Manierismo
Come ben sappiamo, nella seconda metà del '500 l'arte rinascimentale arriva a diffondersi dall'Italia in tutta l'Europa, con le grandi innovazioni dell'uso della prospettiva, il volume, la luce e il colore. Intanto, in seguito a questo momento, si era ormai superata l'idea di innovazione, ormai già portata grazie ad artisti del Rinascimento maturo come Michelangelo, Leonardo e Raffaello, e nacquero degli artisti i quali – in questo senso – mancavano di questa genialità.
Questi infatti, facevano uso delle innovazioni portate da maestri assai noti senza cercare ulteriori innovazioni. Per questo, questo periodo viene considerato come un periodo negativo di decadenza nella storia dell'arte. Viene dato il nome di "manierismo" ossia "alla maniera di". Il termine "maniera" era stato già usato infatti dal Vasari in maniera positiva, e veniva utilizzato come diremmo oggi, per definire uno stile. In pratica si utilizzava lo stile dei maestri del tempo. Solo i classicisti del '600 parlano di "maniera" come un'arte ricercata, imitativa.
Possiamo dunque, considerare quest'arte come una sorta di virtuosismo dato dal fatto che ormai gli artisti facevano padronanza di tutti gli strumenti tecnici portati dal Rinascimento. Secondo questa ipotesi, in un certo senso si potrebbero inserire gli artisti veneziani che successero al Tiziano, come il Veronese e il Tintoretto, i quali facendo uso delle innovazioni portate dai primi, le utilizzavano per creare forme di virtuosismo.
Rinascimento e manierismo: una transizione complessa
Ma perché il Rinascimento rimane una cresta sottile come dice Wölfflin, che una volta raggiunta quasi sparisce? Forse perché l'assoluto equilibrio che si vuole esprimere durante il Rinascimento è più un desiderio che una solida verità. C'è da dire che, durante il Rinascimento vi era stata una stabilità sociale abbastanza durevole, e dunque il moderno classicismo, le innovazioni, altro non sono che il risultato di un programma, e piuttosto che rappresentare un equilibrio, rappresentava la speranza della sua durata.
Come sappiamo poi, crollata l'economia dell'Italia, scossa la Chiesa, invaso il paese da francesi e spagnoli, è quasi inutile fingere un equilibrio inesistente. La posizione di questi artisti è più complicata di quanto si creda. Per loro è difficile rinunciare alle conquiste dell'arte rinascimentale, ma a quel mondo armonico si sentono estranei. La soluzione artistica, sia che si ponga come una reazione alla forma d'arte, sia che si ponga come un voler conservare le forme stilistiche del Rinascimento, è pur sempre un'esperienza di cultura e dunque privo d'ingenuità.
Il manierismo come corrente moderna
In questo senso potremmo definire il Manierismo come la prima corrente davvero moderna, ossia una corrente di artisti che vivono un problema di cultura. In realtà il loro modo di proporre in un certo senso, ancora modelli classici è un modo per fuggire dal caos.