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Aedi per l'infanzia: poeti e illustratori di oggi

Introduzione

Nell’antica Grecia, gli aedi erano i cantori di professione. Essi accompagnavano il loro canto con una cetra ed erano dotati di una seconda vista donata dalle Muse a segnare la loro sapienza superiore. Narravano storie tramandate oralmente entrando a diretto contatto con l’uditorio, si distinguevano per le capacità immaginative e utilizzavano un linguaggio chiaro, accessibile e anche figurato: similitudini e metafore consentivano di spiegare meglio accadimenti e personaggi.

Gli aedi di oggi sono molti narratori e narratrici, autori e autrici che per scelta rivolgono il loro “canto” ai più piccoli: il loro “sapere” produce narrazioni caratterizzate per profondità e sensibilità e fa ricorso all’uso di figure ideali o concrete. Attraverso i due linguaggi artistici della poesia e dell’arte figurativa si esprime con sempre maggiore qualità ed esattezza la letteratura per l’infanzia oggi, ossia:

  • Con un disegno dell’opera;
  • Evocando immagini nitide, incisive e memorabili;
  • Utilizzando un linguaggio preciso.

Poesia e illustrazione nella letteratura per l'infanzia

Poesia e illustrazione nella letteratura per l’infanzia si configurano come due linguaggi storicamente ai margini. La poesia, già dalla seconda metà dell’Ottocento, si declina per lo più come educativa e morale e privilegia il mondo degli affetti e della natura restituendo l’immagine di un’infanzia ideale, quieta e contemplativa. Sulla scorta dell’esperienza del surrealismo e del nonsense anglosassone, Rodari aveva inaugurato una poesia per bambini sia alta, sul piano estetico e formativo, sia vicina a una visione del mondo infantile.

L’illustrazione per l’infanzia, invece, solo negli anni Sessanta ottiene un riconoscimento che ne decreta il valore e l’autonomia rispetto alla testualità del libro. L’illustratore diviene autore a tutti gli oggetti di una testualità propria e originale: è architetto, grafico, regista e lavora, con gli strumenti delle arti grafico-pittoriche, interpretando storie. Le stesse fiabe della tradizione popolare, conosciute e radicate nel nostro immaginario, sono oggi variamente rivisitate sul piano iconico.

Entrambi i linguaggi sono linguaggi dell’arte. Gli autori per l’infanzia giungono a scrivere o a illustrare attraverso:

  • Percorsi personali e professionali come danza, teatro o musica,
  • Narrano storie coniugando arte e narratività;
  • Creano immagini, dove con immagine possiamo intendere una rappresentazione concreta, sensibile e materiale, come un’illustrazione, o una rappresentazione concettuale, come accade quando leggiamo una poesia e in noi vengono evocate precise e incisive figurazioni.

Immagine materiale e immagine concettuale vanno ad arricchire la dimensione verbo-iconica da un immaginario che scaturisce da espressioni linguistiche e da espressioni visive; nascono e si animano nei sentieri dell’incontro con i bambini. La conoscenza del destinatario, il senso di responsabilità e l’intenzionalità nel rivolgersi ai giovani lettori sono tratti distintivi dei buoni autori della contemporaneità.

Il valore dell’incontro ha a che fare anche con la dimensione dell’accessibilità: quando gli uomini si inventano parole difficili è perché vogliono tagliare fuori qualcuno. Le poesie hanno parole semplici ma non banali; contengono anche dei silenzi. I poeti e gli illustratori lavorano più volentieri per sottrazione tratteggiando precise e meditate figure a partire da ampi spazi vuoti. Il vuoto, in poesia o nell’illustrazione, c’è anche perché non tutto si riesce a dire con le parole e a rappresentare con le immagini.

Esposizione precoce e pedagogia

Esporre precocemente i bambini, anche molto piccoli, al libro e alle storie è formativo. La narrazione è nella struttura del mentale, alla base della costruzione della conoscenza ed è connaturata all’infanzia. Nel confronto con le storie avviene il passaggio a un mondo altro che è ricco di potenzialità inesplorate, esperienze da vivere e territori da abitare. L’esperienza che si compie investe tutta la sensorialità e attiva la dimensione emotiva consentendo di afferrare la comprensione.

La dimensione interpretativa, sollecitata su vari livelli, si fa preminente: nel libro e nel contenuto artistico, il lettore è coinvolto nell’affabulazione, che è intreccio e groviglio di temi rielaborati personalmente. L’orizzonte umano del poeta e dell’illustratore è denso di occasioni per assumere nuove e insolite prospettive. Il bambino lettore crea un immaginario attraverso immagini, analogie, metafore, simboli e miti. L’immaginario è un linguaggio simbolico universale attraverso il quale diamo forma a emozioni, immagini, idee e azioni.

Il bambino lettore più che mai è esposto a una tale esperienza che investe la sfera emotiva e cognitiva. In un’ottica pedagogica, in questi processi le finalità sono:

  • Di tipo estetico-ludico, in quanto attività gratuita, utilitaristica, che dà piacere, diverte e invita al gioco interpretativo e aperta al confronto dialettico con l’opera;
  • Di tipo artistico, in quanto dinnanzi all’immagine artistica il soggetto accede alla dimensione del sogno e del possibile, a un benessere nuovo e a un senso di gioia e di pienezza;
  • Di tipo cognitivo, in quanto il pensiero simbolico e analogico interferisce e integra i processi cognitivi;
  • Di tipo pratico, in quanto l’immaginario non soddisfa unicamente istanze della sensibilità e del pensiero, ma si realizza in alcune azioni.

