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Capitolo 1 La camera oscura “camera
Camera: rimane intatto il legame semantico con l’antenato obscura” (utilizzata anche da
Aristotele per osservare le eclissi senza essere accecato)
Primato della visualizzazione di una camera oscura: in un disegno di Frisius, riferito ad un’eclissi
solare nel 1544
Camera oscura: foro sulla parete di una stanza resa completamente buia, che permette che
un’immagine (della porzione di realtà illuminata al di fuori della stanza) sia riflessa ribaltata sulla
parete opposta al foro
- nasce quindi come strumento del desiderio dell’uomo di conoscere il mondo e le sue
manifestazioni visibili
- applicazione soprattutto in ambito scientifico
Successivamente adoperata anche in ambito artistico: es. i vedutisti
- inserimento di una lente convessa in corrispondenza del foro per aumentar la luminosità, quindi la
precisione dell’immagine; aggiunta di una lente al diaframma
Kircher, 1646: modello a due camere
1685: Zahn mette a punto un modello di camera oscura reflex che aggiunge alla parete di fondo su
cui si proietta l’immagine, uno specchio inclinato a 45°, grazie al quale l’immagine viene ribaltata e
proiettata in alto (corretta visione sinistra-destra): sulla parete orizzontale si trova un vetro grazie al
quale si può ricalcare la porzione di realtà proiettata
Prospettiva nel rinascimento
- De Pictura, Leon Battista Alberti, 1435
- Brunelleschi
“Vite”
- di Vasari “finestra
- emblema del desiderio di conoscenza applicato al mondo dall’uomo tramite una aperta”
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Capitolo 2 Vista dalla finestra a Gras
Dall’invenzione della camera oscura, si era cercato un metodo per imprimere automaticamente le
immagini riflesse, evento possibile solo grazie alla scoperta di quali sostanze fotosensibili possono
fissare tali immagini
Nicéphore Niépce già dal 1822 sperimenta una resina che gli permette di ottenere immagini con una
tecnica di tipo incisorio (Bitume di Giudea)
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- fotoincisioni (immagini off-camera cioè senza camera oscura)
Ricerca che inizia già nel 1816
Scrive al fratello che era riuscito ad ottenere immagini in negativo grazie al cloruro d’argento; cerca
una sostanza che al posto di sbiancare, scurisca se colpita dalla luce del sole
Vista dalla finestra a Gras: positivo di una ripresa dell’ambiente esterno alla soffitta (1826/7)
- veduta considerata come prima immagine fotografica della storia
- scarsissima nitidezza
- impresso su una lastra di peltro spalmata di Bitume di Giudea e lasciata in camera oscura circa 10
ore
- sorta di operazione estetica: il sole colpisce entrambi i lati, presentandosi come una somma di
temporalità (come pittura noumenica di Cezanne)
Battezza l’eliografia (scrittura del sole)
1827: viaggio a Londra, incontro con i rappresentanti della Royal Society (ma non vuole rivelare la
sua tecnica); lascia in regalo il manoscritto della relazione sull’eliografia a Francis Bauer
Daguerre: pittore e scenografo, che possiede un diorama a Parigi dove, tramite proiezioni e uso di
camere oscure, mette in scena effetti d’illusionismo spettacolari molto amati dai parigini
- i due si conoscono ed iniziano una corrispondenza
- stipulano un accordo il 14 dicembre 1829 in cui Niepce porterà la sua invenzione e Daguerre una
nuova combinazione della camera oscura, i suoi talenti ed il suo spirito d’intrapresa
- 1833 Niépce muore e nell’accordo gli subentra il figlio Isidore: al successo arriva quindi solo
Daguerre
Termine fotografia: sir John Herschel in una lettera del 1839
“istantanea”, “negativo” “positivo”
- primo ad usare anche termini come e
Points de vue: sottolinea l’idea che quello fotografico è solo uno dei possibili sguardi sul mondo, uno
dei tanti punti di vista; con l’unico obiettivo di copiare la natura con la massima fedeltà
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Capitolo 3 Boulevard du temple
1833: il figlio di Niépce firma un contratto secondo il quale la scoperta che deriverà da ogni futura
sperimentazione porterà il nome del solo Daguerre
Prova della fotosensibilità dello ioduro d’argento (Daguerre)
