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La guerra dei Cent'Anni

Capitolo 1: Le origini

All'inizio della guerra, Francia e Inghilterra erano considerati i due stati più potenti dell'Occidente. Il matrimonio di Enrico II (F) con Eleonora d'Aquitania aveva reso i re di Inghilterra al tempo stesso duchi di Aquitania o di Guienna. La questione territoriale ha sempre creato problemi ai due stati e allo scopo di arrivare ad una pace riconosciuta da entrambi, Luigi IX cedette con il Trattato di Parigi del 1259 alcuni territori a Enrico III d'Inghilterra e gli riconobbe il godimento della Guienna, chiedendo in cambio che questo principato diventasse un feudo il cui possessore avrebbe dovuto rendere omaggio al re di Francia.

Questione della Guienna

Per 80 anni nei conflitti si è fatto riferimento al Trattato di Parigi, ma i sovrani di Gran Bretagna miravano a rendere il loro feudo una proprietà libera da ogni vincolo, mentre i francesi cercavano di moltiplicare nel ducato i loro interventi. Infatti, nel 1294, Filippo IV il Bello occupò e confiscò la Guienna per poi restituirla poco dopo a Edoardo I di GB. Nel 1323, suo figlio, Carlo IV, autorizzò la creazione di una città fortificata che venne distrutta dagli inglesi.

Nel 1327 si concluse un accordo: il re di Francia rinunciava alle sue annessioni. Filippo VI di Valois (successore di Carlo IV) ottenne l'omaggio da Edoardo III per la Guienna, ma la monarchia francese, nonostante le promesse, mantenne il controllo di alcune regioni. Il territorio venne ridotto nuovamente ed Edoardo III non accettò e, in attesa di negoziati, iniziò a preparare la difesa della regione in quanto temeva che sarebbe stata attaccata.

La questione della Guienna sembrava un problema di carattere feudale ma in realtà dimostrava come il potere della Francia tendeva a tutelare sempre più strettamente i suoi vassalli (re GB). Il re inglese voleva quindi la totale indipendenza e dichiarare Filippo VI di Valois usurpatore del trono e rivendicare al suo posto la corona di Francia, portando a un problema dinastico.

Problema dinastico

Nel 1316, Luigi X morì senza eredi maschi. La corona passò alla figlia, ma la madre era incinta. La reggenza venne presa dal fratello del re, Filippo V, che convocò un'assemblea di nobili e dottori per dichiarare che le donne non potevano succedere al regno di Francia. Stessa cosa successe con Filippo V, e per la reggenza c'erano tre candidati: Filippo d'Evreux (cugino germano degli ultimi tre re, di poca personalità), Edoardo III (re d'Inghilterra, viveva in un altro paese e pareva troppo sottomesso all'autorità della madre) e Filippo di Valois (cugino germano), che vinse.

La questione della Guienna risultò quindi fondamentale, in quanto Edoardo III voleva difendere o ingrandire il suo ducato. La sua rivendicazione al trono di Francia fu solo una manovra tattica secondo la vecchia teoria. Non solo Edoardo III era in buona fede a reclamare il regno, ma tutta la sua strategia fu diretta a questo fine secondo la nuova teoria, convincendo i Valois che questo era il vero scopo, portando a una guerra violenta.

Altre rivalità contrapponevano le monarchie, come il problema scozzese. I re di GB volevano controllare la Scozia, ma era molto ben difesa e furono costretti a riconoscere l'indipendenza.

Nel 1337, Filippo di Valois pronunciò la terza confisca della Guienna, ed Edoardo rivendicò nuovamente il regno di Francia, sconfessò l'omaggio che aveva prestato e cercò di costringere l'avversario a rinunciare al regno che aveva avuto in modo illegale, portando alla guerra.

Inghilterra

L'economia di Inghilterra era rurale ma con gestione efficiente delle proprietà. C'era sovrappopolazione, poca urbanizzazione, e si esportava, ma il commercio più importante era nelle mani degli stranieri. Le strutture amministrative e governative erano molto evolute: re, common law, amministratori locali (sheriff), parlamento con rappresentanti di ogni genere che potevano appoggiare o sfavorire il re (Edoardo III venne praticamente sempre appoggiato).

I redditi della proprietà reale e le tasse sui prodotti esportati permettevano di avere un esercito ben organizzato e pagato direttamente dalla corona. Aveva inoltre il sostegno della nobiltà guascona e riuscì a concludere alleanze con Paesi Bassi e Germania.

Francia

Il regno di Filippo era molto più grande, l'agricoltura era meno sviluppata, i nobili non erano interessati all'agricoltura, la circolazione monetaria era più attiva che in GB, ma come lì gran parte dell'attività mercantile e bancaria era controllata da stranieri. L'autorità si fermava però davanti a grandi ducati (Fiandra, Bretagna, Borgogna, Guienna), anche se in realtà, quando iniziò il conflitto con Edoardo, tutto il regno, ad eccezione della Guienna, era a favore, in teoria, di Filippo.

I poteri del sovrano erano meno contestati e la nobiltà più sottomessa. Le entrate garantivano delle risorse irregolari ma più grandi di quelle di Edoardo. L'esercito era più numeroso ma meno organizzato, quindi era impossibile approfittare della superiorità numerica.

Capitolo 2: I successi di Edoardo III

Le prime campagne

Sfidando Filippo di Valois, Edoardo III si prefiggeva due scopi:

  • La protezione del ducato di Guienna, che comportava l'invio di forze inglesi in Francia e il consolidamento delle piazzeforti.
  • La realizzazione delle sue ambizioni dinastiche, che prevedeva la sconfitta del suo rivale in campo aperto e la progressiva conquista del regno. I Paesi Bassi diventano la sua base operativa e cerca più alleati possibili.

Per riuscire nei suoi progetti politici, usa l'arma economica e blocca i commerci fiamminghi, vietando l'esportazione delle lane inglesi in Fiandra. Un borghese, Artevelde, promuove un'alleanza con gli inglesi e viene appoggiato, il conte di Fiandra deve quindi scappare e rifugiarsi da Filippo VI.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/01 Storia medievale

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