Ludovico Ariosto
La Vita
Ludovico Ariosto nacque l’8 settembre 1474 a Reggio Emilia, figlio di Niccolò, uomo di corte del Duca Ercole d’Este, e
comandante del presidio militare estense. Ludovico intraprese gli studi di legge a Ferrara. Nel 1497 Ludovico fu accolto alla
corte come intellettuale stipendiato. Alla morte del padre, dovette provvedere al mantenimento della sua famiglia. Nel 1503,
tornato a Ferrara entrò al servizio del Cardinale Ippolito d’Este, figlio di Ercole e si fece chierico. Sempre in quell’anno
dovete svolgere alcune missioni diplomatiche, per gli Estensi, a causa dei contrasti tra la Casa d’Este e papa Giulio II della
Rovere. Nel 1513 alla morte di Giulio II , fu eletto papa Leone X. Nel 1514 si innamorò di Alessandra Beducci, una donna
rimasta improvvisamente vedova. Nel 1516, fu pubblicata la prima edizione in 40 canti dell’ Orlando Furioso. Nel 1517 passò al
servizio del duca Alfonso I, per il quale svolse numerose missioni diplomatiche soprattuto a Firenze e a Roma. Nel 1521
pubblicò una seconda edizione del Furioso. Nel 1525 dopo aver rifiutato l’incarico di ambasciatore della casa d’Este presso
il nuovo papa Clemente VII, anche lui della famiglia dei Medici, Ariosto rientrò a Ferrara. Nel 1532 pubblicò la terza edizione
del furioso. Pochi furono gli ultimi viaggi a causa del cattivo stato di salute, tra cui a Modena, per scortare l’imperatore
Carlo V nello Stato Estense. Nel 1528 rientrò a Ferrara, dove morì il 6 Luglio 1533.
Poetica
L’Orlando Furioso fu scritto non solo come opera di intrattenimento, ma anche come occasione per l’autore di esprimere aspetti del suo pensiero e della sua poetica. Ariosto
espone la sua concezione della poesia all’interno dell’episodio di “Astolfo sulla luna” in cui spiega che la poesia è uno strumento che eterna solo le gesta di quegli eroi e di
quei potenti che hanno saputo guadagnarsi il favore dei poeti. La fama dei grandi risulta dunque frutto di invenzione e la poesia, fonda su menzogne, appare in realtà
strettamente legata al potere. Sono considerazioni che sembrano ironicamente prospettare l’inattendibilità del fine encomiastico del poema stesso, Arioso compone una
poesia cortigiana, ma allo stesso tempo, pare prenderne le distanze. L’atteggiamento di Ariosto, in apparente contraddizione, si può spiegare con la consapevolezza
dell’inconciliabilità del desiderio di libertà individuale e le esigenze della vita che lo obbligavano ad assolvere incarichi pratici e amministrativi presso gli Estensi, mentre il suo
ideale era quello di una dimensione quotidiana e privata lontana dalle ambizioni e dalle ipocrisie della corta, di una vita dedita alla sua passione letteraria. Un altro passo
significativo dell’opera, che aiuta a capire il valore complessivo si trova all’inizio dell’ultima canto, è la presenza di un pubblico formato da donne e cavalieri, prima la nobiltà
estense, poi anche personaggi appartenente alla più nobili famiglie dell’aristocrazia dell’epoca, come i Borgia, gli Sforza, i Malatesta, i Visconti , i Gonzaga ecc… si tratta di
una corte ideale, che riunisce in un’unica scena gli uomini più potenti e le donne più belle della società del primo cinquecento. L’elenco si completa con alcuni dei più noti
letterati italiani del tempo. Le vicende narrate nel poema di Ariosto, tra cui la Discesa in Italia del Re di Francia Carlo VIII nel 1494 che causò una serie di conflitti, trasformando
l’Italia in un teatro di guerre sanguinose, riflettono gli ideali rinascimentali di armonia, eleganza e cortesia, ma ne mostrano, al tempo stesso il declino e la crisi. L’ironia è lo
strumento con il quale Ariosto esprime sia la sua visione della corte, segno di stabilità e di relativa sicurezza in un’Italia sconvolta, ma contemporaneamente anche di
limitazione alla propria autonomia, sia dell’epoca, sospesa tra splendore e crisi. L’ironia permette ad Ariosto di mettere a nudo la precarietà e la contraddittorietà di ogni
condizione umana, come dimostrano i protagonisti del suo poema: i loro ideali e i loro valori sono spesso illuso e ingannevoli e causa anche di follia. E’ la fine dell’ottimistica
visione della vita di stato umanistico che pena l’uomo al centro dell’universo, padrone di sé e del proprio destino.
Opere
Opera più importante
L’Orlando Furioso, un poema cavalleresco, Ariosto racconta le avventure di Orlando, paladino di Carlo Magno, che finisce per impazzire a causa dell’amore non corrisposto per la
bellissima Angelica. Ma la vicenda di Orlando si intreccia con quelle di Ruggiero e Bradamante, celebrati come progenitori della casa estense, e di moltissimi altri personaggi che
danno vita a una trama fittissima e ricca di colpi di scena.
Altre opere
Dai modelli classici latini,Ariosto passò all’imitazione del Canzoniere di Petrarca, e cominciò a comporre liriche d’amore in volgare. Nella raccolta predominano il sonetto e
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