Nel 1835 scopre la cosiddetta immagine latente: fenomeno grazie al quale una lastra di rame
argentato inserita nella camera oscura può rivelare, una volta sottoposta ai vapori di mercurio, la
porzione di realtà che vi è stata impressa sopra
- riduzione dei tempi di posa e di sviluppo
1837: realizza un’immagine che ha come soggetto una natura morta: maggiore definizione dei
particolari e precisione offerta dalla gamma di sfumature
- possibilità di apprezzare i dettagli e la lucentezza nei dagherrotipi
- ancora non è possibile riprendere soggetti in movimento
Boulevard du Temple: per la prima volta fotografata una isolata figura umana, di un passante fermo
ai lati della strada (tutto ciò che intorno ad esso si muove è andato perduto)
François Jean Dominique Arago (fisico e astronomo francese, membro della Camera dei Deputati): in
una seduta dell’Accademia delle Scienze di Parigi, il 7 gennaio 1839 annuncia la nascita della
fotografia
- 19 agosto 1839: Accademia delle Scienze e quella delle Belle Arti di Parigi: dimostrazione del
funzionamento del dagherrotipo
Daguerre stipula un accordo con la Casa Giroux per la commercializzazione di apparecchi di legno
autenticati da lui, che danno il via a una diffusione dell’invenzione (dimensioni massime 20x15 cm)
- positivo diretto
- immagine unica, non riproducibile
1947: americano Edwin Land mette a punto la tecnologia della Polaroid, apparecchio a sviluppo
immediato, brevettato e messo sul mercato mondiale l’anno dopo
- primo apparecchio: Modello 95, pieghevole, immagini color seppia
- fotografia tattile, che permette manipolazioni ed interventi manuali
- simbolo assoluto di poetica pop
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Capitolo 4 Finestra con telaio a griglia
Londra, William Henry Fox Talbot: si affretta a comunicare il punto di arrivo delle sue sperimentazioni
chimico-ottiche (fretta perché annunciata la nascita del dagherrotipo)
- 3 gennaio 1839: Appunti sull’arte del disegno fotogenico ossia sul procedimento mercé il quale gli
oggetti naturali possono disegnarsi da soli senza l’aiuto della matita dell’artista, presso la Royal
Society “disegni “off-
- riesce a realizzare delle immagini a contatto che chiama fotogenici”, immagini dette
camera”: saranno un passaggio fondamentale per successive sperimentazioni
Nel 1835 Talbot ottiene il primo negativo fotografico della storia: Finestra con telaio a griglia,
all’interno della sua casa a Lacock Abbey, nei pressi di Bath
- processo che permette di stampare più copie
- di qualità inferiore rispetto ai dagherrotipi: maggiore successo per Daguerre
Il metodo in negativo a contatto si imporrà alla storia: dal brevetto depositato nel 1841 il
procedimento inglese sarà universalmente noto come calotipia
1844: alle stampe il primo libro fotografico della storia The pencil of nature, seguito nel 1845 da Sun
Picture in Scotland
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Capitolo 5 Autoritratto in figura di annegato
Hippolyte Bayard: utilizzo di questa immagine per dichiarare pubblicamente la sua morte da suicida,
per annegamento volontario nella Senna
H. Bayard: images photogénées: immagini positive dirette, su carta sensibilizzata con ioduro
d’argento, sottoposte a un membro dell’Istituto di Francia
- contatta Arago per mostrargli il suo lavoro; egli verifica dal vivo i risultati di Bayard il 20 maggio
1839, però non vuole sponsorizzare scoperte al di fuori del dagherrotipo che lui patrocinava
Bayard organizza una sua personale esibizione d’immagini, 30 fotografie tra nature morte e
architetture presso la Salle des Commissaires Priseurs: prima mostra pubblica di fotografia
Anche lui si mette a studiare l’ipotesi della traccia in negativo
Invia descrizioni e prove all’Accademia, che però gli manda un compenso in denaro per il suo silenzio
- si vendica con Le Noyé: autoritratto come un morto annegato nella Senna, corpo abbandonato,
appoggiato al muro con gli occhi chiusi; gioca a costruire riferimenti all’iconografia classica; alle
spalle un lungo testo a metà tra una lettere d’addio ed un resoconto cronachistico dell’evento
Prima messa in essere della potenzialità della fotografia di dichiarare il falso e certificare
Primo corpo nudo in fotografia
