Letteratura inglese: narrazione e identità
La narrativa nella psicanalisi
“Amo la letteratura perché mi aiuta a vivere”
“Siamo tutti fatti di ciò che gli altri ci donano”
La nostra relazione col mondo ha una struttura narrativa. Il nostro subconscio ha una struttura narrativa. Freud: “Noi siamo la storia che ci raccontiamo” lo psicoterapeuta lavora sulla narrativa. Le terapie psicoanalitiche non lavorano sul paziente, ma sul racconto. “Il racconto ti guarisce” quando si arriva a cambiare la narrativa, la persona guarisce (talking-cure).
Freud e Shakespeare
Freud arriva a capire alcuni disturbi della psiche leggendo Shakespeare.
- Rapporto padre-figlio Macbeth: Macbeth non riesce ad ammazzare il re perché in lui “vede” suo padre (complesso di Edipo).
- Otello Desdemona si autoaccusa.
- Rapporto col denaro / equivalenza denaro-amore Il mercante di Venezia: l’attaccamento al denaro è una forma distorta dell’amore.
Freud: “Il nostro inconscio funziona come il terreno che nasconde dei reperti archeologici. Quando abbiamo un dolore, noi lo seppelliamo sotto il nostro inconscio, ma esso si conserva. Il terapista deve riportarlo in superficie. (terapista = archeologo)
Bichsel: “La nostra vita acquista senso solo se ce la possiamo raccontare”. Ogni vita produce una storia se si è capaci di raccontarla.
The Tempest
Atto 1, Scena 2
In questa commedia compare per la prima volta nella storia della letteratura, in termini forti, lo scontro tra bianco e nero, tra colonizzatore e colonizzato. Dalla “tempesta” di S. nasce la volontà di mettere nero su bianco la propria storia prima che lo faccia qualcun altro, prima che gli altri ti dicano chi sei.
Prospero ha cancellato in sua figlia la memoria del passato, per “non farla soffrire”. Ha creato una finta tempesta per fare in modo che sull’isola arrivassero delle persone, tra cui un uomo che incontrando Miranda, avrebbe costruito un nucleo familiare con lei. Miranda dice “sei tu che con la tua magia ti sei occupato delle acque del mare”. Prospero dice di aver fatto tutto questo per il bene di Miranda. Prospero parla con sua figlia per cercare di ricomporre il passato, ricompone pezzi della sua storia personale, il padre dice alla figlia chi lei è.
- Prospero padre-padrone, dotato di poteri magici.
- Miranda la figlia che non sa niente di sé.
- Ariel spirito dell’aria, salvato da Prospero e ora al suo servizio.
- Caliban schiavo di Prospero, figlio di Sycorax.
Tutti questi personaggi messi sulla scena ricreano, in chiave favolistica, una situazione coloniale. All’inizio del ‘600 l’Inghilterra aveva già costruito il suo impero.
Prospero ricorda ad Ariel, spirito dell’aria al suo servizio, ciò che è successo sull’isola; gli ricorda di quando c’era la strega Sycorax. Parlano del figlio di Sycorax, Caliban.
Caliban: Prospero aveva istruito Caliban, il quale poi gli è stato riconoscente e gli ha voluto bene; ma in seguito Prospero lo ha fregato, ha tolto l’isola dalle sue mani e lo ha reso uno schiavo. Prospero afferma di averlo ripugnato perché aveva tentato di violentare Miranda. La dinamica di appropriazione della cultura britannica consisteva nel prendersi ciò che è utile. Agli inglesi non serviva ammazzare la popolazione locale, ma sfruttare le risorse del territorio, persone comprese.
(Gli spagnoli invece, che dicevano di colonizzare per “missione divina”, sentivano anche il dovere di sterminare gli infedeli.) La dinamica coloniale era influenzata anche dalla religione del conquistatore. La religione anglicana si basava anche sull’idea che Dio ti benedice se tu eri ricco, se lavori tanto e fai i soldi sulla banconota da 1 dollaro vi è scritto “IN GOD WE TRUST”. (Cultura cattolica: “beati i poveri perché di essi è il regno dei cieli”)
Caliban: This island’s mine, by Sycorax my mother, which thou takest from me. When thou camest first, thou strok’st me and made much of me, wouldst give me water with berries in ’t, and teach me how to name the bigger light, and how the less, that burn by day and night. And then I loved thee and showed thee all the qualities o' th' isle, the fresh springs, brine pits, barren place and fertile. Cursed be I that did so! All the charms of Sycorax, toads, beetles, bats, light on you! For I am all the subjects that you have, which first was mine own king. And here you sty me in this hard rock, whiles you do keep from me the rest o' th' island.
