Storia del cristianesimo: temi del corso
Prima parte: una comunità delle origini
Testo prescrittivo sui problemi, tensioni e speranze di una comunità ecclesiale molto antica. Nell'antichità esistevano più chiese in contatto le une con le altre.
Seconda parte: rapporto giudaismo-cristianesimo
Da quando si può parlare di cristianesimo? Gesù era un ebreo inserito nell'ebraismo del suo tempo; per un certo tempo gran parte dei cristiani erano della nazione ebraica e si distinguevano dagli altri ebrei non per il dio che adoravano o le pratiche (entrambi frequentavano le sinagoghe) ma per il riconoscimento di Gesù come messia. Gli storici dissentono sulla data a partire dalla quale si può parlare di una religione distinta dal giudaismo.
Terza parte: il canone della Bibbia
Il cristianesimo è spesso definita una religione del libro, cioè che ha al centro questo libro in realtà formato da un insieme di libri (bibbia è una traslitterazione dal greco “ta biblia”) la cui stesura si estende per diversi secoli e richiede uno sforzo interpretativo grandissimo perché considerati rivelazione di Dio. Continuo aggiornamento del testo biblico a situazioni culturali e storiche che i cristiani si trovavano ad affrontare. Il cristianesimo a partire da Paolo assume un atteggiamento decisamente ascetico. Questi cristiani eccetto alcuni libri avevano le stesse scritture degli ebrei, che leggevano in una traduzione greca; la storia dell'interpretazione è anche una storia di traduzione culturale poiché i cristiani erano certi che la parola di Dio si rivolgesse loro in modo assolutamente coerente.
L'attuale canone ha 4 Vangeli ma la tradizione ci ha lasciato traccia di quello degli egiziani, degli ebrei e altri testi; ma quando si è chiusa questa lista di testi e quando è nata la consapevolezza di doverla chiudere? Da una parte c'è una prospettiva che ritiene che la rivelazione divina sia chiusa, c'è un accrescimento della consapevolezza teologica che però dipende da uno studio di testi che è già dato e un'altra prospettiva nella chiesa antica per cui la rivelazione di Dio non fosse terminata con la chiusura dell'età apostolica ma Dio continuava a parlare tramite altre persone.
C'è una ricaduta completa di queste visioni: da una parte la maturazione di una gerarchia interna alla chiesa che aveva il compito esclusivo di interpretare una rivelazione divina già data, dall'altra una in cui il carisma, il dono profetico può stare anche in personalità eccezionali. Quali libri? Questa è una storia per larghi tratti oscura in cui piano piano i leader intellettuali delle chiese, non solo vescovi della chiesa antica, mettono appunto su dei criteri questa lista di libri finché il canone si chiude definitivamente con il concilio di Trento in età moderna.
Quarta parte: le chiese e il contesto culturale
Le chiese si sviluppano in un contesto inizialmente giudaico ma dalla prima rivolta giudaica sempre più greco-romano; i primi seguaci di Gesù sono ebrei poi provengono sempre di più dalle nazioni. Quale è stato il rapporto tra questi cristiani e la cultura greco-romana? Provenendo dalle città dell'impero Romano essi stessi fanno parte di questa cultura, sono persone formate dalla paideia (=insieme di studi che formavano l'uomo colto) greca-romana che riescono a conciliare, escludere o includere tutta questa costruzione di grande prestigio con la rivelazione. Inoltre come altri uomini anch'essi formati allo stesso modo, che non erano cristiani, reagivano verso il cristianesimo da esterni? C'è la reazione più popolare che si nutre dei pregiudizi, però man mano che i cristiani diventavano un fatto socialmente visibile i pagani scrivono testi contro di loro.
Quinta parte: rapporto col potere politico
Il rapporto col potere politico, che almeno fino al quarto secolo è un rapporto esterno. Le persecuzioni hanno dei problemi a livello storico, come il loro fondamento giuridico. Siamo in un impero che ha un carattere inclusivo verso le culture dei popoli conquistati. Secondo aspetto è il carattere di queste persecuzioni, che fino al 303 sono pochissime sistematiche organizzate e per lo più episodi locali che si radicano in quell'humus di insulti, ignoranza reciproca e differenza rispetto ai cristiani.
Sesta parte: cambiamenti dopo l'editto di Galerio
Quello che probabilmente fecero propri Costantino e Licinio quando si incontrarono a Milano. Il quarto secolo è importantissimo poiché si apre con l'editto di Galerio, un testo di tolleranza e riconoscimento a tutte le religioni nell'impero di essere praticate e si chiude con la Cunctos Populos di Teodosio nel 381 che individua nella religione cristiana praticata a Roma e ad Alessandria come religione dell'impero.
