oppidum
un’isola, all’interno dell’ (città fortificata) dell’Ile de la Cité. In quel periodo,
I° secolo: Ile de la Cité – la culla di Cesare l’ile non era così grande come oggi. A causa di un braccio del fiume oggi
L’autore sceglie capitolo dopo capitolo una stazione per raccontarci ogni volta un scomparso, era scissa in 3 piccole isole paludose e a rischio d’inondazione. A
secolo della “Ville Lumière”, cominciando dal primissimo agglomerato gallico su Lutetia o meglio Lucotetia sorge il borgo, sarà poi Cesare a chiamare la sua
un’isoletta della Senna fermata “Cité” (ligne n.4). La stazione somiglia a un lutum luto
conquista Lutetia associando il nome latino (fango) al gallico
pozzo scavato a oltre 20 metri sotto la Senna. Uscendo dalla stazione, ci si (palude) la città nata dalle paludi.
ritrova davanti un cipresso rachitico e poi un olivo senza olive – reminiscenza Dove si trova la Lutezia originaria? le numerose distruzioni subite dall’isola ne
hanno cancellato ogni traccia originale. Ma sullo slargo del Vert-Galant, bisogna scendere 7
del sud Italia. All’ingresso del metrò possiamo trovare il mercato dei fiori – a metri ci ritroviamo al livello dei luoghi al tempo dei Parisi. Gli scavi effettuati nel 2003 per
sinistra, troviamo il boulevard Saint-Michel – a destra, la rue Saint-Jacques. il cantiere per costruire l’A86 hanno portato alla luce i resti di un importante agglomerato
Stretta tra queste 2 vie la rue de Lutèce è accerchiata dalle facciate 800 degli gallico sotto la città di Nanterre.
edifici amministrativi cari al barone Haussmann. Un po’ più avanti si possono Nel 52 a. C. l’esercito romano – comandato da Giulio Cesare – fu sul punto
notare le postazioni dei bouquinistes (bancarelle di libri) costituiti da
d’attaccare i Parisii – le tribù riuinite dei Galli, sotto la guida di Vercingetorige –
scatoloni verdi lungo la Senna. Per l’autore Parigi è come una donna – tanto capo averno deciso a coalizzare le tribù galliche contro l’invasore. Vercingetorige
Nadja
che Breton in sostenne che il triangolo di place Dauphine sarebbe il pube trasformò la lotta contro i romani in una serie di attacchi x indebolire le truppe
di una donna, la matrice da cui sarebbe nata ogni cosa. Nel 52 a.C. sull’isola di Cesare ed isolarle lontano delle loro basi e dalla patria (distruzione dei ponti,
non c’è ancora niente. Parigi nacque come un villaggio di pescatori celtici – la incendi e così via) tale tattica era rivolta a indebolire i romani facendo sì che
tribù dei Parisi s’installò nel III secolo a.C. nell’l'Ìle de la Cité, la fortificò e la non potessero approvvigionarsi nel territorio ostile. Fu così che Cesare inviò Tito
chiamò Lutetia. La tribù – venuta dal nord – si stabilì in riva al fiume (per loro Labieno - a capo di 4 legioni – a combattere nel nord del paese x sopprimere la
una divinità dal nome Sequana [Senna]) dal quale traeva il suo sostentamento rivolta. Ma fu costretto a fermarsi quando vide schierarsi il vasto esercito dei
e serviva da via di comunicazione. Per trovare un agglomerato gallico di una galli – comandato da Camulogeno. Tornò sui suoi passi, risalendo il fiume fino a
certa importanza occorre seguire il corso del fiume attraverso l’ancestrale Metlosedum – attuale Melun, altra città insediata in un’ansa del fiume – dove
mezzo di trasporto – la barca. Le 1° testimonianze di un’occupazione stanziale trovò un guado (tratto) x risalire il fiume alla volta di Lutetia. Camulogeno
nel Neolitico (5 mila anni a.C.) sono delle piroghe (simili a canoe) scoperte sul aspettò i romani in mezzo alle paludi, nel cuore dell’umida zona che circonda la
sito del villaggio di Bercy la proto-culla di Parigi – oggi esposte al museo
città. Lo scontro era inevitabile. I romani si ritrovarono spiazzati in quegli spazi
p
Carnavalet. Come c’erano numerose “carriere” di calcare e come la celtica si mobili tra terra e acqua, mentre su quell’instabile suolo i galli si trovarono a loro
k Kwarisii
pronuncia con , si suppone che – la parola celtica che designa le agio. Labieno ordinò la ritirata, ma folle di rabbia, volle vendicarsi dei galli e
carriere – è probabilmente all’origine del nome di Parigi. Leggendo il libro seguendo le rive della Senna, si precipitò ad attaccare Metlosedum. Dopo di
Commentarii de Bello Gallico di Giulio Cesare, si capisce che i parisii vivevano su che se ne andarono, lasciandosi alle spalle l’oppidum devastato e depredato. I