Prospero: Thou most lying slave, whom stripes may move, not kindness! I have used thee, filth as thou art, with human care, and lodged thee in mine own cell till thou didst seek to violate the honor of my child.
Caliban: Oh ho, oh ho! Would ’t had been done! Thou didst prevent me. I had peopled else this isle with Calibans.
Caliban: You taught me language, and my profit on ’t is I know how to curse. The red plague rid you for learning me your language!
La rappresentazione teatrale
La rappresentazione teatrale nasce per svolgere quella funzione che oggi svolge la comunicazione, i giornali. Rappresentazione di un evento. In origine il teatro era itinerante, non statico. Teatro inglese nasce come forma di comunicazione di eventi che accadono in itinere.
Amleto dentro l’opera avviene la messa in scena dell’omicidio del padre di Amleto metateatro. Con Shakespeare abbiamo la prima grande messa in atto della storia attraverso la trascrizione teatrale.
Sappiamo che S. non aveva mai lasciato la Gran Bretagna, nonostante ciò era ben informato sugli eventi nel mondo occidentale perché leggeva. La regina Elisabetta I era una donna molto colta, parlava diverse lingue, tra cui il latino. Volle imparare anche l’italiano lingua della cultura. Chiamò dall’Italia Giovanni Florio, uno studioso di letteratura in lingua italiana, lo fece Sir e lo mise a lavorare presso la sua corte. Florio creò il primo vocabolario della lingua inglese e tradusse in inglese i racconti che arrivavano dall’Italia. L’Inghilterra non aveva questa forma narrativa. Tutti questi racconti che dall’Italia arrivavano al pubblico inglese daranno spunto a Shakespeare per la maggior parte delle sue opere. Molte opere di S. infatti sono ambientate in Italia. Shakespeare deve molto alla tradizione letteraria italiana. La politica è molto presente nelle opere di S. I sentimenti messi in scena sono forti perché devono attirare l’attenzione del pubblico.
La Tempesta
È l’ultima opera scritta da S. È un’opera a metà tra il sogno e la favola, e mette in scena vari elementi dell’animo umano, come l’avidità di potere e il desiderio impossibile di vedere il mondo in ordine (Prospero). Con quest’opera abbiamo la prima messa su carta dell’incontro con l’altro. Prospero scopre che l’isola è abitata dall’Altro-da-Sé Caliban. Colonizzazione britannica appropriazione di persone, terre e risorse, ma senza l’annullamento dell’Altro-da-Sé.
Tra il ‘400 e il ‘600 il Mediterraneo è un vero e proprio spazio teatrale: uno spazio di incontri, conflitti e cambiamenti. Shakespeare immagina un mondo che cambia attraverso la conoscenza e la risoluzione di conflitti Prospero vs Caliban Europeo vs Straniero (problema di relazione). Tema della lingua l’imposizione del potere, il futuro tra chi comanda e chi è suddito passa attraverso la comunicazione necessità di imporre la propria lingua e la propria cultura, scolarizzare.
Miranda: “[I]Took pains to make thee speak, taught thee each hour one thing or other: when thou didst not, savage, know thine own meaning, but wouldst gabble like a thing most brutish, I endow'd thy purposes with words that made them known.
Caliban: “You taught me language, and my profit on ’t is I know how to curse. The red plague rid you for learning me your language!”
Nei racconti che hanno al centro l’esperienza coloniale, la figura del bianco ha sempre il controllo della situazione. L’incontro con lo straniero implica anche l’esperienza linguistica.
Robinson Crusoe
Nel 18° secolo l’Inghilterra fa un grande passo in avanti dal punto di vista economico e sociale, in seguito alla comparsa di una nuova classe sociale: la borghesia mercantile. classe innovativa, impone una fisionomia totalmente nuova all’intera società. Fino a quel momento la classe dominante era l’aristocrazia, a cui corrispondeva la forma letteraria del teatro. Robinson Crusoe inaugura un nuovo genere letterario. Appena questo romanzo viene pubblicato, viene “spacciato” per romanzo d’avventura per ragazzi, così come “Gulliver’s Travels” di J. Swift.
