Lezioni Letteratura Italiana Venturini
08/03/17
Carducci (1835-1907)
-Rapporto con la modernità (quadro storico dell'800, Unità d'Italia) rappresenta di
autore moderno, non è un poeta solo ottocentesco in quanto è proiettato anche al
'900.
-sperimentatore di genere e ruoli ( sarà professore, traduttore, saggista..
raggiungendo ottimi risultati in ogni campo).
-metrica barbara , apre questioni legate alla ricerca di un nuovo linguaggio.
-difesa della tradizione ma anche apertura a letterature straniere.
L'ESPERIENZA DI CARDUCCI COINCIDE CON LA STORIA D'ITALIA, RAPPRESENTA
L'INTERO PAESE
-tema della frugalità della vita e l'incombere della morte
RAPPORTO TRA CARDUCCI E GLI SCAPIGLIATI: loro hanno un rifiuto per la tradizione;
Carducci lavora con quest'ultima, la critica ma non arriva al loro livello esagerato. La
difende da un certo punto di vista. Riesce a mettere insieme tradizione e innovazione.
TESTI
-Pianto antico ( 1371, Rime nuove): dedicato al figlio che lui perde con grande dolore.
Il tema è riconoscibile, ha un volto diverso questo Carducci.
-Traversando la Maremma toscana (1885, Rime nuove): omaggio all'Italia con toni
molto pacati, attenzione al paesaggio, luogo in cui ha vissuto la sua infanzia. Tema
della memoria, del ricordo e della tradizione. Ricorda molto Petrarca e le espressioni di
Leopardi. Si ha il passaggio dal tempo presente (2 strofa) al tempo passato (3 strofa) ,
tempo del ricordo ( rievoca il passato; tema della morte).
Il "ma" al centro del verso da una speranza con un senso di pace dato dal paesaggio.
Rievoca i valori del paesaggio --> bianco-neve; verde-piana; rosso-colline ( fa
riferimento al tricolore italiano omaggiando la patria).
-Alla stazione in una mattina d'autunno ( Odi Barbare): dedicata a Carolina. Partenza di
questa donna alla stazione per andare dal marito a Civitavecchia. La separazione degli
amanti si riflette nel paesaggio e in ogni piccolo dettaglio.
ADELE BERGAMINI--> nel secondo '800 molte scrittrici donne pubblicano opere. Il ruolo
dell'intellettuale donna cambia. La questione femminile è al centro dei diversi
cambiamenti, è una questione molto discussa da Carducci stesso. Entrerà in contatto
con molte figure femminili per questioni letterarie. Molte donne aristocratiche
invitavano gli intellettuali nei loro salotti per parlare di arte e cultura.
Spesso questa donna fu oggetto delle opere di Carducci, a lei dedica:
-Su Monte Mario ( Odi Barbare). Carducci era ossessionato da Roma, era spesso
invitato a casa di Adele (egli aveva diverse muse ispiratrici). Questa donna voleva
essere citata nelle sue opere per poter raggiungere il successo.
10/03/17
Carducci e la modernità
-Nostalgia ( Rime nuove). Il poeta ha nostalgia dei sogni infantili, ma questa nostalgia
non appartiene a dei ricordi , a dei parenti o amici ( non è una nostalgia di un passato
che ha vissuto). È una nostalgia che fa riferimento a una sovrumana della vita e si
intuisce soltanto nell'ultima strofa quando parla della maremma. Fa riferimento a una
parte della vita che non ha vissuto. Il testo si riallaccia al discorso di Carducci poeta
della terza Italia, ma allo stesso tempo c'è dolcezza e toni meno enfatici più legati al
paesaggio.
-Ad Annie ( Annie Vivanti , scrittrice amata da Carducci nell'età matura // raccolta Ritmi
e Ritmi 1899: già dal titolo fa vedere l'eterogeneità degli spunti e dei modelli di questa
raccolta). Poesia scritta nel 1890, Annie si trova a La Spezia dove vive in un hotel e
Carducci di prima mattina la raggiunge ( da qui nasce l'ispirazione per questa poesia).
Carducci usa la forma classica del "canto davanti la porta chiusa della donna amata".
È un componimento barbaro in distici elegiaci. È una poesia d'amore dove nei versi
conclusivi abbiamo l'unione tra la vitalità dell'ispirazione poetica e quella della
bellezza femminile.