Settima parte: lo sviluppo dottrinale
Una delle conquiste della storiografia contemporanea è lo sviluppo storico dei dogmi, dottrine ufficialmente stabilite alla fine di concili ecumenici che rappresentano il deposito della fede. Qualcuno parla di sviluppo di qualcosa che era già in luce prima qualcun altro di un’eccessiva integrazione con i concetti della filosofia greca. Si chiudono entro il quinto sec: il problema della divinità di Gesù, l'eliminazione progressiva di altre cristologie, la messa appunto della sua consustanzialità del padre e la messa appunto a Calcedonia del modo in cui all'interno di una stessa individualità si deve concepire la presenza di un elemento umano e divino. Come interpretare la morte di Gesù e la sua resurrezione, come concepire la chiesa, lo sviluppo della dottrina penitenziale...
Il problema delle fonti
- La loro scarsità
- La tipologia
- Il cristianesimo esiste ancora: bisogna uscire dalla diatriba credenti-non credenti, fare storia in senso “scientifico”.
Gesù è il punto cruciale della discussione storica del cristianesimo poiché ne è considerato in qualche modo il fondatore. Tutto quello che viene dopo di lui e i suoi discepoli è considerato facilmente discutibile da tutti perché non tocca la fede delle persone.
Quali fonti usiamo?
Tutte quelle che ci sono. Per secoli si sono usati i 4 Vangeli, atti apostoli (scritti dall'autore del Vangelo di Luca) e lettere di Paolo in parte e si è fatta la storia di Gesù e dei suoi discepoli. L'ultima di queste storie di Gesù è La vita di Gesù dell'abate di Giuseppe Ricciotti scritta negli anni 40. Tuttavia oggi sono comparse fonti nuove che prima non c'erano o non si leggevano; effetto dell'Illuminismo, scetticismo, dubbi è nata una storia del cristianesimo non confessionale, cioè che prescinde dalla fede.
- Sono state scoperte o rimesse in auge altre fonti oltre i soliti Vangeli; ad esempio i famosi vangeli apocrifi di cui la maggioranza sono racconti su Gesù bambino che fa i miracoli, un infiorettamento dei vangeli canonici. Sono tardivi, scritti dopo i 4 eccetto qualcuno o poco tardivo o antecedente come quello di Tommaso, di Pietro. La Chiesa, in tutte le sue varianti, ha deciso 4 Vangeli normativi gli altri sono stati o considerati eliminati, o sono andati persi perché caduti in disuso e non ricopiati, o era permesso leggerli ma come letture edificanti. Si è creato perciò il pregiudizio per cui solo i 4 sono giusti e gli altri, che a volte dicono cose diverse, sono stati screditati e ignorati, considerati scritti o da eretici o da autori che hanno modificato i 4 secondo il loro intento facendone testi non rappresentativi della realtà. Inoltre si presume che se un testo è più antico è anche più autentico. I 4 Vangeli canonici sono datati quello di Marco a poco prima del 70 d C e poi Luca, Matteo e Giovanni per ultimo datato tra il 90 e il 100. Noi però non abbiamo manoscritti dei Vangeli interi del I o II sec. Quando si datano gli apocrifi? Per alcuni studiosi sono coevi o anche precedenti, ad esempio il Vangelo di Pietro per alcuni sia precedente o quello di Marcione (un “eretico” vissuto a inizio II sec, che lui usava ma non avrebbe scritto lui) sarebbe addirittura precedente a quello di Luca che lo avrebbe fatto proprio allargandolo. Per gli studiosi canonico-apocrifo è una categoria che non conta fin quando non storicizziamo questi testi. Il canone dei 4 risale più o meno alla fine del secondo sec. Il vangelo di Giovanni per tanto tempo non è stato voluto e così anche l'Apocalisse, invece magari si leggeva uno scritto come Pastore di erma. Bisogna cercare fonti non sulla base di come le chiese hanno scelto di usarle ma le usiamo tutte. La divisione tra apocrifo e canonico è un criterio teologico non storiografico.
