Anni 30-40: guerra e cambiamenti in arte
Emerge una nuova coscienza del reale perché si è smarrita ogni certezza. Solitudine, ragiona sulla propria esistenza personale: non si confronta con il passato che viene lasciato alle spalle, ma con il presente. L’opera è un momento unico e irripetibile: momento in cui l’artista si confronta con se stesso e con questo presente inquietante, frammentario. Si è spaventati dal fatto che una rappresentazione realistica possa mettere su tela di nuovo gli orrori della guerra.
L'informale in Europa
Secondo dopoguerra, anni 50: Europa e Giappone
- Mostra di Fautrier 1945, Wols 1945 e 1947, Debuffet 1946 (appena dopo la 2GM).
- Un art autre (un’arte altra) coniato da Tapié nel 1952 col testo teorico: si chiama così perché rompe con l’arte tradizionale.
Caratteristiche dell'Informale
Informale significa che la forma è casuale, che nasce da una gestazione interiore priva di filtro razionale, non significa che è senza forma (quindi non aformale). È un atteggiamento comune, non un movimento artistico ben definito. È la tendenza ad infrangere qualsiasi schema figurativo, formale o geometrico. È la traduzione dell’urgenza espressiva presente nel momento storico post-guerra: è espressa con segni, colori e materia.
Affermazione dell’Io dopo gli anni bui della guerra attraverso un linguaggio nuovo espressivo impulsivo, individuale. Influenze della filosofia della fenomenologia e dell’esistenzialismo (diffusa in Francia). Influenze espressionismo nordico (sentimenti interiori), surrealismo (inconscio) e Picasso. Non esistono programmi di gruppo perché si concentra tutto sull’io. Temi astratti + con le loro opere tutti i criteri tradizionali sono messi in causa (by Tapié).
Tipologie di linguaggio
- Linguaggio materico o figurativo o segnico o gestuale.
- Si esprime attraverso i tradizionali strumenti della pittura (linea forma e colore).
- Nuove porte sugli indefiniti formali: evasione dalle categorie razionali.
- Componente vitale.
- L’unica certezza dell’artista è quella di esistere.
- Sfocerà nell’happening.
Tendenze
- Gesto: simile all’action painting. Viene registrato il gesto della furia creativa.
- Segno: il segno è scrittura. Più riflessivo. Influenza della scrittura automatica surrealista, arte giapponese e cinese.
- Materia: valorizza rifiuti e scarti. Usa colore ad olio, sovrapposizione di materie sul supporto, colori e materiali scelti per valore tattile e cromatico. Materia come simbolo dell’universo vivente.
Artisti rappresentativi
Afro
Ombra bruciata, 1956. Anni 50: cerca accostamenti cromatici pieni di energia. No geometrie: macchie di colore intenso. Ha un metodo: studia il quadro prima di realizzarlo. Tra astrattismo e figurazione. No rappresentazione, ma corrispettivo poetico della realtà. Si crea lo spazio della memoria attraverso linee e colore.
Burri
Informale materico. Influenza dall’aver fatto il medico in guerra, poi deportato in Texas. La sua è materia pittorica. Usa materiali di ogni genere anche riutilizzati (plastica, vetro, legni). La materia che utilizza nell’arte è quella della vita quotidiana.
1952, Sacchi. Sacco 5p, 1953. Sacco di juta: materiale povero e comune. Tende il sacco su tutto il supporto: non è supporto ma è già materia pittorica, perché ha una texture, ha degli strappi, delle toppe e cuciture. Sopra pittura (rossa, come ferite). Studia l’equilibrio delle forme (in questo senso è tradizionale). Drammaticità inorganica. 1954, Combustioni: materia bruciata. 1962, Plastiche: trame logorate tirate e strappate che tentano di coprire la superficie della tela invano = inutili sforzi dell’uomo di dimenticare gli orrori della guerra. Rosso Plastica, 1964. Anni 70, Cretti: usa caolino, resina vinavil e i Cellotex. Cretto nero G5, 1975. Tema della frattura. Equilibrio visivo che rende le fratture meno dure. Cretto di Gibellina 1985.
Capogrossi
Informale segnico. Astrazione geometrica. Superficie 324, 1959. "Lo spazio è una realtà interna". Cerca di esprimere lo spazio interiore. Linguaggio a forchettoni disposte con ritmo sulla tela. Forme rupestri: chiave per esprimere la realtà e l’interiorità. Essenzialità del colore, nero piatto mai materico. Segni con significati simbolici immersi in uno spazio monumentale.
