Storia dell'arte dell'India
Programma e materiale
Piattaforma users: Indologia Unimi
Modulo A: Principi generali
Dalla civiltà dell'Indo al periodo Gupta
Modulo B: Periodo Gupta e grande architettura templare
Include lettura integrativa
Modulo C: Introduzione all'arte islamica
I monumenti del Sultanato di Delhi; l'architettura Mughal delle capitali e cenni sulla pittura Mughal
Esame
1 domanda sul periodo antico, 1 sul medioevo e poi 1 sul terzo modulo.
Schede monumenti nei libri
Sapere cos'è, descrivere caratteristiche principali dopo averle collocate storicamente e geograficamente. Es. rilievo del sud del VII secolo.
India: passato e presente
L'India storica è diversa da quella di oggi, era più grande mentre l'India di oggi che nasce nel 1947 era una colonia inglese e si rende indipendente. Nel diventare il moderno stato dell'India ha perso dei pezzi perché l'India inglese comprendeva non solo il Nepal, il Bengala e il Pakistan. Nel 1947, dopo lunghe contrattazioni politiche, la lega islamica, a cui facevano capo i rappresentati dei musulmani indiani nei negoziati con la corona inglese, ha ottenuto che dal dominio del sud continente indiano venisse ritagliato un pezzo apposta per i musulmani indiani, perché non volevano più stare con gli indu. Quando è nata l'India, è nato anche il Pakistan, che nasce nel 1947 come due stati, occidentale e orientale, con in mezzo l'India. Nel 1971, il Pakistan orientale si rende indipendente dal Pakistan occidentale ed è nato il nuovo stato del Bangladesh.
I due Pakistan e il Bangladesh sono zone con forti presenze musulmane; gli indu e i Sikh emigrano verso l'India e molti musulmani verso il Pakistan. Conflitto politico perenne tra India e Pakistan a causa dei massacri per la nascita del Pakistan. Si dovrebbe parlare di subcontinente indiano che comprende tutta l'area oppure Asia meridionale, o Sud Asia che è l'India storica.
India di oggi: Repubblica dell'India con 29 stati e 7 unioni territoriali con 1.300.000 popolazione. È una repubblica costituzionale parlamentare federale con governo centrale e stati federati (29) che rispecchiano la storia di un paese, ma in un territorio così ampio e diverso dal punto di vista paesaggistico e climatico che non è la stessa cosa se un monumento è un posto o in un altro, perché hanno avuto diversi orientamenti culturali, dinastici e religiosi. India è un nome che nasce in occidente, in realtà si chiama Bharat, personaggio mitologico figlio di un re e di una figlia di una ninfa. Il nome India deriva dal nome del fiume Indo, dove nasce la prima civiltà. L'Indo si chiama Sindu poi con i persiani e i greci diventa Indu e designa il nome del popolo.
Gli abitanti di questa zona erano gli Indoi per i Greci e da qui il nome India entra in occidente. L'India ha un territorio immenso con le montagne più alte del mondo Himalaya "casa delle nevi", grandi valli alluvionali che sono la culla delle prime civiltà indiane coi grandi fiumi, Indo e Gange, fiume sacro del nord e sulle cui sponde nascono i primi imperi. In India tutti i fiumi hanno nomi di genere femminile e sono dee come la Ganga (Gange); poi abbiamo un altopiano e delle catene montuose più basse, importante quella occidentale e quella orientale meno importante che si chiamano Ghats (scalinate).
Clima vario, di montagna e continentale nelle pianure settentrionali con enormi sbalzi di temperature, più fresco è l'altopiano del Deccan mentre al sud clima tropicale. Fortemente condizionato dal monsone, stagione delle piogge, monsone invernale ed estivo. 3 stagioni: fresca invernale da ottobre a febbraio, da marzo a giugno si alzano le temperature e poi i monsoni, fondamentali per l'agricoltura e accolti con grande sollievo. La diversità è data anche dalle lingue: sono 22 lingue ufficiali, la lingua Hindi è parlata solo nell'India settentrionale, tentativo di lingua nazionale.
Traccia di un'origine comune intorno al 2000 a.C. La zona meridionale è popolata da persone che parlano lingue dravidiche, forme meridionali, lingue attestante solo in India. In origine questa zona ha una cultura diversa, nasce in modo diverso. Religione: la maggioranza è Indu poi musulmani; poi minoranze di Cristiani, di Sikh e di buddisti, e i Jaina che è nata insieme al buddismo che non esce mai dall'India, minore ma grande importante culturale.