Mito del self-made man, capace di cavarsela in ogni situazione. Questo romanzo nasce in seguito alla necessità di dare voce a una nuova classe sociale: la borghesia. È un romanzo che compare in un momento storico in cui avviene il passaggio di potere dall’aristocrazia alla borghesia. R.C viene pubblicato nel 1719, ma è ambientato all’inizio del ‘600. Il protagonista è un personaggio vincente il quale entra sulla pagina presentandosi al mondo, descrivendo le proprie generalità. È un protagonista nuovo, che deve farsi conoscere, non è mai apparso niente di simile prima di allora. Il romanzo viene presentato come autobiografico, si vuol far credere al lettore che ciò che vi è scritto è accaduto veramente. Messa in scena perfetta per raccontare la storia di una nuova classe sociale. Viene messa in prosa la vicenda di un personaggio, che deve essere necessariamente vincente, che entra sulla pagina presentandosi al mondo, declinando le proprie generalità. Sa di essere nuovo sul palcoscenico della storia e quindi deve farsi conoscere.
È scritto in un inglese molto comprensibile e scorrevole. Figlio di una famiglia agiata, ma di origini straniere (foreigner) il padre è di Brema, Germania, diventa ricco facendo il mercante. In poche righe, Robinson ci racconta la storia della sua famiglia, le sue origini. È il personaggio del borghese che racconta la storia della borghesia. Defoe fa uso del meccanismo narrativo dell’anticipazione per attirare l’attenzione del lettore. L’eroe per poter essere tale deve necessariamente sconfiggere le difficoltà. L’eroe borghese è colui che guadagna tanti soldi, si arricchisce. Robinson ha un destino già disegnato, ma decide di rompere gli schemi, di ribellarsi al volere del padre.
La figura del padre e la figura di Robinson identificano le due facce della borghesia. Il padre è la borghesia terriera che si è arricchita accumulando terre e che sta andando incontro alla sua fine. È fermo a casa perché è malato di gotta, una malattia che si produce quando si mangia troppa carne (la carne all’epoca era il pasto di base). Il padre dice al figlio che la loro condizione è la migliore, perché è il punto più alto della condizione più bassa della società, a loro non manca niente, stanno bene, non sono né ricchi né poveri, non sono esposti all’infelicità, alle fatiche della vita. “L’altra gente ci invidia, e questo fa capire che noi stiamo bene.” Robinson è la nuova borghesia rampante, che vuole fare di sé qualche cosa, fare imprenditoria. Il conflitto padre-figlio (vecchia borghesia vs nuova borghesia) è l’espediente narrativo che dà inizio all’avventura del protagonista, ché è l’avventura della nuova borghesia imprenditoriale.
Robinson si mette in viaggio perché la sua famiglia possiede delle terre in Brasile, e lui deve andare nel golfo di Guinea prendere degli schiavi e portarli in Brasile nelle sue proprietà. Robinson è un finto naufrago perché la Provvidenza gli fa avere tutto ciò di cui ha bisogno per sopravvivere sull’isola. Lui in quanto Inglese, deve soddisfare ciò che la Provvidenza ha in serbo per lui, il borghese deve produrre e diventare ricco, perché diventare ricco è un pregio. Mentalità anglicana: Dio vuole che tu lavori e che diventi ricco.
L’atteggiamento coloniale dell’Inghilterra
In Inghilterra si fa sempre più forte un atteggiamento coloniale. La classe sociale che possiede la terra è la classe dominante. La prima colonizzazione che l’Inghilterra fa è quella dell’Irlanda sterminio degli Irlandesi. Irlandese diventa personificazione del male, come l’ebreo nel XXI secolo. Per colonizzare ci vogliono i soldi, e chi aveva i soldi erano i commercianti e i mercanti, i quali avevano solidi principi: Dio, denaro, lavoro… Nel romanzo non è specificato che R.C. si mette in viaggio per portare gli schiavi dal golfo di Guinea al Brasile.
La figura di Robinson Crusoe nasce perché gli inglesi si possano identificare in lui e vengano quindi spronati ad investire le loro ricchezze altrove. Gli Inglesi si erano arricchiti e quindi adesso potevano concentrarsi sul proprio benessere. Rivoluzione industriale è un periodo di progresso inarrestabile, ma fa ripiombare molte classi sociali che avevano raggiunto un minimo livello di benessere nella povertà. rivolta luddista, rompono le macchine. Dickens ha dato voce a quelle persone che non avevano voce in capitolo. I meccanismi che portano la letteratura ad incontrarsi con l’espressione sociale sono molto antichi, nascono con la scrittura in prosa.