- Tra l'altro i quattro vangeli canonici non dicono tutti la stessa cosa. Sembra addirittura che Gesù si comporti in modo diverso o dica cose diverse. Può cambiare il senso delle parabole o come celebra l'eucaristia (nel vangelo di Giovanni non c'è il racconto dell'eucarestia), ci sono differenti versioni sulla scena del sepolcro vuoto. Sì i 4 vangeli sono tutt'ora fonti fondamentali ma bisogna tener conto anche di altri racconti spesso frammentari che ci sono giunti, considerati apocrifi ad esempio il vangelo di Pietro abbiamo solo l'ultima parte che racconta la resurrezione e lo fa in modo diverso dagli altri. Oppure i cosiddetti vangeli giudeo-cristiani di cui abbiamo solo citazioni di scrittori successivi per criticarli. C'è quello degli ebrei, degli edoniti, dei nazareni, ed erano usati dai seguaci di Gesù che ritenevano necessaria per la salvezza l'adesione al giudaismo e alle sue pratiche (a differenza della visione diventata predominante che è quella di Paolo). L'idea che non fosse necessario aderire al giudaismo per essere cristiani, la posizione rappresentata dall'apostolo Giacomo e i suoi seguaci, è sparita per vari motivi tra cui la distruzione di Gerusalemme, la dispersione degli Ebrei e la diffusione del cristianesimo nel resto dell'impero.
- L'Illuminismo ha portato delle critiche sul modo tradizionale di vedere la storia delle origini cristiane, ha portato lo scetticismo e aperto la possibilità di essere atei. I pagani prima di sparire hanno tentato in tutti i modi di salvaguardare le proprie origini, criticando il cristianesimo. Vedendo avanzare il cristianesimo, prendere potere politico, intervenire nella cosa pubblica...scrivevano trattati contro i cristiani usando vari argomenti (i cristiani sono ignoranti, mangiano i bambini, sono contro lo stato) e discutevano filosoficamente e filologicamente i testi dei cristiani. Queste opere non sono state ricopiate e sono andate perdute eccetto alcuni frammenti. L'Illuminismo mette in luce la stessa problematicità dei testi, studiando le fonti per come sono. Ad esempio Gesù è Dio → metodo induttivo: 325 d C il concilio di Nicea dice che Gesù è Dio → prendono i passi dei vangeli precedenti che lo dimostrano. Questo è anacronistico; non solo all'inizio i cristiani non credevano che Gesù fosse Dio ma non si ponevano neanche il problema.
- Nasce l'esigenza di una storia del cristianesimo che non prevede che stiamo parlando di una religione vera rivelata perché questo ci può influenzare.
Siamo sicuri ragionevolmente che tra il 5 a C e il 1 d C (l'anno zero non esiste e il conteggio inoltre sarebbe sbagliato → Erode il grande è morto nel 4 a C) sia nato uno che è stato chiamato Gesù, il quale era figlio di Maria e, secondo la vulgata storiografica cristiana, dello spirito santo e per altri figlio di Giuseppe. Dell'infanzia ne parla solo il vangelo di Luca (per alcuni sarebbe una costruzione teologica successiva molto devota e tesa a dimostrare che compiva le scritture dell'antico testamento e quindi era l'Emmanuele, che era di stirpe regale...) e quei vangeli apocrifi tardivi a cui non diamo molto credito. Gli altri vangeli iniziano dal momento in cui Gesù predica. È possibile cercare in questi scritti un tentativo di interpretare i fatti alla luce di tradizioni precedenti (antico testamento). Quanto quelli che hanno scritto su Gesù dopo che era morto hanno raccontato cose vere?
Intorno ai 30 anni più o meno inizia a predicare. Sappiamo che muore probabilmente nel 30 d C (e non 33! i 33 anni della tradizione sono simbolici, il 3 è il numero perfetto) (se è così è morto il 7 aprile per calcoli astronomici). I vangeli ci fanno capire che si allontana dalla famiglia e si mette a fare il predicatore itinerante (per alcuni un anno o tre e poi muore, non sappiamo chi ha ragione) e predica un cambiamento. Oggi si tende a vedere che lui era molto ebreo e non si è distaccato dall'ebraismo e soprattutto che non era l'unico predicatore ma come lui ce ne erano altri. Andava al tempio, diceva cose innovative (per esempio sul sabato) ma sempre di altre correnti dell'ebraismo (farisei sadducei, esseni, terapeuti…vari movimenti che interpretavano la legge in modo diverso). Non abbiamo tutte le fonti di allora → non sappiamo cosa dicesse davvero; abbiamo testi di chi già crede in lui e quindi sono loro interpretazioni. Pare che predicasse l'avvento di un nuovo regno, la fine dei tempi.... Raduna un gruppo di seguaci, poi si diranno 12, alcuni erano più stretti e vivevano sempre con lui altri erano seguaci occasionali. Le donne partecipavano attivamente al sostegno della causa, chi lo ospitava, lo vestiva... Lui era un predicatore rurale quando va in città viene ucciso → dà fastidio. L'hanno ucciso ingiustamente diremmo noi col senno di poi. Chi ha ucciso Gesù? È morto sulla croce ucciso dai Romani, quei Romani lì, su ordine del procuratore Ponzio Pilato.
