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La seduzione della cultura nella storia tedesca – Wolf Lepenies (2006)

Wolf Lepenies (11 gennaio 1941) è un sociologo, politologo e scrittore tedesco.

Cavaliere della rosa

1

Introduzione: Bombe su Dresda e il nei cieli

Il 13 febbraio 1945 una giovane madre con un neonato, accompagnata dalla sorella con un

bambino, perse il sovraffollato treno per Dresda. Trascorsero coì la notte in un villaggio nei

dintorni la notte in cui Dresda bruciò. Il padre di quel bambino si trovava in quel momento

sopra Dresda ed era uno dei pochi piloti di caccia tedeschi che aveva cercato di attaccare la

flotta di bombardieri alleata. Quella notte quasi tutti i piloti erano stati costretti ad atterrare

senza aver attaccato il nemico, infatti le difese antiaeree tedesche erano sempre più in

difficoltà nel determinare la rotta e la destinazione delle squadriglie di bombardieri inglesi e

americane e spesso i piloti erano costretti a cercare sul terreno indicazioni sulla direzione da

prendere. Quella sera del 13 febbraio, decollando con la sua squadriglia, il padre di quel

bambino, all’inizio aveva volato in direzione di Strasburgo in formazione di attesa aspettando

che da terra giungessero indicazioni sulla rotta da prendere. Però quegli ordini non attivarono

mai. Allora, quando la stazione a terra mandò improvvisamente in onda un programma radio

Il cavaliere della rosa 2

con i valzer dell’opera di Richard Strauss , gli uomini istruiti che erano a

bordo dell’aereo immaginarono di sapere dove dirigerlo: a Vienna, la città in cui l’opera era

ambientata, ma più procedevano più dubitavano che Vienna fosse il vero obiettivo

dell’incursione alleata. Poi si ricordarono in quale città si era tenuta la prima mondiale

dell’opera e l’aereo invertì la rotta verso Dresda per impedire quello che ormai era inevitabile.

La musica di Richard Strauss fece curiosamente da sfondo continuo dell’opera di distruzione

3

delle città tedesche: per esempio tra le memorie che lo scrittore W. G. Sebald ha raccolto a

proposito delle incursioni aeree sulla Germania, c’è anche il racconto di un uomo che ricorda

di aver ascoltato alla radio Strauss immediatamente prima dell’attacco distruttivo su

4 5

Darmstadt e poco prima la Prima guerra mondiale Walter Hasenclever aveva scritto una

poesia contro il bellicismo dell’apparato militare tedesco, che si concludeva con il ritornello

“gli assassini siedono nel

Cavaliere dalle rosa”. Il cavaliere della rosa

Le bombe su Dresda e rappresentano il simbolo della stretta

correlazione tra guerra e cultura, istruzione e distruzione, politica e poesia, spirito e violenza

che si instaurò in Germania (anche se questa connessione non è limitata alla Germania, ma si

è potuta vedere anche nella resistenza francese, per esempio). Quando la dirigenza nazista

1 l bombardamento di Dresda fu un bombardamento aereo attuato da Regno Unito e Stati Uniti sull'omonima

città della Germania tra il 13 e il 15 febbraio 1945, durante la Seconda guerra mondiale. I bombardieri alleati

rasero al suolo una gran parte del centro storico di Dresda con un bombardamento a tappeto, causando una

strage di civili, con obiettivi militari solo indiretti.

2 Il cavaliere della rosa (Der Rosenkavalier), commedia per musica in tre atti, è un'opera lirica in lingua

tedesca che venne eseguita la prima volta il 26 gennaio 1911 alla Königliches Opernhaus di Dresda. Richard

Georg Strauss (Monaco di Baviera, 11 giugno 1864 – Garmisch-Partenkirchen, 8 settembre 1949) è stato un

compositore e direttore d'orchestra tedesco del periodo tardo-romantico.

3 Winfried Georg Sebald (Wertach, 18 maggio 1944 – Norfolk, 14 dicembre 2001) è stato uno scrittore

tedesco, più volte annoverato da eminenti critici letterari fra i più grandi saggisti e prosatori contemporanei.

Le opere di Sebald si concentrano soprattutto sul tema della memoria e dei ricordi, specie quelli personali e

collettivi, relative per esempio alla Seconda guerra mondiale e all’Olocausto.