De Stael
Informale gestuale. Composition, 1953. Colore e luce. Mediazione tra figurativo e astratto: forme pure che vivono fuori dal tempo, ma sono anche concrete e materiche. Evocazione della natura morta: contrapposizione di colore piatto e campi di colore. Campi di colore: colore puro steso con coltelli e spatole, spesso, con accordi cromatici studiati. La luce contribuisce sulla fantasia dell’osservatore che vede ombre e sporgenze luminose. La luce è la cosa più importante del quadro che permette di superare la superficie colorata.
Dubuffet
Informale materico. Provocatorio. Inizia tardi, nel 1942. L’opera non è mai progettata razionalmente, ma fa una ricerca sulla matericità. Linguaggi spontanei primitivi infantili alienanti. Culto della vita mediante riti primitivi. Affiora dalla materia un’immagine semplice ma espressiva. Portavoce dell’Art Brut: arte libera e spontanea, primitiva. Paste alte. Il mago dal naso sottile, 1951. Tornare al punto 0.
Come Appel, si ispira all’Art Brut: libera spontanea e primitiva, come bambini e alienati. L’opera non viene progettata a priori. Indagine sul linguaggio dell’uomo comune (tutti, anche non artisti, possono fare meraviglie). Possibilità espressive di diversi materiali (impasti densi e misti, sabbia gesso terra). Immagine grottesca e ironica, soggetti semplificati. Traduce in forme l’idea che ha dell’uomo. Il mezzo, la materia deve parlare. La main dans le sac, 1961. Racconta la storia universale e primitiva. Oggetti di vita veri.
Fautrier
Informale materico. Soggetti tragici. A partire dagli anni 40-45, serie degli Otages (ispirate alle vittime dell’olocausto, fulminati dal filo spinato a cui si erano avvicinati per fuggire). Utilizza un impasto denso e pastoso con variazioni cromatiche. Dall’impasto emergono delle figure. Nella materia trattiene sensazioni. Impastata direttamente sul supporto. Alternata di colori tenui e violenti come la vita. Esposti per la prima volta @ galleria Drouin di Parigi. Tete d'Otage, 1945. Assenza di espressività dei soggetti. È la materia ad esprimere il contenuto dell’opera. Materia cromatica con sfumature. Esprimono la precarietà degli ostaggi attraverso i colori acidi e le sfocature. Bassorilievo perché materico e spesso: base bianca di colla, stesa come intonaco su cui viene fatta cadere polvere di pastello colorata. Senza titolo, 1957. Petit object sympathique, 1958. Trattato come se fosse un basso rilievo. Utilizzo unico della materia. Colla stesa come intonaco, cornice in polvere di pastello.
Fontana
Arte ambientale: 1949, il primo ambiente @ Galleria Naviglio di Milano, il secondo ambiente @ Palazzo della Triennale Luce spaziale. Cerca di cambiare la percezione dello spazio che circonda l’opera. 1947, firma il Manifesto dello Spazialismo. Serie dei Concetti spaziali. Concetto spaziale, 1959.
Coi tagli vuole scardinare l’idea di dipinto tradizionale, spazio nuovo, oltre la superficie 2D. Il taglio è un nuovo concetto. Concetto spaziale - natura n.18-28-29-30-33, 1959-1968. Serie della fine degli anni 50. Forme ellisse e ovale: simbologia primordiale. Nuclei in terracotta o bronzo su cui fori, tagli per rompere la forma chiusa per mettersi in relazione con la forma del reale (dal buco/taglio passa l’infinito). Riconducono al magma delle origini, alla sessualità femminile. Ambientazione
Francis
- Painting, 1952
- Colori scagliati sulla tela a macchie che poi colano
- Campi bianchi, vuoto pacificante (influenza giapponese)
Gallizio
Influenza dell’internazionale situazionista (nata nel 1947, con Guy Debord: partecipano Jorn, Gallizio e Constant). Precursore dell’arte ambientale. Rotolo di pittura industriale, 1958. In difesa della libertà creativa. Vs capitalismo. Fa scorrere tela lunga su vetri dipinti. Concepita per essere venduta a tutti con prezzo al metro, da tagliare (vera e propria performance di azioni). Pittura industriale e luoghi di vendita non convenzionali per contrastare luoghi dell’arte tradizionale. Modalità esecutive artigianali. Collegamento con Santiago Sierra.
