MECCANISMI ENERGETICI: sovrapposti e contemporanei (non sono alternativi):
1) Sistema aerobico: utilizza glucidi e lipidi come substrato energetico. Ha bassa
potenza e enorme capacità (maratona).
2) Sistema anaerobico lattacido (glicolitico): utilizza come substrato energetico il
glicogeno (sforzi nell’ordine del minuto). Produce acido lattico. Ha potenza minore e
maggiore capacità rispetto al sistema anaerobico alattacido (lo sforzo si può
protrarre più a lungo).
- Lattato: un elevata potenza lattacida corrisponde ad elevata produzione di
energia (performance di alto livello). Viene riutilizzato per la sintesi di ATP.
3) Sistema anaerobico alattacido: durata breve: utilizza come substrati energetici
atp e fosfocreatina. Ha elevata potenza e bassa capacità (breve durata).
La durata della prestazione richiede l’utilizzo di fonti energetiche diverse.
Man mano che la durata dell’esercizio si allunga c’è una sfumatura dei sistemi
energetici che sono sempre mischiati. In stato di quiete vengono ossidati
maggiormente gli acidi grassi, in stato di stress nervoso, muscolare ed emotivo
aumenta l’ossidazione del glicogeno e diminuisce quella degli acidi grassi.
Ogni substrato energetico può essere descritto in base a 2 aspetti:
1) Capacità (aerobica/anaerobica): capacità di produrre energia tramite un certo
sistema energetico-metabolico nel tempo. Un’elevata produzione di lattato è
indicatore di un’ottima capacità anaerobica lattacida.
2) Potenza (aerobica/anaerobica): capacità di produrre energia tramite un certo
sistema energetico-metabolico quanta più possibile nell’unità di tempo.
CLASSIFICAZIONI delle DISCIPLINE SPORTIVE:
CLASSIFICAZIONE BIOENERGETICA (Fox e Matthews): distingue le discipline
in base ai meccanismi energetici (sistema aerobico, anaerobico).
CLASSIFICAZIONE secondo DAL MONTE: distingue le discipline sportive in
base all’impegno di forza (massa muscolare) e all’impegno metabolico.
1) Sport di destrezza: con rilevante impegno muscolare a scopo posturale e
direzionale, con scarso impegno muscolare.
2) Sport di potenza: a prevalente impegno di forza, a prevalente impegno
impulsivo, a prevalente impegno propulsivo.
3) Sport ad impegno combinato.
CLASSIFICAZIONE sulla base degli SCOPI della TECNICA (D’jacov e Farfel):
1) Sport di forza, forza-rapida, rapidità (sollevamento pesi, salto in alto, scatti):
sfruttano tutte le caratteristiche del movimento per sviluppare al massimo forza,
impulsi di forza e rapidità.
2) Sport di resistenza a carattere ciclico (marcia): ricerca della massima
economicità dei movimenti.
3) Sport di precisione (tiro a volo): ricerca della massima precisione dei movimenti
e del risultato.
4) Sport tecnico compositori a valutazione qualitativa (ginnastica artistica): ricerca
della massima valutazione da parte delle giurie per mezzo di composizioni motorie.
5) Sport di situazione:
- Giochi sportivi (calcio) e sport di combattimento (judo): adattarsi in modo rapido
alla situazione tecnico-tattica contingente per disorganizzare il più possibile la
tecnica dell’avversario mantenendo efficace la propria.
- Sport a rapido adattamento ambientale (sci alpino): mantenere una tecnica
ottimale indipendentemente dalle situazioni ambientali mutevoli.
Le metodologie d’allenamento si basano sulla classificazione delle capacità
motorie:
1) Capacità condizionali (forza, rapidità e resistenza).
2) Coordinative.
CAPACITA’ CONDIZIONALI:
1) Forza rapida.
2) Forza massima.
3) Rapidità.
4) Resistenza alla forza:
- Resistenza alla velocità: fino a 45’’. Si allena sopratutto con il metodo serie-
ripetizioni.
- Resistenza di breve periodo: 45’’-2’. Si allena sopratutto con il metodo frazionato.
Prevale la potenza anaerobica.
- Resistenza di medio periodo: 2’-8’. Si allena sopratutto con metodi intervallati.
Prevale la capacità anaerobica.
- Resistenza di lungo periodo: oltre 8’ (1° -> 8-30’, 2° -> 30-90’, 3° -> 90’). Si allena
soprattutto con metodi continui. Prevale la capacità e la potenza aerobica.
5) Flessibilità.
PRINCIPI GENERALI dell’ALLENAMENTO:
- Allenamento sportivo: processo complesso diretto allo sviluppo di un determinato
stato di prestazione sportiva ed alla sua dimostrazione in situazioni di confronto
sportivo, specialmente in gara.
Contributo delle diverse discipline alla crescita della teoria dell’allenamento:
- Biomeccanica.
- Fisiologia funzionale.
- Medicina sportiva.
- Biochimica.
- Teoria del movimento.
- Pedagogia, psicologia, sociologia dello sport.