galli corsero ad avvisare Camulogeno e x evitare l’accerchiamento decise di corso della Senna] gallo-romano, risalente al I secolo. Per questo il motto di
fluctuat nec mergitur
bruciare città e ponti, x risalire poi la Senna lungo la riva sinistra. All’alba Lutetia Parigi beccheggia ma non affonda – spiega
non era che una distesa di cenere disertata dagli abitanti. I romani allora l’indispensabile legame con la Senna. Il tempio di Lutetia venne poi ingrandito e
raggiunsero i galli sulla piana di Garanella, in riva alla Senna – piccola garenna abbellito con altre 2 statue di Giove e Vulcano – quindi venne esteso anche agli
dove si poteva cacciare. A quel punto i galli si ritrovarono circondati, e invece di dei del pantheon romano in una commistione delle 2 culture. I nauti
darsi alla fuga, tennero duro e vennero massacrati. Anche Camulogeno rimase testimoniarono la loro riconoscenza offrendo un pilastro di sostegno al tempio –
sul terreno. alta quasi 5 metri e formata da 4 blocchi con le effigi degli dei, dedicato al dio
Dove sono i resti dei galli? degli dei romani e all’imperatore Tiberio.
la piana di Garanella è diventata il comune di Grenelle,
annesso a Parigi sotto il 2° Impero. Il luogo in cui si svolse la battaglia tra Camulogeno e
Labieno divenne il campo di manovre x gli allievi della Scuola militare del 13° secolo e fu Dov’è il pilastro dei nauti? nel 1711 fu portato alla luce in occasione dello scavo di
battezzato Campo di Marte – nello stesso punto fu innalzata la Tour Eiffel in onore degli una cripta degli arcivescovi di Parigi e incluso nella muratura di 2 pareti e oggi esposto
intrepidi guerrieri. nel museo di Cluny. Venne trovata nel basamento di Notre-Dame, non a caso il
principale luogo di culto dei parigini.
Dopo l’incendio della 1° Lutetia, tra le truppe di Cesare e quelle di Vercingetorige
s’ingaggiava lo scontro finale. I romani con l’aiuto dei mercenari germanici RIASSUNTO
respinsero i galli. Vercingetorige ripiegò allora sulle alture d’
Alesia – in Borgogna – Il nostro tour comincia alla stazione Citè (linea 4, XIV arrondissement), in pieno
con un esercito impressionante al quale si unirono 8 mila combattenti parisii. I stile Art Nouveau e unica stazione dell’Ile de la Citè, dove tutto è cominciato.
romani sembravano costretti a rinunciare all’offensiva e a ritirarsi, ma Cesare
inviò altre truppe fresche e riuscì a respingere i galli. Era la fine. Vercingetorige La fermata del metrò somiglia a un pozzo scavato nelle viscere della terra, a 20
depose le armi ai piedi di Cesare. metri sotto la Senna e uscirne è un po’ come essere catapultati indietro nel
In quella Gallia divenuta gallo-romana, i romani decisero di ricostruire Lutetia. tempo, se si ha la sensibilità di guardare oltre. Siamo nel I secolo a.C. e la
Scelsero una posizione + favorevole alle vie di comunicazione. Vicino al campo di Lutetia Parisorium, cellula parigina, è dominio di Cesare. Vengono edificati i primi
Marte si trovavano 3 isolotti: sul 1° si ergeva un tempio in onore delle divinità
galliche [Cernunno – dio dell’abbondanza, Smertios – protettore dei greggi e Esus palazzi e templi (alcune testimonianze al museo di Cluny).
– demiurgo (capo) delle foreste] – luogo quindi di culto e preghiera. Intorno acqua e paludi, e qualche timido ponte abbozza la fisionomia di quella
Gli isolotti erano uniti tra loro x mezzo di ponti e già si abbozzava il profilo di che sarà una grande città.
una nuova città, che diverrà un giorno l’ile de la Cité. Lutetia era la città-ponte,
un pedaggio x passare il ponte. Nella cripta di Notre-Dame posta sotto il
sagrato possiamo ritrovare i resti del 1° lungofiume [via cittadina adiacente al ordinò degli scavi archeologici sul presunto insediamento d’Alesia, dove gli operai
II° capitolo: Place d’Italie trovarono monete galliche, romane, stele su cui si crede di decifrare ALISIIA. Ma si
Uscita dal metrò Place d’Italie ci si imbatte nel municipio del 13° arrondissement –
racconta che gli archeologi di Napoleone III avessero raccontato questa storia x
stile 800 – mentre di fronte abbiamo il centro commerciale ipermoderno, le installazioni accontentarlo. In campo di scavi venne eretta una colossale statua di Vercingetorige ma
futuriste; dall’altro lato del viale notiamo fast-food e un po’ + avanti delle torri con i tratti di Napoleone III.