Gruppo Cobra
Informale gestuale. Nasce nel 1948. Copenaghen + Bruxelles + Amsterdam. 2 mostre. Rivoluzionari. Influenze del surrealismo e dell’espressionismo nordico (da cui cromia accesa e acida). L’arte è vista come liberatoria da una realtà in cui se vuoi esprimere un io che non centra col sistema vieni eliminato. Disprezzano la forma. Dense stratificazioni della materia. Sono ancora molto reali, seppure le figure siano semplificate e trasfigurate.
Jorn
Influenze surrealismo. Dopo lo smembramento del gruppo Cobra fonda Movimento Internazionale per un Bauhaus Immaginista nel 1951 (vs Bauhaus di Ulm) per un’espressione maggiore di immaginazione e soggettività. Nel 1955 il Laboratorio sperimentale per un’immaginazione vs l’alienazione. Opere coi titoli significativi. Perdita del centro, 1958. Tratti aggressivi e forme provocatorie. Vs società borghese e consumismo. I bambini si insultano, 1953. Nuova rappresentazione della realtà. Influenza automatismo dei surrealisti e espressionismo nordico. Colore aspro e pastoso. Deformazione della forma. L’arte ha valore liberatorio dalla struttura sociale (borghese): compito etico dell’arte. Esprime l’energia creativa degli alienati, bambini etc.
Appel
Richiamo all’infantile o agli alienati: espressionismo. Grado 0 del disegno, livello primitivo, prima ancora che si sviluppi un linguaggio. L’opera non ha una forma che imita la realtà, ma ricca di gesto e significato. Materia densa e colore acceso e violenza del segno. Pittura nuova fantastica aggressiva, rifiuta il tradizionale. Prima stende un colore, poi sovrappone altri colori, senza schema. Loving couple, 1955. Affiorano dai colori dei personaggi antropomorfi. Contrasti cromatici. Pennellate pastose. Toni primari + nero.
Hartung
Informale segnico. Il gesto pittorico è il protagonista dell’opera d’arte. Influenza di Kandinsky. Accostamento di macchie e segni vs sfondo. Lavora per sottrazione sulla tela. Non può dipingere in piedi perché non ha una gamba (persa in guerra): schizza con l’aria compressa. Esce dai confini della tela. Vuole creare l’ordine attraverso il disordine: tra i segmenti c’è una regola di proporzione (sez. aurea). T 1956-19, 1956. Fa parte della serie delle T, anni 50. Ricerca spaziale basata sull’alfabeto primigenio. Tratto deciso e rapido, quasi un graffio improvvisato. 1. Sfondo uniforme. Energia del gesto non liberata come nell’action painting. 2. Tracce segniche forti sullo sfondo. 3. Spatola con la quale graffia via il colore, non aggiunge forme. Annulla il tempo: l’opera testimonia qualcosa di vissuto e qualcosa ancora da vivere.
Hofmann
- Anticipa il dripping su tela orizzontale: influenza i colleghi americani.
- Spring, 1944: opposizione dei colori, antitesi positivo e negativo, tensione, composizione.
- Anticipa il dripping.
Leoncillo
Informale materico. Minatori, 1951. Tema sociale: condizione dei lavoratori (minatori): è attivo nelle battaglie sociali e culturali. Quattro uomini con abbigliamento umile e attrezzi. Toni cupi ma anche toni accesi: colori e materia trattati come post cubismo per risultati di alto livello sul tema dello spazio. Ripartizione delle figure in forme geometriche (post cubismo). Omaggio alla scultura con materiali poveri e tecnica minore in ceramica.
Mathieu
Informale segnico. Segni rapidi, prima che la mente possa imporre schemi razionali. Istinto. Stende il colore con una spatola a volte direttamente dal tubetto. Urgenza di esprimere. L’operazione pittorica come spettacolo: partecipazione del pubblico che guarda le fasi della creazione. Vuole far prevalere il gesto dell’uomo sul gesto meccanico. Seventh Avenue, 1957. Influenza orientale. Scrittura interiore dell’inconscio. Valore evocativo del segno. Capetingi ovunque, 1954. Campo di battaglia tra il pittore e la tela: descrizione di battaglie e gesta eroiche. Gesti volutamente spettacolari: anticipa la pratica della performance. Influenze surrealiste, ma non ci sono figure. Formati dei quadri più ampi.