4 Darmstadt è una città extracircondariale di 149 743 abitanti dell'Assia, in Germania. Darmstadt fu

bombardata per la prima volta il 30 luglio 1940, e questo sarebbe avvenuto ancora in altre 34 incursioni

durante la Seconda guerra mondiale. Il centro storico fu ampiamente distrutto dal bombardamento

britannico dell'11 settembre 1944. Questo attacco fu un esempio della tecnica firestorm, che fu poi

impiegata contro la storica città di Dresda nel febbraio del 1945. Per creare una firestorm si sgancia attorno

alla città un gran numero di bombe incendiarie prima di lanciare le "normali" bombe esplosive: così si dà vita

ad un processo di combustione auto-alimentato in cui le correnti d'aria generate dall'incendio garantiscono

che esso continui a bruciare finché abbia consumato tutto ciò che può ardere.

5 Walter Hasenclever (Aquisgrana, 8 luglio 1890 – Aix-en-Provence, 22 giugno 1940) è stato uno scrittore e

drammaturgo tedesco. 1

6

ricevette la notizia della distruzione di Dresda, Robert Ley , capo del Fronte tedesco del

7

lavoro , reagì come se un grosso peso gli fosse stato tolto dalle spalle perché ora non 8

sarebbero più stati distratti dai monumenti della cultura tedesca. Tre anni prima Goebbels 9

aveva avuto una reazione simile dopo un bombardamento degli inglesi sulla città di Rostock

ed egli, senza menzionare le perdite di vite umane, parlò della necessità di rispondere al

terrore col terrore e di radere al suolo i centri di cultura inglesi dopo la distruzione di quelli

tedeschi a opera della Royal Air Force. Nella Germania nazista era noto che la perdita di

grandi opere d’arte turbava Hitler molto più della distruzione di quartieri residenziali e i

propagandisti tedeschi permettevano che tutto ciò trapelasse nella convinzione che la

reazione di Hitler non sarebbe stata considerata un segno di brutale indifferenza alle

sofferenze umane, ma la dimostrazione di una sensibilità artistica che la guerra non era

riuscita ad abbattere. Ma non erano solo Hitler e i suoi sostenitori a considerare i

bombardamenti alleati soprattutto un tentativo di distruggere la cultura tedesca. Infatti, nel

maggio del 1942 tra gli emigrati ebrei tedeschi negli Stati Uniti fu progettata una raccolta di

fondi per permettere l’acquisto di un bombardiere da donare all’aviazione statunitense.

Quando fu proposto a Thomas Mann di ricoprire il ruolo di presidente del comitato della costa

ovest, egli reagì furiosamente e disse che non poteva appoggiare in alcun modo quelle

incursioni aeree che avrebbero distrutto le città tedesche perché non voleva che dopo la sua

morte i tedeschi pensassero che sia stato il presidente di un comitato responsabile della

distruzione dei monumenti della cultura tedesca. La presa di posizione di Mann rappresentava

la mentalità tedesca: si sapeva che l’incursione aerea su Dresda aveva provocato 30.000

vittime, ma la città divenne anche un simbolo della distruzione dei tesori culturali.

10 11

Ian Buruma pubblicò una rassegna delle opere dello storico Jörg Friedrich sulle sofferenze

La

patite dalla Germania durante in bombardamenti. Lo storico mise in evidenza come il libro

Germania bombardata (Der Brand) 12 di Friedrich si concludesse parlando della distruzione dei

libri tedeschi conservati in biblioteche ed archivi, quindi la vera calamità, nel libro di Friedrich,

è la distruzione di magnifiche antiche città, di antiche chiese e strade medievali. Buruma

interpreta questa pubblicazione come un tentativo di rimediare ad una “collettiva presa di

distanze dalla storia e dalla cultura tedesche”, ma la valutazione di Friedrich, secondo

l’autore, non è del tutto corretta. Infatti, nella memoria collettiva dei tedeschi, nomi come

Dresda ricordano tanto la perdita di monumenti e di cultura quanto di vite umane. Norbert

6 Robert Ley (Niederbreidenbach, 15 febbraio 1890 – Norimberga, 25 ottobre 1945) è stato un politico

tedesco, gerarca fra i più importanti del regime nazista, in quanto uno dei 18 Reichsleiter ("leader del Reich")

del Partito Nazionalsocialista dei Lavoratori Tedeschi e capo del DAF (Deutsche Arbeitsfront) il Fronte tedesco

del lavoro, organizzazione corporativistica della Germania nazista. Accusato di crimini di guerra si suicidò

mentre era in attesa di essere giudicato al Processo di Norimberga.