Prime manifestazioni di civiltà e arte antica
Una civiltà antica il cui culmine è collocato tra 2600 e 1900 a.C. civiltà della valle dell'Indo perché scoperta lungo il fiume che oggi è compreso nel territorio del Pakistan. Questa civiltà è stata l'ultima delle grandi civiltà protostoriche, perché è stata scoperta solo negli anni 20 del 900. L'archeologia non è una disciplina dell'India ma è occidentale, tradizionalmente gli indiani hanno avuto un rapporto diverso con lo studio dei loro monumenti. Questa idea dell'archeologia viene portata dagli inglesi e fondano l'ente che fino ad oggi protegge i monumenti e viene fondato nel 1861.
Decenni di esplorazione durante la presenza inglese, in cui vengono cercati i ruderi dei monumenti antichi e sono i decenni delle grandi scoperte e intorno al 1920-21 che si inizia a scavare in questi siti Mohenjio-daro (collina dei morti) e Harappa, due luoghi sul corso del fiume Indo, (Harappa è su un affluente Panjab che vuol dire terra dei cinque fiumi, zona molto fertile), viene riconosciuto che si tratta di una civiltà antica che fino ad ora era sconosciuta. Negli anni successivi, con una pausa durante la partizione tra India e Pakistan, si va avanti a ricercare gli insediamenti di questa civiltà e si scoprono siti che non erano stati ancora identificati, i due più importanti restano questi due.
Durante queste esplorazioni successive si scopre che l'estensione territoriale di questa civiltà antica era più ampia, tanto che all'inizio è chiamata civiltà dell'Indo, ma era più ampia con tanti insediamenti. Un altro nome con cui è nota questa civiltà è civiltà di Harappa per sottrarla alla designazione geografica del bacino del fiume. Era una civiltà avanzatissima e resta per molti aspetti con molti punti interrogativi: era una civiltà urbana con delle città che ospitano decine di migliaia di abitanti, quindi erano grandi, costruite quelle più grandi con mattoni cotti di alta qualità e la cosa non è irrilevante (prima della scoperta questi luoghi sono stati saccheggiati per fare le ferrovie) e mostrano un aspetto notevole di questa civiltà, hanno la stessa misura le quali sono distanti seicento km, fa pensare che ci fosse un governo stabile nei secoli e che cui dipendeva un'ampia area di questo territorio. Non sappiamo che tipo di governo avesse questa civiltà. A Mohenjo ci sono resti di una sorta di cittadella, una zona rialzata, dove forse cerano le costruzioni di un governo ma non ci sono resti di palazzi reali.
Pianto delle strade ortogonale a griglia con abitazioni che riprendono uno schema che vedremo nell'India storica portato avanti cioè mura cieche all'esterno, un cortile centrale e stanze che si affacciano su questo cortile ed erano unità famigliari a 2 o 3 piani e queste case avevano i bagni, le latrine e impianti fognari. La presenza di fognature è un segno di grande avanzamento nell'idea di urbanistica, inoltre vi è una grande disponibilità di acqua con un sistema di pozzi privati o pubblici che rendono disponibile l'acqua. Questa attenzione per l'acqua è stata messa in relazione con la grande importanza che avrà il trattamento dell'acqua nella civiltà dell'India storica, un valore religioso dal punto di vista dell'induismo in cui certe acque dei fiumi sacri hanno valore religioso in cui ci si bagna per purificazione interiore ma c'è un altro aspetto, l'India ha una società piramidale divisa in caste, quelle più in alto sono pure quelle in basso meno pure o impure, e una delle dinamiche di contaminazione si ha nell'uso dell'acqua. L'acqua non era disponibile in modo uguale per tutti, se un intoccabile attinge dal pozzo di una casta alta, lo contamina: dinamica di base nell'induismo. Si pensa che questa attenzione per l'acqua che vediamo possa avere alla base già idee di questo tipo ma è un'ipotesi, che rientra in un discorso più ampio: siccome i resti di questa civiltà sono muti per noi, non abbiamo resti sicuri di edifici religiosi che invece saranno nei millenni a venire, quindi non abbiamo strutture religioso. Ciò che si fa è di interpretare ciò che si vede della civiltà alla luce di quello che sappiamo dell'India storica.