Matta
L’univers du procès, 1951. Velocità del segno. Abolisce la prospettiva + abolito il confine tra spazio e immagine: dimensione fluida. Rappresenta prospettive caotiche e di difficile comprensione = incomunicabilità della condizione umana di angoscia dopo la guerra. Non c’è gerarchia dello spazio perché sarebbe una distribuzione razionale. L’uomo e i suoi bisogni psicofisici diventa unità di misura di ogni cosa, lo spazio che lo circonda è la proiezione della propria interiorità. Lo spazio non esiste più per la sua forma e i suoi oggetti ma esiste solo se l’uomo porta dentro la propria interiorità.
Novelli
Informale segnico. Dice meraviglioso, 1959. Collage con frammenti di carta incollati. Utilizza la scrittura e il fattore tempo: nel fatto di cronaca del giornale e nel tempo che ci vuole per leggerli. Riflessione sull’arte come linguaggio. L’artista pensa che la calligrafia esprima più di un segno un significato preciso. Momento di inquietudine e malessere personale dell’artista: scrittura a mano. Ricerca di nuove possibilità comunicative: usa diversi tipi di bianco: per ridurre sentimenti soggettivi sulla tela. Il bianco diventa un supporto su cui imprimere stratificare cancellare, luogo in cui segno gesto e materia possono essere sperimentati. Linguaggio verbale: legame con Twombly. Dopo la crisi personale: scrittura sostituita da parti scritte più lunghe che richiedono più tempo. In questo caso carta stampata un po' coperta. Poi alle parole si aggiungono anche le immagini.
Schneider
Informale gestuale.
Shiraga
Gruppo Gutai: Gutai = volontà di concretizzare la spiritualità della materia. Inizi anni 50. Visione vitalistica dell’esistenza: influenza filosofia zen. Originalità della pittura. Azioni e performance: si rivolge direttamente alla gente svincolato dal museo. Influenze di Pollock: l’arte è qualcosa di unico e irripetibile, perché influenzato dalle condizioni che cambiano ogni performance. Rapporto tra artista e spettatore.
Pianeta - Natura, 1960. Ispirato a performance del 58 in cui l’artista si rotola in mezzo all’argilla al centro di una piazza immedesimando il corpo con la terra per dare vita a una scultura. Caratteristiche caotiche + straordinaria energia espressiva.
Soulages
Informale segnico. Contrasti. Colori stesi con spatole. I segni creati sulla superficie sono una barriera. Tableau 16, 1965. Campiture piatte e uniformi. Segni del pennello che testimoniano presenza reale dell’artista.
Tancredi
Simile a Pollock per la ricerca pittorica + tela per terra e non su cavalletto perché l’artista riesca ad entrarci meglio. Notato da Peggy Guggenheim. Il gioco della palla, 1953. Concetto di punto circondato dal vuoto: il punto è una forma semplice. Esplosione di colore che si propaga nella tela senza mai mescolarsi. Colori primari vivaci e brillanti: esprime solarità e positività della vita vs toni drammatici dell’action painting.
Tàpies
Informale materico. In Spagna carica espressionista dovuta alla protesta vs il regime franchista. Influenzato dal surrealismo. Presenza di simboli e cose. Utilizza impasti molto materici + colori grigio ocra e nero + segni colorati e graffiti = colori della terra spagnola. Poetica del muro: materiali vissuti, frammenti della realtà, oggetti quotidiani: Forte valore dato alla materia che evoca sensazioni. Calchi di oggetti veri. Si concentra sul supporto. La materia viene solcata e rimossa e poi riempita di colore. Il quadro non rappresenta la realtà ma presenta la realtà.
Marron Rojizo, 1958. Composizione non casuale. Oggetti quotidiani. Vuole fermare i gesti del tempo. La iuta (utilizzata) è un richiamo della realtà. Light Blue Composition, 1956. Assenza di vita. Materia ferita. Composition LXIV, 1957. Materiali diversi: colla, gesso, sabbia stesi sulla tela con scopa. Materiale ferito con tagli e spaccature. Fa saltare lo sfondo e aggiunge nuovi strati. Usa anche materiali non propri della pittura (legni, stoffe, paglie). Fascino tattile e narrativo: significati esistenziali e politici. Elementi che rimandano al processo creativo (linee incise, fori incisi a fresco).
Twombly
Informale segnico: segno quasi come scrittura. Vive tra NY e Roma. Segni di matita, graffiti, scarabocchi, parole, macchie. Linguaggio di Twombly è caratterizzato da: 1. Scrittura a mano.
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