7 Il sindacato creato dai nazisti nel 1933 dopo l’abolizione dei sindacati tradizionali.

8 Paul Joseph Goebbels (Rheydt, 29 ottobre 1897 – Berlino, 1º maggio 1945) è stato un politico e giornalista

tedesco. Fu uno dei più importanti gerarchi nazionalsocialisti, Gauleiter di Berlino dal 1926 al 1945, ministro

della Propaganda del Terzo Reich dal 1933 al 1945, ministro plenipotenziario per la mobilizzazione alla guerra

totale e generale della Wehrmacht, con l'incarico della difesa di Berlino dall'aprile del 1945 e, dopo il suicidio

di Hitler, dal 30 aprile 1945 per quasi due giorni cancelliere del Reich. Le sue tecniche di propaganda furono

uno dei fattori che consentirono al Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori l'ascesa al potere in

Germania, nel 1933.

9 Durante il Terzo Reich, vi vengono costruite delle industrie aeronautiche, come per esempio la Heinkel, che

produceva bombardieri. Rostock diventa dunque un importante punto d'appoggio per l'industria degli

armamenti, ed è proprio per questo motivo che, a partire dal 1942, queste fabbriche diventano l'obiettivo dei

bombardamenti strategici alleati. Durante la Seconda guerra mondiale, la città è distrutta in misura

considerevole.

10 Ian Buruma (L'Aia, 28 dicembre 1951) è un saggista e accademico olandese naturalizzato britannico, noto

esperto internazionale delle culture orientali, in particolare di quella giapponese, nonché di letteratura cinese

e di cinema giapponese.

11 (Kitzbühel Austria, 17 agosto 1944) è un autore e uno storico.

12 Friedrich è noto soprattutto per la sua pubblicazione Der Brand (2002), in cui interpreta il

bombardamento alleato di obiettivi civili durante la Seconda guerra mondiale come omicidio di massa

sistematico e per molti versi inutile. 2

I tedeschi

13

Elias scrisse nel suo libro (1991) che il concetto tedesco di cultura aveva al centro

una forte tendenza apolitica e questo era un sentimento frequente nelle élite tedesche delle

classi media, quindi politica e Stato rappresentavano mancanza di libertà, mentre la cultura

era l’ambito della loro libertà e del loro orgoglio. Qui Elias descrive il ruolo della cultura nella

Processo di

politica interna tedesca, mentre il suo ruolo in quella estera, spiegato nel

civilizzazione (1939), era caratterizzato dall’ossessione tedesca per la distinzione tra civiltà

(Zivilisation) (Kultur):

e cultura “nell’uso tedesco civiltà significa qualcosa che è molto

<< >>

utile ma pur sempre un valore di secondo piano, cioè qualcosa che coglie soltanto l’aspetto

esteriore dell’uomo, la superficie dell’esistenza umana. Invece, il termine con cui in Germania

si vuol definire se stessi, l’orgoglio per le proprie prestazioni e la propria natura è quello di

cultura ”. Mentre per i francesi e gli inglesi il concetto può anche applicarsi alla politica,

<< >>

all’economia, alla tecnologia, ecc., il concetto tedesco di cultura si riferisce a fatti spirituali,

artistici e religiosi, quindi stabilisce una rigida linea di divisione tra fatti di questo tipo da un

lato e fatti politici, economici e sociali dall’altro. Quindi la Germania intera ha cercato la

propria esaltazione nelle conquiste e nelle aspirazioni culturali. Il fascino della cultura,

accompagnato da un disprezzo per la politica quotidiana, si è fondato sull’affermazione della

natura profondamente apolitica dell’anima tedesca, che ha poi alimentato la pretesa di

Kulturnation,

superiorità della Germania in quanto sull’Occidente soltanto “civilizzato”.

Il ruolo della cultura sia nella politica interna che in quella esterna della Germania è il tema di

questo libro di Lepenies, in cui egli parla della “seduzione tedesca, cioè della tendenza a

vedere nella cultura un nobile sostituto della politica, se non una politica migliore.

Descrivendo il pregiudizio antipolitico presente nel concetto tedesco di “cultura”, Elias ha

notato come determinati modelli di pensiero, di sentimento e di azione, pur con i necessari

adattamenti a nuove situazioni nel corso di parecchie generazioni, si ripresentino in una

stessa società. Inoltre, il significato di parecchie parole-chiave che vengono trasmesse da una

generazione all’altra ha un ruolo nella flessibile continuità delle caratteristiche del “carattere

nazionale”. Però, secondo Lepenies, l’uso tedesco della “cultura” più che un carattere

nazionale è un atteggiamento nazionale. Questo perché un carattere nazionale assomiglia alla

pelle, è qualcosa di cui il corpo non può fare a meno, mentre un atteggiamento è un qualcosa

di meno stringente, assomiglia ad un capo d’abbigliamento preferito che si può indossare o di

cui ci si può svestire e al quale si può rinunciare. Quindi il “carattere nazionale” è un concetto

serio, mentre l’atteggiamento ha un che di ironico. Infatti, il tono trionfalistico con cui i

tedeschi parlano della “cultura”, che solo essi possiedono, mentre gli altri devono

accontentarsi della “civiltà”, richiede una distanza ironica.