-A Mazzini: sonetto dedicato a Giuseppe Mazzini poco prima che morisse. Carducci
condivideva l'ideale politico di Mazzini che lottò tutta la vita per un ideale di Unità
d'Italia per uno stato repubblicano. Invece ci fu una monarchia costituzionale perché
oltre al parlamento e al governo c'era anche il re ( statuto Albertino). Mazzini pur
avendo , dopo l'Unità d'Italia, la possibilità di diventare un deputato, rifiutò perché non
voleva giurare sullo statuto Albertino emanato da un sovrano.
Questa fermezza di ideali venne ammirata da Carducci che in questa fase della sua
vita aveva abbracciato gli ideali repubblicani ( 2 anni prima fu anche sospeso
dall'insegnamento perché diffondeva questi ideali). Dopo questo periodo e verso la
fine della sua vita cambia ideologia e si avvicina alla monarchia riconsiderando il suo
ruolo.
Come Genova , città natale di Mazzini, che se ne sta maestosa su uno scoglio sul mare
( marmoreo gigante: palazzi dei nobili ricoperti di marmo) così solitario e grande
appare Mazzini che in un mondo in cui gli uomini non si rendono conto della
confusione politica, egli è la figura ferma. Da questi scogli Mazzini immaginò l'alba di
tempi nuovi e la terza Italia. Riuscì ad infondere i suoi ideali anche tra le persone del
popolo considerato "morto".
-Pianto Antico ( Rime nuove); Traversando la Maremma toscana; Alla stazione in una
mattina d'autunno; Su Monte Mario; Ad Annie
Introduce le due figure del '900
NATURALISMO FRANCESE
-corrente letterari di metà '800 nata in Francia. Riflette in letteratura l'influenza della
generale diffusione del pensiero scientifico, che basa la conoscenza sull'osservazione,
sperimentazione e verifica (l'opera diventa documento di un'epoca). Il compito dello
scrittore è quello di raffigurare la realtà nel modo più oggettivo e impersonale
possibile. L'autore si deve tirare fuori dall'opera senza parlare dei suoi pensieri e del
suo gusto personale, lasciare ai fatti personali la voce. I fatti e le cosa narrate hanno il
compito di denunciare la situazione sociale ( degrado e ingiustizie della società).
Attraverso questa tecnica sono i fatti a parlare e non l'autore.
-i tre fattori che lo scrittore naturalista considera narrando una vicenda sono
l'ereditarietà, l'ambiente sociale e l'epoca storica.
-principali esponenti sono Zola, Maupassant e i fratelli Goncourt
VERISMO
-si ispira al naturalismo francese. Le opere rappresentano le realtà sociali dell'Italia
centrale, meridionale e insulare. C'è l'intento di denuncia di alcune situazioni sociali.
Spesso le protagoniste sono le donne: malate, perseguitate, sfruttate, violentate, con
problemi economici... tutte situazioni ai margini.
C'è l'abitudine di scrivere il ciclo di opere perché attraverso più opere lo scrittore può
più facilmente rappresentare un'epoca o uno spaccato storico.
- il primo autore verista è Capuana che teorizza la "poesia del vero". Capuana come
mediatore riuscì a portare in Italia le idee e gli stimoli che venivano dalla Francia.
- Verga intraprese la strada de verismo con la raccolta di novelle "Vita dei Campi" e
con il primo romanzo del Ciclo dei Vinti ( non verrà concluso), "I Malavoglia" (1881).
VERGA G. (1840-1922)
*1° fase- opere storico patriottiche
*2° fase- opere mondane, legate ai salotti di un certo ceto sociale
*3° fase- conversione al verismo ( si parte dalla novella Nedda)
Progetto del ciclo dei vinti ( titolo originale "La marea"). È il nucleo più interessante,
innovativo e vitale. Ci sono elementi che riprendono il naturalismo presenti già
nell'idea di realizzare un ciclo di opere. Vuole rappresentare diverse classi sociali e
diverse fasi storiche. Si ha l'immagine del progresso che Verga rappresenta come un
fiume in piena che passa e travolge, lasciando sulla riva i resti, le rovine, i cadaveri;
solo il pi forte sopravvive. Verga ha un immagine estremamente negativa della realtà
attuale, un'immagine che va controcorrente e mette in campo altri riferimenti. Il ciclo
doveva partire dai Malavoglia ( storia di una famiglia di pescatori di Acitrezza che
devono confrontarsi con l'arrivo e lo scontro del progresso. La loro barca , chiamata
non a caso Provvidenza, è l'unico mezzo di sostentamento. Lo scontro con il progresso
sarà molto amaro e per loro sarà duro affrontare le novità che il progresso porta con
se. La grande novità è il linguaggio, viene utilizzato lo stile indiretto libero. Verga
riesce a trovare una propria strada per portare sulla pagina la lingua dei pescatori , i
proverbi , le dicerie e le tradizioni che appartenevano a quella società. Non le riporta
direttamente, ma attraverso il discorso indiretto libero. Questa strategia gli permette
di riportare sulla pagina i discorsi dei suoi personaggi. L'autore si fa mediatore, si fa
corale di tutte queste espressioni) insieme a Mastro don Gesualdo ( sale di classe
sociale; mastro --> don: da lavorante Gesualdo farà un salto sociale), La duchessa di
Letta, L'onorevole Scipioni e L'uomo di lusso.