Idea della fuga nella fantasia
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Capitolo 6 Il giocoliere
22 novembre 1854, Disdéri brevetta un nuovo apparecchio fotografico in grado di realizzare delle
immagini di piccole dimensioni che vengono chiamate cartes de visite
Macchina che ha più obiettivi: possibilità di scattare da quattro ad otto immagini dello stesso
soggetto (identiche o consequenziali), riprese sulla stessa lastra, da cui vengono tirate le stampe
positive, che ritagliate e singolarmente incollate su cartoncini di circa 6x10 cm, raggiungono le
dimensioni degli odierni biglietti da visita:
- da subito fungono come strumento di presentazione, con informazioni del soggetto poste sul retro
Economicità che fa compiere un balzo in avanti verso il progressivo ed inarrestabile processo di
diffusione popolare della fotografia
Diventa presto una moda
- seppur non belle e curate ed a bassa definizione, permettono di essere collezionate, scambiate o
spedite per ricordo
Fotografia dell’ottocento strettamente legata all’idea del quadro, ma inizia a distaccarsene ed
innescare dei processi di concettualità che investirà nel Novecento, avendo a che fare con i
meccanismi della memoria, della conservazione, del voyerismo, della presenza in assenza e così via
All’atelier di Disdéri si presentano anche clienti con richieste più strane e paradossali
Sparita la presunta serietà dell’artista, il concetto di autore
- possibilità di giocare con le identità, i travestimenti
Considerata quindi la prima fototessera, o foto-spia segnaletica della storia
- 1889 Carquerot e Guillaumot brevettano il caro fotografico: passo determinante verso la cabina
fotografica
- Enjalbert
- New York 1924 Photomaton
- 1926 Broadway, apertura di un salone fotografico automatico
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Capitolo 7 The two ways of life
“Da
oggi la pittura è morta!” Paul Delaroche, 1839 (alla vista di un dagherrotipo)
“pittore –
1857, un mancato” svedese realizza il suo primo fotomontaggio: The two ways of life Oscar
Gustav Rejlander (photografic composition)
Costruito combinando insieme trenta negativi diversi, stampati su due fogli di carta sensibile
accostati
Misura dell’immagine finale: 70x78cm, anomala per gli standard fotografici del tempo, vicina a quelli
della pittura alta
Per realizzarla assolda una troupe teatrale, la Pose Plastique Troupe di Madame Wharton
Ispirata ad alcuni quadri storici, come La scuola di Atene di Raffaello ed I romani della decadenza di
Couture
- anche il soggetto è in linea con il gusto per la retorica e per i temi mitologici a sfondo educativo
- soggetto: eterna lotta tra bene e male e tra vizio e virtù
“ancella”
Alcuni pittori fanno uso della fotografia come della pittura (Delacroix, Courbet, Manet,
Monet), nonostante essa non possa essere paragonabile al quadro per quanto riguarda originalità,
difficoltà, virtuosismo ed eccezionalità
Rejlander: volontà di innalzare la fotografia al livello della pittura reintroducendo il ruolo e le capacità
di un autore contro la freddezza della macchina “combattimento
Fotomontaggio: emblema del Pittorialismo ottocentesco; caso più esplicito di per
un’immagine” tra fotografia e quadro
Critica fatta al fotomontaggio di Rejlander: nudi
Nonostante nella pittura fossero accettati, in questo caso non lo furono perché la fotografia propone
un’immagine del reale, per cui i corpi offendono perché veri –
Stessa polemica anche sul secondo fotomontaggio della storia: Il momento del trapasso Henry
Peach Robinson: una scena di dolore privato viene percepita come disturbante
Dopo qualche altro fotomontaggio, Rejlander abbandona la pratica e mette la sua tecnica a
disposizione della scienza (collaborando anche con Charles Darwin)
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Capitolo 8 Spettacolo di lanterna magica
Ottocento: attrazione per i fenomeni irrazionali
“meraviglia”;
- concetto di macchine per guardare e immaginare universi possibili
- le pretese dell’universo delle scie
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Appunti storia della fotografia (Fotografia e pittura nel Novecento e oltre) + Citazioni
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