Analizzando i Vangeli glielo hanno consigliato gli ebrei ma ci raccontano le cose come sono andate? Ci fanno capire che Pilato non voleva ucciderlo; inoltre la sua figura cambia: più il vangelo è tardivo più il Pilato è buono (nei vangeli del II sec è un santo → è santo nella chiesa copta). Sicuramente c'è un processo di assoluzione verso i Romani. Gli Ebrei dicono: "il suo sangue ricada su di noi e sui nostri figli" è una frase vera? quante persone c'erano? Due giorni prima lo hanno accolto con rami di palme e ulivi gridando osanna osanna e ora lo uccidono?
Secondo alcuni studiosi lo hanno ucciso i Romani perché secondo Pilato voleva prendere il posto del re → incontro tra Pilato e Gesù (ma poi c'era qualcuno che prendeva appunti mentre parlavano?) Per altri andava eliminato perché dava fastidio: criticava la classe sacerdotale, la gestione del tempio... Viene ucciso come uno schiavo, in quanto non cittadino romano (a differenza di Paolo). Anche la questione di Barabba per alcuni è una costruzione letterale per altri è successo davvero. Le fonti su Gesù non cristiane sono poche e più tardive. I pagani come Plinio il Giovane, Svetonio, Cornelio Tacito, Flavio Giuseppe ci raccontano di Gesù per sentito dire, ma nella storia del popolo romano cosa poteva contare una vicenda del genere.
Allora Gesù muore e qui inizia tutto perché i suoi seguaci potevano dispersersi come accaduto per altri. I vangeli ci dicono che lui è risorto, ma questo accertamento va al di là della storia. Gli stessi vangeli non sono interessati alla risurrezione (raccontata in quello di Pietro), si concentrano di più sul sepolcro vuoto non che lo vedono andare via. Poi quello di Giovanni ci dice che Maddalena lo vede e non lo riconosce, scambiandolo per un ortolano/giardiniere. Allora il problema: chi vede non è quello di prima, o non è lui, ma poi si fa riconoscere e lo abbraccia, lo stesso sulla strada di Emmaus → il Gesù dopo la resurrezione era diverso? Aveva un corpo speciale? Era suo fratello gemello? Poi per alcuni esegeti i pezzi che parlano del dopo la resurrezione sarebbero stati aggiunti dopo. Giovanni ad esempio è un vangelo a più strati, un vangelo di un gruppo, una comunità. Anche i nomi degli evangelisti sono veri? Perché compaiono dopo. Sicuramente questi seguaci hanno avuto la forza di propagandare. Si organizzano nell'ebraismo. Alcuni continuano ad essere legati al tempio (Giacomo) altri si staccano progressivamente (Paolo predica ai non ebrei) insomma inizialmente sono percepiti dai pagani come una variante del giudaismo.
Tendenzialmente si dice oggi che Gesù non abbia fondato una religione nuova ma abbia adempiuto qualcosa detto prima. Un cristianesimo che considera Gesù come il padre, un salvatore...che è chiaramente attestato e diviso dall'ebraismo c'è solo dal III sec e sicuramente dal IV. Quando il numero aumenta diventa una credenza associata a una pratica e oggi si considera di più la credenza della pratica → insistenza su una dottrina, non sulle pratiche. Certo per quanto ne sappiamo Gesù dava precetti pratici (vendere i beni…) ma anche dottrinali (seguire le scritture). Anche i Vangeli sono 4 → 4 gruppi diversi → cristianesimo antico non è monolitico. Si uniforma quando diventa grande, un'istituzione. Dopo il IV sec chi non è d'accordo diventa eretico.
Il cristianesimo dopo Gesù
Gli atti degli apostoli arrivano a 20 anni dopo la sua morte. Paolo scrive lettere che sono paradossalmente più antiche dei vangeli ma ci dà poco su Gesù. Abbiamo poi scritti di cristiani che vivono nel II sec: scritti liturgici come la Didakè che ci racconta dell'organizzazione delle chiese (di tipo comunitaria, erano rette da una sorta di consiglio, non c'era ancora un'unica figura di riferimento).
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Storia del cristianesimo - La madre - Appunti
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