Questo ciclo viene definito da Verga come una specie di "fantasmagoria della lotta per
la vita" nelle diverse classi sociali, dalle più basse alle più alte. Questo è il progetto
che si basa su una rigorosa documentazione e sulla dimensione corale.
FEDERICO DE ROBERTO (1861-1927)
-I Viceré (1894): storia della famiglia degli Uzeda che viene narrata per raccontare la
storia d'Italia. C'è una coincidenza tra la storia familiare con quella collettiva che è alla
base del progetto dell'opera. Si passa dalla dominazione borbonica allo stato unitario...
dovrebbe essere l'inizio di un nuovo capitolo storico ma non sarà così perché le
dinamiche di potere prenderanno altri nomi e altre forme.
"Ora che l'Italia è fatta dobbiamo fare gli affari nostri" --> frase pronunciata dal capo
della famiglia , il duca D'Oragua , che sfrutterà maggiormente le trasformazioni in atto.
Nonostante i cambiamenti così profondi delle strutture politiche , alla fine i soliti
riusciranno ad utilizzare il potere per assicurarsi un certo prestigio sociale.
Qui si parla di un naturalismo critico, una denuncia dello stato senza che il narratore
intervenga.
15/03/17
D'Annunzio (1863-1968)
È una figura poliedrica e multiforme. Si è confrontato con molti ruoli e generi letterari.
Nonostante chiamerà Carducci "maestro avverso" gli chiederà opinioni sui versi scritti.
D'Annunzio inizierà la sua produzione poetica sotto il segno di Carducci ma alla fine
percorrerà una strada diversa.
Le due personalità che aprono il percorso del 900 sono Pascoli e D'Annunzio. Due poeti
con i quali si confronteranno tutti i successivi. Sono due figure lontane e diverse, con
tratti differenti, anche se troveranno nei rispettivi percorsi elementi di grande novità.
Tutte le esperienze successive a quella di D'Annunzio dovranno fare i conti con il suo
modello di riferimento.
D'Annunzio nasce nel 1863, studia a Prato, la sua prima opera sarà Primovere ,verrà
pubblicata nel 1879 e nascerà sotto il segno di Carducci (D'Annunzio rimarrà colpito
dalle Odi Barbare) al quale dedicherà una saffica. Carducci guarderà con sospetto le
prime prove di D'Annunzio. Sarà Enrico Nencioni, amico di Carducci, a seguire le
proposte del giovane scrittore. Una volta a contatto con le riviste letterarie più
importanti del momento, D'Annunzio riesce a interpretare bene il ruolo
dell'intellettuale biforme e a garantirsi alcune collaborazioni giornalistiche importanti
(acquisisce notorietà e si prepara il terreno per la pubblicazione delle sue opere
//nesso strettissimo tra letteratura e giornalismo tra 800 e 900).
Libro S. Costa CAP. 1, 3, 4, 8
D'Annunzio mette in atto una rielaborazione della tradizione, ovvero scrive
mantenendo la tradizione. Venne accusato di plagio perché prendeva interi versi, parti
e figure utilizzate da altri autori, in particolare francesi. Apertura europea: D'Annunzio
abbraccia tutta la tradizione europea e le letterature straniere, c'è interesse e voglia di
rimodulare elementi stranieri nelle sue opere. Più che uno studioso era un lettore, che
riusciva a trarre ispirazione da qualsiasi cosa leggesse per rimodularlo come credeva
più utile per i suoi testi. È al confine tra il plagio e la rielaborazione (questo è un suo
tratto caratteristico). Questo è un suo tratto caratteristico individuabile sia nelle poesie
che nei testi in prosa (Intere parti del Piacere sono riprese da più parti).
L'amicizia con Nencioni ( lo consiglia e legge i suoi testi) e Conti saranno riferimenti
importanti per la sua scrittura in prosa.
D'Annunzio ha come modello Carducci che poi supererà e criticherà. Riesce, allo
stesso modo di Carducci, a garantirsi una serie di importanti rapporti e collaborazioni
per entrare negli ambienti letterari, che in quel periodo contavano.