Le forme artistiche sono legate alla classe sociale dominante. Quando il modello dominante è la monarchia, le espressioni artistiche in voga sono il teatro e la poesia (sonetto). Borghesia romanzo. In Italia, Manzoni scrive i Promessi Sposi, in cui per la prima volta dà voce alla piccola borghesia terriera, classe sociale non dominante, ma molto estesa. Nel romanzo sono centrali i valori legati alla Chiesa e alla religione. La stessa cosa era accaduta molto tempo prima in Gran Bretagna.
La letteratura in Italia e Gran Bretagna
In Italia non c’era una letteratura che rappresentasse tutti perché vi era un’estrema diversità culturale e linguistica tanti piccoli stati, tante lingue diverse (dialetti). Manzoni scrive in una lingua italiana costruita a tavolino. La Gran Bretagna invece era uno Stato unico, un Regno, e aveva già una lingua unica, solida. La G.B. era già scolarizzata, mentre da noi in Italia la scolarizzazione arriva tardi.
Defoe inaugura il genere del romanzo (novel). La storia raccontata viene spacciata per vera, si vuol far credere al lettore che il protagonista sia lo scrittore stesso, che stia raccontando una vicenda autobiografica. La cultura puritana è utilitaristica, il soggetto fa un patto con Dio. Secondo il puritanesimo, Dio vuole che tu lavori costantemente, ma per essere dalla parte giusta e per avere la ricompensa che Dio ha in serbo per te, bisogna seguire delle regole: non ci si deve discostare dal modello che la cult. puritana propone, essere onesti, grandi lavoratori, guadagnare tanto e diventare ricchi. Bisogna tenere sotto controllo il mondo che Dio ti ha assegnato e andare a letto con la coscienza pulita, sapendo di aver ottemperato il progetto che Dio ha su di te. Tale progetto è quello che la Provvidenza ti mette davanti.
In R.C. la Provvidenza ricorre costantemente, è quell’entità che fa in modo che Robinson sull’isola abbia tutto quello che gli serve. Inoltre il Puritano deve tenere un diario giornaliero in cui annota le sue giornate, il suo lavoro giornaliero, in modo da fare un rendiconto spirituale, capire se ha ottemperato il progetto che Dio ha su di lui. La Provvidenza fa avere a Robinson il suo diario… La tua ricchezza deve essere frutto di un lavoro onesto; anche lo sfruttamento degli schiavi era considerato un lavoro onesto. Prima di imbarcarsi in mare, R. aveva affidato il suo denaro a una vedova in G.B., in modo che mentre lui era via, lei glielo avrebbe fatto fruttare, in modo che quando sarebbe tornato, lui sarebbe stato ancora più ricco di quando era partito.
Capitolo 14: “A Dream Realised” Robinson costruisce la sua dimora, che egli definisce “my castle”. Comincia anche ad apprezzare il fatto di essere solo. Col tempo inizia ad esplorare l’isola. Un giorno trova un’impronta umana e capisce che in realtà non è solo sull’isola. Inizia ad avere paura. La Provvidenza compare diverse volte per rassicurare l’Io narrante ma anche per rassicurare i lettori. Robinson crede di essere governatore di tutto ciò che ha intorno. “Ogni volta che assecondava i compiti che la Provvidenza dava a lui, si metteva giù e dormiva.”
Un giorno si sveglia e vede dei selvaggi sbarcare con delle canoe sulla riva. Questi selvaggi avevano portato con sé un altro selvaggio come schiavo, e si apprestavano ad ucciderlo per mangiarlo (cannibali). All’improvviso questo selvaggio scappa proprio verso il rifugio di Robinson. Appena egli vede Robinson, un bianco, si inginocchia davanti a lui, come se lo stesse pregando di proteggerlo. Robinson decide di metterlo al suo servizio per tutta la vita. Lo civilizza, lo istruisce, gli insegna a bere e a mangiare. incontro con l’altro. Questo romanzo fa sembrare che l’Altro-da-Sé (Friday) non sia in grado di fare nulla da solo, neanche bere o mangiare.
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