UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI GENOVAFACOLTÀ DI ARCHITETTURA
CORSO DI STORIA DELL’ARCHITETTURA I-A(PROF. GIANLUIGI CIOTTA)
L’ARCHITETTURA NELL’IMPERO GERMANICO ALL’EPOCA DELLADINASTIA DI SASSONIA (962-1024)
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI GENOVA
FACOLTÀ DI ARCHITETTURA
CORSO DI STORIA DELL’ARCHITETTURA I-A
(PROF. GIANLUIGI CIOTTA)
L’ARCHITETTURA NELL’IMPERO GERMANICO ALL’EPOCA DELLA
DINASTIA DI SASSONIA (962-1024)
GIANLUIGI CIOTTA
L’ARCHITETTURA NELL'IMPERO GERMANICO
ALL’EPOCA DELLA DINASTIA DI SASSONIA (962-1024)
Estratto
da
«QUADERNI DELL’ISTITUTO DI STORIA DELL’ARCHITETTURA»
Serie XXV (1979) - Fascicoli 151-156
MULTIGRAFICA EDITRICE - ROMA
Marzo 1981
L’ARCHITETTURA NELL’IMPERO GERMANICO
ALL’EPOCA DELLA DINASTIA DI SASSONIA (962-1024)
di GIANLUIGI CIOTTA
La mancanza di fonti storiche attendibili e la scarsa conoscenza degli edifici costruiti tra la seconda metà del secolo decimo e la prima metà dell’undicesimo nelle nazioni formatesi nell’Europa centrale negli anni successivi alla morte di Carlo il Grosso (888), aveva indotto molti storici dell’arte in passato ad attribuire, da un lato, un credito eccessivo alla leggenda secondo la quale, nell’anno Mille, il terrore della fine del mondo avrebbe provocato un’interruzione delle manifestazioni artistiche nel periodo compreso tra la splendida fioritura dell’arte carolingia e quella proto-romanica, e a riconoscere, dall’altra, alla dinastia capetingia una stabilità politica tale da consentire ad essa, subito dopo la data fatidica, la possibilità di promuovere un’adeguata organizzazione delle esperienze edilizie in un ambito geografico sufficientemente esteso.
Peraltro recenti studi hanno negato ai Capetingi il merito di aver favorito l’introduzione di ordini di nuovo in architettura nell’undicesimo secolo nella Francia Reale ed hanno, invece, riconosciuto nelle fabbriche, fondate nelle decadi prossime all’anno Mille nei territori soggetti agli imperatori della dinastia sassone (fig. 1), un notevole grado di perfezione tecnica e di coerenza formale che hanno l’apporto di un contributo necessario allo sviluppo dell’architettura romanica.
Nella seconda metà del decimo secolo nella Francia Reale i Capetingi sono ben lontani dall’essere una dinastia rispettata e obbedita e si dibattono per consolidare il potere monarchico al di là dei confini della regione compresa tra la Senna e la Loira (domain royal), nella quale essi esercitano la loro sovranità. Soltanto un secolo dopo l’ascesa dei Capetingi al potere, allorché questi rafforzano la loro supremazia ricorrendo ad una politica attenta alle alleanze dell’edità, complice della stabilizzazione dei Normanni nelle regioni bord-ovest della Francia (1), e i potenti abati di Cluny, disciplinando la coes politico e sociale e sanando la depravazione dei costumi, assicurano la prima riformulazione culturale alla Francia moderna, mediante la fitta rete di monasteri sparsi in Europa, la loro egemonia spirituale anche in terre molto lontane (2), agli architetti francesi è possibile imprimere segni vitali alle loro opere, nelle quali confluiscono e si combinano in una sintesi mirabile le esperienze già elaborate nella Bretagna nella valle della Loira e nella Borgogna e quelle dei regolini confinanti dell’Impero di Germania (3).
Nel momento in cui Ugo Capeto, prevalendo nella michiaglia degli interessi particolari, viene eletto re nel 987, la situazione generale dell’Impero di Germania è di gran lunga meno incerta di quanto non si possa riscontrare nello stesso tempo nella Francia Reale. Alla fine del decimo secolo, nei cinquanta grediuti di Germania (Sassonia, Lotaringia, Franconia, Svevia e Baviera) e nelle regioni centro-settentrionali italiane, grazie alla politica di benevola protezione sulla Chiesa e di stretto controllo sulla grande feudalità esercitata dagli imperatori sassoni (4) e grazie, altresì, al vivo impulso impresso alle lettere e alle arti dalla dolce principessa bizantina Teofane, dalla figlio Ottone III (983-1002) e dai dotti vescovi che gravitano a corte, quali Bernward e Hildesheim, Meinwerik ad Paderborn o Gerbert d’Aurillac, si assiste non solo ad un magnifico rinnovamento formale nell’architettura (5), nella scultura, nella pittura e nella miniatura (6), ma anche ad una splendida produzione degli studi letterari (7). Nei principali centri dell’Impero di Germania, gli imperatori sassoni fondano grandiose cattedrali e ristrutturano quelle già esistenti per insediarvi vescovi di loro gradimento, ai quali conferiscono benefici feudali e uffici comitali. Il ripristino dei sistemi dei vescovi contensi un atto di sertari, in pratica, di creare, per un verso, un corpo di funzionari con incarichi vescovili anziché eredizori, legati da una stretta fìa alle ossaura e provvisti di capacità intellettuali, e, per un altro, di ridurre il g
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