Una delle struttura correlate al discorso dell'acqua è questa struttura chiamata il grande bagno a Mohenjo-daro, una vasca per l'acqua con i gradini che scendono con mattoni impermeabili per tenere l'acqua che somiglia con quello che vedremo ovunque nell'India storica (e fino oggi) è normale che i complessi templari siano accompagnati da una vasca. Questa civiltà ci ha lasciato molte rovine archeologiche ma niente di scritto, ci ha lasciato piccoli oggetti. Avevano una scrittura ma non abbiamo niente di letteratura, ciò che abbiamo di scritto lo troviamo su manufatti detti sigilli, categoria molto importante: sono oggettini dai 2 cm di lati ai cinque per i più grandi che sono quadrati e servivano per stampigliare qualcosa, potevano essere come dei timbri per stampigliare le merci oppure potevano essere una firma delle famiglie, servono per ottenere immagini in rilievo quindi sono concavi. È una scrittura che non è stata ancora decifrata ma ci sono vari tentativi, il problema è che non sappiamo a quale lingua si riferisca, i tentativi sono stati fatti in 2 direzioni: prima partendo dal presupposto che venisse da una lingua dravidica oppure una lingua indoeuropea, siccome secondo la datazione tradizionale, popoli parlanti indoeuropee entrano nell'India settentrionale intorno al 1500 a.C., se sono lingue indoeuropee vuol dire che i popoli europei arrivano prima.
- Sigillo molto famoso che ha anche dei simili, è stato interpretato come una raffigurazione di un progenitore di quello che sarà il dio Shiva; caratteristiche: personaggio importante sottolineato dal copricapo che ha varie interpretazioni, soprattutto sono le corna a qualificarlo, corna di bufalo che si ritrova di fianco, e questo non apparenta al dio Shiva, il quale è il dio degli Asceti e la posizione formale con le braccia rigide distese e le gambe raccolte sul sedile basso che è una costante, questa postura è stata interpretata come una posizione yoga (nasce come un repertorio di pratiche meditative che comprendono posizioni fisiche e addomesticamenti del pensiero, usate in tutte le religioni dell'India, è una pratica multiforme; nella posizione gambe raccolte e braccia distesa si vede una posizione meditativa), nel viso abbiamo ipotesi che siano 3, due laterali e uno centrale. Le divinità dell'induismo spesso, sono rappresentati con più teste e braccia per rappresentare contemporaneamente tutte le loro funzioni. Raffigurare un dio a 3 volti è un modo per rappresentare sincronicamente che un dio è potente e Shiva verrà rappresentato così. Anche la parte del busto è messa in relazione con Shiva, un Shiva itifallico cioè col fallo eretto (nella cella dei suoi templi Shiva è sempre rappresentato con un simbolo fallico, che a volte è adorno anche di volti, che si chiama Linga, ed è simbolo del dio, dio dalle immense sfaccettature). Un altro aspetto del dio: Pashupati cioè signore degli animali; nell'immagine ci sono un bufalo, un rinoceronte, un elefante e una tigre. Manca il Toro che è l'animale sacro di Shiva, però ci sono 2 animaletti di cui abbiamo solo una gazzella o un cervo.
- Altro elemento di continuità con l'India storica che ritroviamo nei sigilli sono le foglie di una pianta, sono rappresentazioni molto precise, sono foglie di un albero Pipal il cui nome botanico è ficus religiosa, è un albero sacro sotto al quale il Buddha ha ricevuto l'illuminazione.
- Altra categoria: sigilli con bovini, mucche, vacche, tori e buoi (i bufali sono legati al dio della morte Yama, la vacca, tori e buoi hanno grossa importanza religiosa) i tori sono molto importanti e raffigurati sui sigilli. Il toro indiano è diverso, sarebbe uno zebu con lunghe corna e grossa gobba. Il corpo è riprodotto con attenzione e naturalismo, è una caratteristica dell'arte indiana che va avanti per sempre. Gli animali sono raffigurati ampiamente, e si vede che c'è una convivenza tra uomo e animale, molto profonda.
- Un altro animale ricorrente con un corno solo, potrebbe essere un animale fantastico, o se questo tipo di raffigurazione non sia una specie di trucco prospettico.
