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NOZIONI REALIZZATE DA APPUNTI PRESI A MANO

LIBERA, VISIONE DI FILMATI SU INTERNET E DI SITI

WEB, IL TUTTO RIELABORATO PERSONALMENTE:

Pirandello- L’altro figlio: Incipit in medias res, senza descrizione,

fa parlare direttamente i personaggi. Il nome Maria Grazia

significa “Amara grazia”. Ninfarosa da ninfa, ragazza che ha una

concezione libera della vita. Rocco Tropia rappresenta invece

l’altro figlio, nato da una violenza di cui non ha colpe. Il punto di

vista è quello di un dottore che non si fa influenzare, cerca di

scoprire di più, di guardare oltre. In molte cose gli verrebbe da

ridere, ma poi riflette, vuole vedere che storia c’è dietro il giudizio

della gente. Il dottore utilizza la chiarezza e la commozione, non il

pettegolezzo. Maria Grazia viene infatti definita in paese “matta”.

Il dottore è sempre commosso, mostrando pietà. Maria Grazia è un’

analfabeta e ha bisogno di un tramite per farsi scrivere delle lettere

da inviare ai figli lontani. E’ un’ umile donna del popolo di un

paese siciliano, vedova e ridotta a mendicare, soffre perché non

riceve notizie dei due figli emigrati in America. Scrive loro, di

essere disposta, per invogliarli a tornare, a donar loro lo stesso

casale di poco valore dove lei abita; ma i figli neppure rispondono.

Il tema è quello dell’emigrazione, assenza dell’altro, di chi si ama.

Maria Grazia vive una paralisi psicologica e non si rende conto di

avere un figlio nel paese, il suo amore per gli altri figli è follia,

ossessione. Era stata ingannata da Ninfa rosa,che le aveva

promesso di scrivere per lei delle lettere ai figli, in realtà scriveva

“scarabocchi”, si giustifica dicendo che la vuole lasciare

nell’illusione. Il dottore analizzerà tutta la vicenda, andando a

parlare con il figlio che si trova in paese,identico al padre, ovvero

l’uomo che ha violentato la protagonista ed ucciso il marito.

“L’altro figlio” aspetta in una stanza rimasta intatta (paralisi) e

vuota (indica l’attesa). Egli è sinceramente affezionato, buono, con

una casa modesta,vorrebbe prendersi cura di lei, ma la donna non

lo considera veramente suo, non riesce neanche a guardarlo in

faccia perché identico al padre.

Pirandello- Berrecche e la guerra:

Federico Berrecche, professore di storia, che già da bimbo ha una

passione per la Germania. Tutti i suoi ideali vengono meno quando

durante la prima guerra mondiale la Germania attacca l’Austria. A

questo punto tutto si trasforma in guerra. Tutti rinfacciano a

Berrecche la sua passione per una nazione impazzita. Il fidanzato

della figlia è in guerra, tutto peggiora quando viene dato per

disperso. Pian piano deve abbandonarsi all’idea di una guerra

inutile. La situazione è delirante quando anche il figlio viene dato

per disperso per alcune notti, per poi prendere la decisione di

arruolarsi in Francia. A fine opera Berrecche deciderà di arruolarsi

personalmente nel reparto di fanteria volontaria ma durante un

allenamento cade e si ferisce alla fronte.

Colloquio con i personaggi: Saro vuole entrare nell’opera e

nell’immaginario Pirandelliano. Lo va a prendere alla stazione ma

l’autore non lo riconosce. Il personaggio vuole essere

rappresentato. Il motivo fondamentale di questa smania di

rappresentazione è che letteratura rende eterni i personaggi,

parlano anche ai posteri, impedisce la loro morte. Mentre

Pirandello legge il giornale uno dei suoi personaggi gli chiede di

essere rappresentato, gli chiede udienza, lui vorrebbe respingere i

personaggi petulanti perché è angosciato dallo scoppio della prima

guerra mondiale, mette infatti un avviso per invitare i suoi

personaggi a non presentarsi più. Nonostante ciò un personaggio

continua affermando che ai personaggi non interessa della

guerra,perché è solo un momento della storia che passerà. Nella

seconda parte Pirandello parlerà con l’ombra della madre morta da

poco. Lo scrittore la rimpiange molto perché lo faceva sentire vivo,

affermando che il suo essere figlio è morto insieme alla madre.

Enrico IV- Pirandello:

Uomo condannato a vestire sempre i panni dell’imperatore, pazzo

per la società. Scopre se stesso e dichiara di aver fatto finta di

essere pazzo. Due tipi di rapporti: 1 compromesso a volte

necessario, portare quindi una maschera, 2 i rapporti umani a tu per

tu. La storia è quella di questo nobile del ’900 che durante una

cavalcata finge di essere Enrico IV e cade, nella caduta batte la

testa e si convince di essere realmente il personaggio storico che

stava impersonando, poi assecondato dai suoi servitori. Dopo 12

anni avviene la guarigione. Nonostante ciò decide di continuare a

fingersi pazzo, di mantenere la maschera. Tutto ciò per evitare la

realtà.

UN GOJ-PIRANDELLO:

Un gol è colui che si omologa consapevolmente, è un personaggio

docile. E’ il prototipo dello spostamento, colui che non ha identità.

Egli risponde alle situazioni che lo circondano con il riso, una

risata amara di chi si tiene tutto dentro. La novella si svolge all’

interno di una casa, con la presenza di due personaggi contrastanti:

Daniele Catellani ebreo dalla mente aperta; Pietro Ambrini terribile

suocero cattolico. Durante il periodo di Natale il suocero decide di

fare una sorpresa ai suoi nipoti, di costruire un presepe enorme,

che gli costerà molto. Il padre dei ragazzi, dopo aver subito molte

angherie dal suocero, decide di ribellarsi e di fare uno scherzo.

Sostituisce infatti i personaggi del presepe con soldatini che

puntano i fucili sulla stalla, per poi nascondersi, pronto a ridere al

ritorno di tutta la famiglia.

IL VIAGGIO-PIRANDELLO: La protagonista, Adriana Braggi,

sposatasi a 18 anni vive reclusa in casa, senza mai uscire da ben 13

anni, da quando è rimasta vedova, quattro anni dopo il matrimonio.

Non si avvicina nemmeno alle finestre. L’atmosfera è chiusa,

soffocata, si respira appena l’aria. Il suo sguardo è mesto ma anche

sereno e dolce. Non è più tormentata dal gelosissimo marito che

aveva sposato senza amore. Essendo vedova doveva rispettare

degli stereotipi per il paese: deve essere quasi invisibile, occuparsi

della casa e dei bimbi, l’unica distrazione è recitare il rosario. Il

marito era debole, malato e geloso. Per tradizione solo un uomo

avrebbe dovuto sposarsi (il primogenito) e il demerito dell’uomo è

essersi sposato. Adriana deve infatti rispetto al cognato che

avrebbe voluto sposarla. In realtà quest’ultimo la tratta benissimo,

è gentile. Spesso faceva dei viaggi e Adriana ogni volta che torna

ha un segreto turbamento. Dopo che la donna si ammala di cancro

anche lei si dedica al viaggio,vivendo la malattia come un’estranea

e abbandonandosi all’amore del cognato.

La supplente: Giuseppe Manfridi

Hic et nunc: qui e ora. E’ il miracolo pronunciato dalla supplente

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/10 Letteratura italiana

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