*II FASE
- Introduce il "Piacere", opera importante perché porta in Italia i modelli europei
decadenti. Mantiene le strutture del romanzo tradizionale: trama, rapporto tra autore e
personaggio (alter ego). D'Annunzio riesce ad utilizzare la figura di Andrea Sperelli
come immagine di se, da proporre al lettore tramite un gioco di specchi.
- Nel 91 inizia L'innocente, qui il rapporto con la letteratura russa sarà importante. Egli
parte sempre da un'esperienza centrale verificatasi in un altro luogo, riportandola poi
in Italia con il suo linguaggio e stile raffinato. Fa qualcosa con il merito di portare in
Italia esperienze straniere.
- A Napoli si trasferisce per fuggire in quanto si riempirà di debiti in seguito al suo stile
di vita lussuoso.
- nel 92 dedica a Barbara Leoni le "Elegie romane"
- nel 95 inizia la relazione con Eleonora Duse, sarà una lunga storia d'amore. Questa
donna di grande personalità e cultura. Nasce un sodalizio non solo sul piano personale
ma anche in ambito artistico.
- Le Vergini delle Rocce: inizio periodo del superuomo. La lettura di Nietzsche sarà alla
base di questa elaborazione.
- nel 96 pubblica Canto Novo
- inizia a lavorare alle Laudi
- nel 1900 esce Il Fuoco. D'Annunzio passerà dalla destra alla sinistra, voltafaccia,
dicendo "io vado verso il sole". Questa trasformazione politica suscita molte polemiche
e critiche.
*III FASE
- 1903 vengono pubblicati i primi libri delle Laudi: rappresentano un momento
importante per la storia letteraria italiana, oltre che per la produzione dannunziana.
Iniziano ad arrivare suggestioni proveniente dalle avanguardie europee
- nel 1907 non si reca al funerale di Carducci ma gli scrive una canzone "Per la Tomba".
Questo atteggiamento susciterà l'indignazione di Pirandello perché è come se
D'Annunzio ,in occasione della morte di Carducci, prendesse il posto del poeta morto.
- 1910 viene pubblicato Forse che si, forse che no: esperimento importante perché
viene abbandonata la struttura tradizionale del romanzo.
- L'impresa di Libia del 1911 (prepara l'Italia alla prima guerra mondiale) verrà
pubblicizzata e preparata facendo leva sull'idea di rendere l'Italia forte. Alla fine l'Italia
vincerà e avrà la Libia come colonia. Questo evento coinvolge una gran parte
dell'opinione pubblica, in particolare li intellettuali che saranno chiamati a pronunciarsi
e cantare l'impresa come "guerra" per la patria. I maggiori poeti e intellettuali
dell'epoca scriveranno degli interventi su questo evento (Pascoli scrive "La grande
proletaria s'è mossa" e D'Annunzio scriverà degli interventi che andranno a confluire
nei canti che lui dedica all'impresa). L'Italia non ha un atteggiamento di unione e
coesione nei confronti del colonialismo.
- il progetto delle Laudi inizia con la volontà di mettere la propria esperienza in
rapporto a quella carducciana
- parteciperà alla 1 guerra mondiale. Ma l'impresa di Fiume avrà un valore diverso
perché fa capire quanto il ruolo di D'Annunzio va oltre quello di intellettuale, sarà a
capo di un'impresa militare. Quindi si fa stretto il rapporto tra letteratura e politica.
*IV FASE
- 1916 viene ferito all'occhio e verrà curato dalla figlia che lo aiuterà a lavorare al
Notturno ( scritto in questo periodo di convalescenza in quasi completa cecità).
Scriverà su cartigli , ovvero su striscioline di carta, aiutato dalla figlia.
- negli anni 20, anni del fascismo, si ritira
- in occasione della guerra d'Etiopia scrive un'opera per cantarne l'impresa
- 1938 muore
La poesia di D'Annunzio
- grande varietà di moduli metrici, di sperimentazione e di scelte linguistiche
particolari, musicalità e verso libero (ricorso particolare).
- in Primovere è presente lo schema delle Odi barbare di Carducci. Gli schemi barbari
sono ancora presenti in Canto Novo dove è ancora presente l'esperienza romantica.
- le figure femminili sono molteplici, è una costante della poesia dannunziana. C'è
sempre un volto, un riferimento femminile sulla scena
- il mondo della natura è presente nella sua poesia. La presenza umana e naturale
vengono coniugate , c'è una metamorfosi continua tra l'elemento umano e naturale
( presente in Alcyone)
- rielaborazione della tradizione (citazionismo), apertura alle l
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