta di ripubblicarla, e poi nel 1903. (Servi della gleba che raccontano la loro storia e le loro condizioni di vita. Emerge un ritratto molto triste della loro condizione sociale, sono gli strati più poveri della società. Il romanzo è diviso in venticinque capitoli, i cui titoli hanno i nomi dei luoghi in cui il viaggiatore si ferma. I capitoli compongono un affresco sociale triste: novità nella storia della letteratura russa: finalmente una situazione sociale grave che necessita una soluzione viene rappresentata. La lingua è meno interessante, meno innovativa.)
Radiscev viene condannato a morte: un'opera che si permette di mettere in discussione la giustizia della politica dell'imperatrice. Viene semplicemente allontanato dalla Russia in realtà. Verrà richiamato in paese nel 1801 dal figlio di Caterina II, Paolo I, che intende annullare tutto ciò che ha fatto la madre o quasi.
Ivan Turgenev, Memorie di un cacciatore (1852) da leggere. Egli si richiamerà all'opera di Radiscev, non eccellente dal punto di vista letterario ma eccellente nella storia della cultura. Rivolta di Pugacev scuote il regno di Caterina II, lui è un personaggio straordinario, capo cosacco coraggioso e indomito che si fece passare per Pietro III che dal 1773 al 1776 organizza uno straordinario movimento di rivolta, raccogliendo contadini, servi della gleba fuggiti dalla proprietà, cosacchi con l'interno di rovesciare il regno e sostituirsi alla zarina. Ma poi fu consegnato alle autorità. Comunque fa scattare in Radiscev la riflessione. Fondamentale anche l'elemento biografico, cioè la formazione di Radiscev in occidente, dove frequenta corsi universitari a Lipsia (1766-1771).
Il Settecento è noto come epoca di traduzione. La società per traduzioni sparisce con l'Accademia di Russia e si inizierà a tradurre secondo le sue regole. Vengon tradotti autori francesi e inglesi, Defoe apprezzatissimo e tradotto in tal periodo. Emin è un personaggio emblematico, un intellettuale, un uomo molto colto, un traduttore. Secondo le notizie che si hanno di lui conosceva sei lingue, secondo altri nove. Comunque tradusse libri da svariate lingue, tra cui il francese, anche secondo la tendenza dell'epoca. Un aspetto interessante è che era un intellettuale azero di religione islamica convertito all'ortodossia (cognome russificato). Tradusse almeno venticinque opere ma fu anche autore di romanzi propri di carattere prevalentemente sentimentale.
Sabato 7 ottobre 2017
Età del sentimentalismo
Nuova corrente, nuova sensibilità. Sensibilità - rus. chuvstvitel'nost'. Una persona sensibile, capace di provare sentimenti - chuvstvitelnaja parola d'ordine del pensiero, della filosofia e dell'ispirazione letteraria verso la fine del settecento. Gli ultimi decenni del diciottesimo secolo son caratterizzati in virtù di questa nuova sensibilità da un profondo rinnovamento letterario. Anche in Russia, dopo la Germania, l'Inghilterra, la Francia, giunge questo nuovo movimento. Tramite il sentimentalismo la letteratura russa entra nello spazio e nel tempo europeo, entra a far parte delle letterature europee. C'è qualcosa che la accomuna ad esse. Il sentimentalismo - l'uomo al centro dell'attenzione, l'uomo nella sua individualità più profonda, nella sua dimensione interiore - esaltazione della sensibilità in contrapposizione alla razionalità. (Netta differenza rispetto alla cultura dell'Illuminismo - ricordiamo l'esaltazione della razionalità). Attenzione all'anima, centro di interesse per il letterato.
Valore filosofico, etico dell'attenzione all'interiorità. Dal singolo individuo la via della sensibilità ci porta agli altri uomini, alla società. Capacità di provare compassione.
- Sentimento di comprensione, di attenzione all'altro - solidarietà.
- Solidarietà verso chi si trova in una condizione di infelicità, come i servi della gleba. Il problema della servitù scuote l'attenzione e l'ispirazione dei letterati. Si inizia a ragionare profondamente a tutti i livelli del problema della servitù della gleba. La condizione del servo della gleba come soggetto di comprensione, di compassione.
Alla base di questo movimento le opere di Rousseau, il pietismo tedesco - principio e valore della dignità dell'individuo senza distinzione di casta: - gli ideali religiosi e umanitari della massoneria, che giunge in Russia intorno alla fine del settecento. In Russia il sentimentalismo si manifesta tramite il teatro, che permette di rappresentare con chiarezza, specie se alla base c'è un testo scritto. (Gestualità, espressività fisica, permettono maggior ricezione e comprensione da parte del popolo di ciò che l'autore intendeva esprimere).
Denominazione di un genere - comédie larmoyante - sleznaya komedija (muove a compassione) Non troviamo opere particolarmente originali, per lo più si tratta di imitazioni di opere tedesche e francesi, rielaborazioni, stilizzazioni. Modelli: elegisti francesi (elegia - sentimento, spesso doloroso), ci si interessava anche a poesia sepolcrale e ossianica; lirica pastorale)
Due nomi: Edward Young, autore di composizioni pre-romantiche, Thomas Gray (Elegy written in a country churchyard - 1750). Traduzione russa in prosa tra il 1784 e 1785. Una traduzione frammentaria perché più semplice da acquisire: tale fonte alimenterà la nuova ispirazione dei letterati russi. Testi ossianici tradotti da Zhukovskij. Nel 1792 viene finalmente pubblicata, sempre da lui, la prima traduzione completa, quando ormai la poesia sepolcrale è stata abbandonata. Altro dato interessante rispetto alla traduzione completa è che viene pubblicata su una nota rivista nella storia della letteratura russa "Vestnik Evropy", "Il messaggero d'Europa". Nella letteratura russa le riviste ebbero un ruolo importantissimo per la diffusione della letteratura: non è molto importante in quale anno un'opera viene pubblicata ma quando vede la luce la prima volta: in genere sempre nelle pagine di una rivista, di un periodico. Ogni rivista ha una sua connotazione, un suo orientamento. Questa rivista è orientata verso la cultura europea, e subirà persecuzioni dalla censura zarista. La rivista era diretta da Nikolaj Karamzin.
Pre-romanticismo - Sturm und Drang. Ha citato i dolori del giovane Werther (wertherismo), ispirazione per tutto il romanticismo europeo. Svolta nella produzione letteraria di tutti i paesi toccati dal fenomeno del romanticismo. Altre influenze: l'opera di Wieland e di Klopstock, il teatro di Shakespeare, l'opera di Schiller (autore del teatro delle passioni, un modello importante per gli autori russi).
Due autori
Karamzin (1766-1826)
Lingue conosciute: il francese (una seconda lingua), il tedesco. Karamzin conosceva anche l'inglese per quanto fosse poco frequente, il latino e l'italiano. Adesione alla massoneria (circolo massonico Rosacroce, idee di Rousseau) una volta ottenuto l'insegnamento ritenuto da lui necessario si allontana dal circolo e intraprende un viaggio in Europa occidentale: a Parigi, Francoforte (importante per gli studi di carattere filosofico), Strasburgo, Ginevra, Londra. Il viaggio, che dura a lungo, ispira a Karamzin un'opera importante. È un autore prolifico e dedito a generi diversi tra loro. L'opera è una raccolta di lettere: lettere di un viaggiatore russo (Pis'ma russkogo putescestvennika). Visione della Parigi sconvolta dalla rivoluzione.
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