- Sigilli con scene di lotta
Altri oggetti della valle dell'Indo tra i più famosi
- Priest King, re sacerdote: statua frammentaria di quello che era forse una statua che raffigurava un uomo seduto e ci sono altri frammenti di statue simili come delle teste che fanno pensare a una tipologia di sacerdote, qualcuno di importante, non un personaggio storico ma forse una categoria di personaggi. Il volto non ha niente a che vedere con ciò che vedremo dopo, per i volumi massicci, per il trattamento lineare e schematico della barba, per il taglio degli occhi che possono suggerire una sorta di atteggiamento introspettivo ma in futuro non sarà così, si raffronta meglio con la Mesopotamia e abbiamo una cosa molto indiana, la veste con trifogli che conserva tracce di rosso è un trifoglio che riproducono un tipo di pelle maculata di un felino ma è il modo di portare la veste che è tipico indiano, cioè un drappo che lascia libera la spalla destra e scende sulla sinistra.
- Statuetta di bronzo: ballerina di Mohanjo-daro: nome dato da John Marf non sappiamo se è una danzatrice o no ma è la meglio conservata di un piccolo gruppo di statuette di metallo, ottenute con la tecnica della cera persa (tecnica diffusa nel mondo antico) il fatto che sia stata etichettata come danzatrice perché la raffigurazione di figure femminili o divinità, che danzano sarà molto importante, è una componente fondamentale della cultura indiana perché dai movimenti della danza ispirano posizioni delle arti figurativi. Abbiamo qualcosa che non assomiglia a ciò che verrà dopo, modello di bellezza femminile con donna prosperosa e matura. Qui abbiamo una donna giovanissima con seni appena accennati un fisico magro e gambe tubolari, e poi ci sono 2 cose, è nuda (arte indiana non privilegerà la nudità, le figure sono vestite di drappi, veli impalpabili e aderenti che si vede tutto, e la nudità sarà caratteristica di figure maschili ascetiche) e ha dei gioielli, un braccio è coperto di gioielli e questa è una caratteristica che vedremo in tutta arte dell'India, la presenza di gioielli è necessaria, la figura sempre ornata di gioielli perché sono segno di bellezza, ricchezza e buona fortuna e sono vedove.
Si ritiene che da questi passi dell'Hindu Kush (passo Khyber), montuosi entrano delle popolazioni nuove; lo capiamo dal fatto che in India si sviluppa una grande letteratura, le cui parte più antiche risalgono al 1500 a.C. ma non abbiamo resti archeologici.
Questa letteratura è espressa in lingua sanscrita, la fase più antica di questa letteratura è espressa in una fase arcaica di sanscrito, non è classico. Samskrita= lingua perfetta, raffinata e deriva dal prefisso SAM e dal participio passato del verbo fare. La prima fase di questa lingua in testi del 1500 a.C. è una lingua indoeuropea, cioè lingue apparentate con l'Europa (romaniche, germaniche, celtiche, baltiche, slave). Tutte le lingue europee parlate oggi sono lingue indoeuropee. Se tutte queste lingue sono apparentate vuol dire che hanno un'origine comune, derivano da gente che parlava una lingua comune, e per spiegare questa vasta estensione di queste lingue, si è supposto che questa comunanza deriva da una migrazione di popoli che si sono espansi verso ovest-est e hanno occupato queste aree, forse venivano dalla Russia centrale.
Questa parentela è stata riconosciuta alla fine del 700, e risulta il sanscrito apparentato con latino e greco. Si suppone quindi una migrazione di popoli che abbiano colonizzato e importo la propria lingua sull'India settentrionale, parte che infatti parla lingue indoeuropee. Non si tratta di razze, non sappiamo quali gruppi di popoli parlassero queste lingue. Siccome la parentela è stata scoperta prima di quella della prima civiltà della valle dell'Indo, si pensa che sono arrivati questi popoli indoeuropei ed hanno distrutto ciò che restava della civiltà della valle.
"Fase degli invasori": popoli migranti che danno inizio alla civiltà indiana e si chiamano "ARYA" indo-arii (li chiamiamo "arii") e vuol dire nobile e definisce il ramo che arriva in India. Non si traduce con "ariani". Gli Arii portano con se la propria cultura che è espressa dalla letteratura dei Veda (il corpus più antico di testi che conosciamo dall'India) vuol dire scienza sacra, è una radice indoeuropea di "VID" cioè "vedere". Questa letteratura chiama sé stessa Shruti, come audizione cioè rivelazione. Questi testi sono stati tramandati per secoli oralmente; le testimonianze scritte, salvo poche eccezioni, li abbiamo dopo il 1200 d.C a causa del clima. L'antichità è stata riconosciuta per motivi linguistici.
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