senz’anima. Nel II secolo, quando Lutetia ormai invasa dai romani s’insediava sull’ile de la A Lutetia la pace e il cambiamento si espressero nella pietra: parisii e romani si misero
Cité, era attraversata da una strada che portava a Roma – la pax romana – e la nuova all’opera x costruire: varcata quella che è oggi la Porte d’Italie un romano percorreva
città dei galli/parisii si sviluppava a sud della Senna. In direzione di Roma nascevano l’Avenue che gli faceva attraversare la futura place prima d’imboccare l’odierno viale dei
importanti vie di comunicazione x collegare l’Impero + grande del mondo. Place d’Italie Gobelins fino a place Saint-Médard: lì da rue Mouffetard, inizia la salita della Montagna
era già situata sulla via romana che portava a Lione e a Roma. Infatti si dovrebbe Sainte-Geneviève. La Lutetia romana non è soggetta ai capricci della Senna: x questo
place de Rome
chiamare x ricordare chi conquistò la Gallia 2 mila anni fa. I romani sorgerà su un’altura: perciò occorreva salire rue Mouffetard – lontana evocatrice del
Mons Cetarius”
tuttavia distrussero buona parte della Parigi originaria: possiamo ricordare l’incendio di nome latino della Montagna Sainte-Geneviève “ – il monte dei vivai. Ma
Lutetia e la disfatta d’Alesia che segnarono la morte di una cultura e la sparizione di l’influenza della Senna continuava a farsi sentire nella parte bassa della città, dove
una lingua, i culti e le leggende di un popolo di cui le poche tracce sono state Civitas Parisorium
vivevano i parisii, chiamata la , la città dei Parisii. La pace romana
trasmesse dai romani stessi che hanno voluto lasciarci il ricordo dei barbari regnante a Lutetia fece di questa città una città aperta senza fortificazioni. In questo II
sottomessi. Li dipingevano come bruti ai quali Cesare era venuto a portare la civiltà. secolo, Lutetia era sede d’ogni piacere, svago e intrattenimento. Venne costruito un
Anche se i galli non ci hanno tramandato grandi opere letterarie o non hanno costruito ANFITEATRO GIGANTESCO costruito sulla piana tra la collina e il fiume e in disparte
importanti monumenti, non x questo vanno considerati dei bifolchi. Tuttavia se non rispetto alla città in modo strategico: x la particolare topografia del terreno che
fossero stati colonizzati dai romani, di certo non avrebbero conservato la loro sfruttava la luce del sole nascente e un telone sopra le gradinate x evitare il fastidio
indipendenza. Sarebbero stati germanizzati appunto dalla Germania che si stava della pioggia. Gli spettatori potevano godere di una magnifica vista sulla curva della
muovendo da nord. I parisii avevano 2 alternative: venire latinizzati da Cesare o Bièvre con 2 colline boscose destinate a diventare Ménilmontant e Belleville.
germanizzati. La storia e la forza militare decise il loro karma ai romani. La città che Scendendo la collina lungo le scalinate di rue Rollin, si varca la muraglia attraverso 2
sorse a quel punto non era un agglomerato parisio, ma un centro modellato dal genio vaste entrate sormontate da cariatidi (colonne a forma umana – di solito donna).
place d’Italie
romano. Per questo la assume un’importanza sproporzionata: collegava la Nell’anfiteatro si poteva andare a vedere: Commedie di Plauto, Opere del greco Euripide
Gallia a Roma – capitale del mondo. Perciò piuttosto che piangere sul passato bisogna e Giochi romani con bestie feroci e tra gladiatori.
vedere la latinizzazione dei galli come un’occasione colta al volo, un carpe diem: da una Da quando nelle arene di Lutetia si gioca a bocce? le arene di Lutetia
disfatta emerse una cultura reinventata e una nuova nazione. furono distrutte durante le invasioni barbariche del 280. Divenne prima un cimitero e poi
I galli sono sempre stati nostri antenati? ancien regime
ovviamente no! Sotto l’ nel 13° secolo venne interrato in seguito alla costruzione di un muro di cinta voluto da
la storia francese iniziava con Clodoveo – 1° re cristiano dei franchi. Ovviamente queste Filippo Augusto. Si dovette aspettare lì800 durante l’apertura della rue Monge furono
origini non soddisfacevano i regnanti. Infatti nel 19° secolo Napoleone III cercò di inserire il scoperte e portate alla luce opere murarie proprie delle arene di Lutetia. Ma il municipio
suo Impero in una cronaca d’impronta meno reale. Si fornì della storia dei galli. Si volle creare solamente una strada dritta e larga. Fu Victor Hugo a far cambiare idea al
Storia di Giulio Cesare
appassionò tanto da scriverci un saggio con + volumi intitolato municipio, il quale votò x gli stanziamenti necessari alla sistemazione di uno spazio
il suo intento era quello di restituire ai galli il loro giusto posto nella storia. Tant’è che verde all’interno delle arene.
