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Ermetismo

Eugenio Montale

Giuseppe Ungaretti

ERMETISMO

L’Ermetismo è un movimento letterario che nacque nel primo 900. L’Ermetismo è una delle esperienze poetiche più importanti del primo Novecento ed ha apportato modifiche e innovazioni

sostanziali sia sul piano del linguaggio e dello stile che su quello dei contenuti. Il termine “ermetismo” deriva da Ermete (o Mercurio), dio delle scienze occulte e misteriose, ed è stato usato per la

prima volta, in senso dispregiativo, dal critico Francesco Flora, in uno scritto del 1936 intitolato “La poesia ermetica” ha definito la nuova poesia del ‘900 appunto come “ermetica”, ovvero come

chiusa, oscura, misteriosa e di difficile interpretazione e codificazione. A differenza delle poesie precedenti in cui avevamo le rime, le strofe, il metro, la punteggiatura o il numero di versi; il loro

testo poetico è scarno, breve, essenziale, fatto di pochissimi versi e pochissime parole, quanto basta ad esprimere lo stato d’animo del momento. Non si avverte più il bisogno di un vero e

proprio discorso per fare poesia, ma bastano poche parole nelle quali, però, si concentrano straordinariamente tutte le sensazioni provate. Abbiamo l’assenza quasi totale di punteggiatura, la

poesia ermetica è solitamente definita come “pura” perché condensa in un minimo di strumenti espressivi un massimo di significati e in una sola parola, in un solo verso vengon condensate le

verità più profonde sull’uomo e sulle cose. Tra gli strumenti espressivi che caratterizzano la poesia ermetica, si ricordano soprattutto il simbolo e l’analogia. Non sempre è facile nella poesia

ermetica decifrare il simbolo, cioè tradurre il simbolo in ciò che l’autore vuole realmente rappresentare attraverso di esso: molto spesso le associazioni sono del tutto personali e arbitrarie e

dunque di difficile interpretazione e codificazione per il lettore. L’analogia, invece, è quella tecnica espressiva che accosta fra loro immagini e situazioni diverse e senza alcun apparente legame,

per stabilire dei rapporti originali. Ma anche in questo caso, nella poesia ermetica, l’accostamento è di difficile comprensione all’interno del testo: non è con la ragione o con la logica, ma con

l’istinto e la sensibilità che si trova la chiave interpretativa delle associazioni analogiche.

• Versi brevi e spezzati

• Lessico ricco di vocaboli semplici

• Abolizione della punteggiatura

• Uso degli spazi bianchi

• Analogia e simbolo Eugenio Montale Giuseppe Ungaretti

EUGENIO MONTALE

Eugenio Montale nacque a Genova nel 1896. Si diplomò in ragioneria. Nel 1916 scrive il suo primo capolavoro poetico: “Meriggiare lirica che mostra l’utilizzo di un linguaggio quotidiano e che con la

pallido e assorto”,

descrizione di un arido paesaggio (“rovente muro d’orto”, “nelle crepe del suolo”) rappresenta il male di esistere. Partecipò alla prima guerra mondiale come ufficiale. Passò anni di intense letture di italiani e

stranieri, in particolare i simbolisti francesi. Scrisse riviste e giornali e nel 1922 pubblicò le sue prime poesie, con il titolo di presso la rivista “Primo Nel 1925 firma il Manifesto degli intellettuali

Accordi, tempo”.

antifascisti di Benedetto Croce e pubblica il suo primo libro, Su invito di Svevo, conobbe Umberto Saba ed altri scrittori triestini. Nel 1928 Montale viene nominato direttore del Gabinetto Vieusseux,

Ossi di seppia.

finché non venne licenziato perché non si iscrisse al partito fascista. Si dedicò allora, oltre all'attività di critico, anche a quella di traduttore. Frequentò il noto caffè letterario “Le Giubbe Rosse”, dove fa amicizia

con i maggiori scrittori italiani del tempo (Vittorini, Gadda, Pratolini e molti altri) ed inoltre allarga sempre più i suoi interessi verso la cultura europea. Nel 1939 escono raccolta di poesie in parte già

Le occasioni,

pubblicate su varie riviste. In esse Montale continua l'indagine esistenziale iniziata con Ossi di seppia, ma qui acquista maggiore forza il tema della memoria. Accanto alla difficile memoria del passato, l'altra

grande tematica del secondo Montale è quella della donna. Per lui la donna ha un ruolo essenziale, è la sola che può salvare il mondo. Nel 1943 pubblica in Svizzera il volumetto Dopo la guerra e la breve

Finisterre.

esperienza politica nelle file del Partito d'Azione, diviene, per un breve periodo, direttore della rivista “Il Mondo”. Lavorò come redattore al Corriere della Sera a Milano. Pubblicò “La . Ci fu un lungo

bufera e altro”

periodo di silenzio poetico. In seguito sposò Drusilla Tanzi (soprannominata Mosca) con la quale conviveva da vari anni e che muore l’anno successivo. E’ proprio la rielaborazione del lutto della moglie che lo

induce a ricominciare a scrivere nuovi versi. Nel 1965 Montale partecipa alla cerimonia di apertura del Convegno internazionale per i settecento anni dalla nascita di Dante, leggendovi un’importante relazione. Nel

1967 riceve la laurea honoris causa a Roma, Milano e Cambridge. Inoltre nel 1969 viene nominato a senatore a vita. Con la raccolta Satura, il poeta, sfuggendo al presente, osserva i dissensi, il disordine e la

confusione di una vita artefatta. Montale afferma di avere aperto ai suoi lettori, il «retrobottega» della sua poesia, il suo laboratorio creativo, di avere cioè portato allo scoperto i meccanismi, le trame nascoste

della sua poetica. Nel 1975 ricevette il premio Nobel. Morì nel 1981 a Milano. Pensiero e poetica

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/11 Letteratura italiana contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher prisonbreak.91 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di letteratura italiana otto-novecentesca e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Alonge Roberto.
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