Questo libro prende in esame l’atteggiamento tedesco che considera la cultura un sostituto

della politica e che disprezza la politica, intesa soprattutto come politica parlamentare,

riducendola ad un’arena dove avvengono negoziati e compromessi tra gruppi d’interesse.

Sonderweg (via autonoma) = il cammino caratteristico che avrebbe condotto la Germania,

sulla base dell’avversione per la politica e della venerazione idealistica e romantica per la

cultura, ad allontanarsi dalla traiettoria “normale” dell’Occidente per tuffarsi nel disastro

nazista.

Germania come unico paese d’Europa che ha avuto un percorso culturale autonomo.

Però l’autore vuole descrivere un fenomeno non unicamente tedesco, anche se la

sopravvalutazione delle conquiste culturali, oltre che l’indifferenza per la politica, svolsero

solo in Germania un ruolo così grande e in nessun altro luogo resistettero in modo così forte.

Intendere la cultura come sostituto della politica è stato un atteggiamento molto comune in

tutta la storia tedesca, dai giorni della Weimar del 700 e dell’800 fino, anche se in forma

indebolita, alla riunificazione delle due Germanie dopo la caduta del comunismo.

13 Norbert Elias (Breslavia, 22 giugno 1897 – Amsterdam, 1º agosto 1990) è stato un sociologo tedesco di

origini ebraiche. 3

Per quanto riguarda la politica interna egli, seguendo un filo approssimativamente

cronologico, parte dalla concezione della cultura come “nobile” sostituto della politica che

ebbe origine al culmine del classicismo di Weimar. Questa presa di distanza dalla politica

parlamentare nel nome della cultura fu una delle ragioni per cui la repubblica di Weimar non

riuscì a conquistarsi il consenso generale e il sostegno emotivo dei cittadini che le avrebbero

evitato di cadere vittima del nazismo. Il fascino del fascismo e del nazionalsocialismo è un

elemento importante nel tentativo di spiegare l’attrattività che l’ideologia nazista esercitò su

un ampio settore della borghesia e su tanti scrittori, artisti e intellettuali tedeschi. Dopo la

Seconda guerra mondiale l’avversione per motivi culturali nei confronti della politica

parlamentare appare sempre meno sensata, considerata l’integrazione della Repubblica

Federale e poi della Germania riunificata tra le democrazie occidentali. La tensione tra le

vecchie aspirazioni culturali e le nuove realtà politiche aiuta a spiegare gli sviluppi che si sono

verificati prima nei due stati tedeschi e infine in un paese non più costretto a rassegnarsi, a

causa di una catastrofe politica autoinflitta, a rimanere una nazione solo in senso culturale,

ma a cui è stato concesso il dono di una riunificazione a carattere politico.

Invece, per quanto riguarda la politica esterna, l’autore si è concentrato su due casi

particolari, occupandosi anche dell’Europa centrale, dove le varie rivoluzioni che hanno

spazzato via il comunismo sono state accolte come una vittoria della cultura sulla politica. Egli

si occupa delle “guerre culturali”, che hanno avuto un ruolo storicamente determinante nelle

relazioni franco-tedesche, e delle relazioni tra l’eredità culturale tedesca e le tradizioni

politiche americane. A proposito di ciò, il dibattito sul rapporto tra cultura e politica si riflette

nella spaccatura tra europei e americani verificatasi nel recente passato.

Il desiderio di garantire la supremazia tedesca sul continente portò Bismarck a fondare il Reich

dopo la vittoria sulla Francia nel 1871: la trasformazione della nazione culturale in stato fu una

conseguenza della strategia di Bismarck, non il suo intento primario. Lo scetticismo dei poeti-

vati tedeschi nei confronti della politica parlamentare fu uno dei fattori che condussero alla

caduta della repubblica di Weimar ma non quello determinante perché ad esso si aggiunsero

lo shock inflazionistico, la disoccupazione e la rinascita di ideologie nazionalistiche e razziste. I

nazisti giunsero al potere non grazie al fascino estetico esercitato dai loro riti, ma grazie al

loro impegno per ridare orgoglio alla Germania, alla loro promessa di limitare il potere delle

grandi società e di creare posti di lavoro, e al loro richiamo a diffusi sentimenti antisemiti.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/13 Letteratura tedesca

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher chiara_101 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Cultura tedesca e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi "Carlo Bo" di Urbino o del prof Renzi Luca.
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