L’arena lutetiana trasformò la città in un luogo molto frequentato e popolato, soprattutto romane di rue Saint-Jacques sono scomparse ma davanti alla chiesa di Saint-Julien-le-
Pauvre, è stata posata un’antica lastra dietro il vecchio pozzo. Ed è tutto quel che
sulla riva sinistra. Sulla sponda destra non c’era un granché. In lontananza sulla futura resta della via di Parigi. Proprio lì accanto nello square Viviani possiamo trovare l’albero +
Montmartre si ergeva un tempietto e alcune abitazioni. Era la retrobottega della città vecchio di Parigi che si arrampica su una struttura in cemento. Sulla piazza della
che permetteva la vita elegante e raffinata dell’altra sponda. Nella parte bassa della Sorbona una nicchia circolare spezza la simmetria della vasca ovvero troviamo i
città, i galli imitando i romani abbandonarono le capanne x stabilirsi in edifici solidi in resti del pozzo appartenenti a 2 insule. Il foro invece subirà i capricci degli uomini e del
pietra. Città alta e città bassa iniziavano a somigliare. I galli continuavano a vivere del tempo. Il suo ricordo riposa oggi al 61 del boulvevard Saint-Michel, nell’accesso al parking
fiume e del mestiere legato alle acque. Ma erano finiti i tempi in cui galli potevano usare Vinci. In compenso nel cortile del 36 rue de Vaugirard troviamo un forno romano
la Senna x poterci vivere. Venne costruito un bacino a sud che distribuiva l’acqua esumato presso il Lussemburgo.
tramite il pendio di un acquedotto del quale sono ancora visibili pezzi nel museo
Carnavalet. Mentre nella città alta l’acqua scorreva lungo tubazioni di terracotta o piombo
x alimentare le fontane e le TERME quintessenza della comodità e del lusso. Lutetia
RIASSUNTO
contava 3 stabilimenti termali: uno a sud, uno a est dove sorge l’attuale Collège de La 2° fermata è la stazione di Place d’Italie (linee 5-6-7, XIII
France e che si prolunga sotto la rue de Lanneau, e lo stabilimento + importante erano arrondissement), di per sé non troppo pregevole come struttura, si
le terme di Cluny o terme del nord.
Dove si possono vedere le terme? nella cantina a volte del ristorante Le colloca in un punto nevralgico della città dei Parisi.
Coupe-Chou e nel corso degli scavi sono state trovate alcune tubazioni x l’acqua calda e Nel II secolo, di qui passava la strada che portava a Roma (come tutte
una piscina gallo-romana. le altre, del resto) e il centro iniziava a espandersi a sud della Senna
Chi fece costruire le terme di Cluny? di chiara derivazione romana, ma anche seguendo i dettami dell’architettura urbana romana. Sulle grandi lastre
parisiiana visibile soprattutto dalla decorazione del frigidarium che mostrava i battelli
carichi d’armi e mercanzie. Volevano partecipare all’organizzazione e gestione della città irregolari, passavano i galli diretti a Roma.
e non lasciare il beneficio della costruzione ai romani. Nel grande anfiteatro combattono fiere e gladiatori e romani e Parisi si
Malgrado la loro partecipazione, l’architettura urbana rimase tipicamente romana, con sollazzano alle terme (il ristorante Le Coupe-Chou si è fatto spazio
strade dritte che s’incrociavano ad angolo retto delimitando spazi pubblici e ville patrizie. proprio in un’antica piscina gallo-romana).
La via principale era il CARDO MASSIMO – che attraversava la città alta e quella bassa.
Imboccandolo si saliva su quella che diventerà la Montagna Sainte-Geneviève dove si
trovava l’epicentro della città il FORO vasto spazio circondato da colonne con una
galleria coperta piena di botteghe. Fu realizzato livellando la collina x ottenere pendii e
forme + gradevoli. Ma venne modificata dai romani secondo le necessità di
un’urbanistica ben studiata.
Dove si trovavano? oggi il cardo è la rue Saint-Jacques che si prolunga sulla riva
destra nella rue Saint-Martin. In quel luogo esisteva già una s
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