Immaginario e metafora

Immaginario e metafora sono intimamente connessi l’uno con l’altra. La metafora è uno strumento conoscitivo poiché consente di afferrare concetti, estenderli e dilatarli secondo processi generativi e intuirne ed elaborare di nuovi. La psicologia sostiene che la metafora consiste nella creazione di nuove realtà, implica la disponibilità verso il nuovo e impone l’abbandono della sicurezza verso qualcos’altro. La comprensione e la produzione delle vere metafore creative sembra non poter avvenire prima dei 7-8 anni. È necessario esporre i piccoli all’esperienza precoce attraverso parole e immagini: il bambino piccolo ne ricava sensi sfuggevoli, frammentari e profondamente legati ai vissuti emozionali personali.

Sul piano formativo conta la partecipazione tesa all’interpretazione. Quando il bambino sarà in grado di comprendere e produrre metafore potrà aggiungere alla visione obiettiva della realtà una visione creativa, d’invenzione e gratificante per la soluzione espressiva individuata.

L'opera d'arte e il bambino

Secondo Husserl, fondatore della filosofia fenomenologia, l’arte si muove tra due estremi: da un lato il mondo reale nel quale siamo collocati e dall’altro il mondo dei racconti, caratterizzato da luoghi e tempi possibili e determinabili secondo delle leggi proprie e autonome. L’opera d’arte si trova tra la dimensione della realtà e quella della possibilità. Il bambino che si approssima all’opera si fa costruttore di significati e di cultura, alla quale può apportare istanze personali e innovative. Il conosciuto, osservato sotto un’altra prospettiva, apre a mondi nuovi.

Cambi individua tre livelli di formatività dell’arte:

  • L’apertura verso mondo irreali da abitare;
  • La creatività e la spinta a produrre in maniera autonoma e originale;
  • Un’esperienza che ha un impulso utopico nel suo valore più genuino di fruizione, armonia e libertà espressiva vissuta nella gratificazione.

Educazione estetica

La pervasività dell’attuale cultura dell’immagine richiede un’attenzione alla formazione del “gusto”, ossia alla capacità di giudizio, di discriminazione e di valutazione critica di ciò che è arte e di ciò che non lo è. Porre ai bambini, sin da piccolissimi, albi correlati da belle immagini e iniziarli precocemente ai “giocattoli poetici” sono attività di educazione estetica.

Dallari afferma che l’approccio più ragionevole per affrontare il rapporto tra processi educativi e discorso estetico consiste nell’abbandonare il luogo comune che lega l’estetica alla categoria del “bello”: il “bello” di certo non può essere imposto. L’esperienza estetica comprende esperienze attraverso le quali è possibile stupirsi ed emozionarsi. L’esperienza estetica è anche strettamente connessa alla sfera percettivo-sensoriale, ma anche alla sfera cognitiva, emotiva e immaginativa.

Sul piano pedagogico, in questo processo entrano:

  • L’intenzionalità della conoscenza;
  • La sua capacità di attribuire un significato;
  • L’immaginazione narrativa.

Un’illustrazione consente l’esplorazione di mondi interiori senza ridurne la complessità e al tempo stesso educa lo sguardo a un lavoro introspettivo. Il confronto con le narrazioni non scontate se da un lato abbatte pregiudizi e stereotipie, dall’altro invita a un atteggiamento cognitivo e ad uno stile intellettuale ed esistenziale capace di formulare giudizi estetici attendibili.

Le parole staminali di Bruno Tognolini

Tognolini narra della sua infanzia luminosa e sognante in Sardegna, delle esperienze teatrali e di tamburino, di scrittura multimediale e di come è diventato autore e poeta. È sua abitudine aggiornare continuamente un sito-blog dal 1997 nel quale sono contenute informazioni sulle opere e sui loro “prolungamenti”, riflessioni sul proprio lavoro, contributi, attività ed esperienze, idee e confronti con i lettori. Tali riflessioni restituiscono dignità alla poesia per bambini, ancora oggi svilita da un atteggiamento snobistico che l’associa al disimpegno e alla semplificazione, banalizzandone significati e sensi.

Quello del poeta per bambini è una maestria, cioè un’abilità applicata che si aggiunge e completa un’arte. Nel 2011 esce un suo libro che ha la grazia di un racconto sincero e struggente dove scopriamo che leggere e costruire insieme producono un effetto sorprendente, cioè scrivere: leggere + costruire = scrivere. Tognolini ha deciso di diventare autore per bambini e ragazzi prima per caso, quando il suo gruppo teatrale cominciò a far teatro per i ragazzi poiché non riusciva a trovare pubblico fra i grandi. Da quel momento ha iniziato a scrivere storie per bambini, fino a che ciò è diventato intenzionale: parlare a loro è raccontare il mondo di prima mano, dall’inizio, quando ancora è stupefacente e nuovo.

Le poesie di Tognolini si caratterizzano per un linguaggio accessibile e profondo...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/02 Storia della pedagogia

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