Teoria dell’allenamento: contenitore che raccoglie tutte le informazioni che hanno
per oggetto le regole sperimentate empiricamente nella pratica da campo ed i dati
scientifici della ricerca, da utilizzare durante l’allenamento e nelle situazioni di
confronto sportivo.
- Pratica sul campo.
- Ricerca scientifica.
- Metodologia dell’allenamento: i metodi di allenamento sono procedure pianificate
e sviluppate per realizzare gli obiettivi dell’allenamento.
Teoria dell’allenamento tra scienza e pratica:
- Scienza dell’allenamento: conoscenze della scienza dell’allenamento che non
sono immediatamente rilevanti per l’azione.
- Teoria dell’allenamento: conoscenze della teoria dell’allenamento comprovate
scientificamente e non comprovate scientificamente.
- Pratica sportiva: conoscenze pratiche al di fuori della teoria dell’allenamento.
Cosa studia la scienza dell’allenamento:
1) Prestazione sportiva: azione e presupposti della prestazione, sviluppo della
capacità di prestazione (stato della prestazione).
2) Allenamento sportivo (sistema): obiettivi, pianificazione, contenuti, metodi,
controllo.
3) Gara sportiva: applicazione della capacità di prestazione, strategia-tattica,
conduzione dell’atleta in gara.
COMPONENTI della PRESTAZIONE SPORTIVA:
- Capacità condizionali.
- Capacità coordinative.
- Abilità motorie sportive.
- Capacità tattiche.
- Qualità del carattere e dei comportamenti (es: tattici).
- Componenti psichiche, costituzionali, esterne della prestazione.
- Conoscenze.
- Comportamenti tattici.
PRESTAZIONE INDIVIDUALE FISICO-SPORTIVA:
- Situazione di allenamento e di gara.
- Capacità di prestazione.
- Disponibilità alla prestazione.
- Grado di sviluppo delle componenti dei fattori di prestazione.
PRESUPPOSTI della PRESTAZIONE e gli organi ed apparati
1) Presupposti psichici della prestazione e qualità comportamentali: sistema
neurosensoriale di presa, elaborazione, immagazzinamento delle informazioni
(aspetto cognitivo, motivazionale, emozionale, volitivo).
- Conoscenze.
- Capacità percettive, intellettuali, di rappresentazione.
- Motivazione.
- Qualità emotive.
- Temperamento.
2) Capacità tattiche: percepire/anticipare la situazione, decisione rapida corretta
rispetto alla situazione. Sistema neurosensoriale di presa, elaborazione,
immagazzinamento di informazioni (aspetto cognitivo, motivazionale, emozionale,
volitivo).
3) Capacità tecniche: sistema neurosensoriale di presa, elaborazione
immagazzinamento di informazioni (aspetto cognitivo, motivazionale, emozionale,
volitivo). Apparato neuromuscolare.
- Capacità coordinative.
- Abilità motorie (tecnico sportive).
- Mobilità articolare.
4) Capacità condizionali (energetiche): apparato cardiopolmonare, metabolismo
energetico, apparato neuromuscolare, apparato motorio e di sostengo (aspetto
morfo-istologico).
- Capacità di forza.
- Capacità di resistenza.
- Capacità di rapidità.
5) Qualità condizionali: apparato motorio e di sostegno.
- Caratteristiche antropometriche (proporzioni, massa corporea, mobilità).
- Capacità meccanica di carico.
CONDIZIONI della PRESTAZIONE SPORTIVA:
1) Condizioni personali: sono osservabili direttamente. Condizione (forza,
resistenza, rapidità, mobilità) tecnica dei movimenti (capacità coordinative e abilità
motorie), tattica (capacità di analizzare la situazione, capacità decisionali, capacità
di adattarsi alla situazione).
2) Condizioni impersonali: condizioni sociali (sostegno di familiari, compagni),
condizioni materiali (attrezzi, impianti sportivi, condizioni geofisiche-climatiche).
3) Sistemi organici: SN, sistema muscolare, sistema di trasporto (respiratorio,
cardiocircolatorio, ematico), apparato muscolare passivo.
4) Stati psichici: cognizione, emozioni, motivazioni/volontà.
ELEMENTI dell’ALLENAMENTO:
1) Obiettivi: motori, cognitivi, affettivi, sociali.
2) Contenuti e/o esercizi (elementi base per raggiungere gli obiettivi): generali,
speciali, di gara.
3) Mezzi (elementi di sostegno all’allenamento): organizzativi, informativi, attrezzi e
strumenti.
4) Metodi: procedure pianificate per raggiungere obiettivi prefissati.
PARAMETRI del CARICO:
1) Volume e quantità: distanza, tempo (durata), tonnellaggio, numero ripetizioni.
2) Intensità: carico interno (velocità media, velocità rispetto a quella di gara, dati di
prestazione, forza e potenza utilizzate, frequenza movimenti) e carico esterno (Fc,
lattato, velocità rispetto a quelle critiche, VO2 max, forza-velocità-potenza rispetto
alla massima).
3) Densità: rapporto carico/recupero.
4) Livello di difficoltà: basso, medio, alto
FINALITA’ del CARICO ALLENANTE:
Obiettivi allenamento:
1) Metabolici: aerobico, aerobico-anaerobico, anaerobico lattacido, anaerobico
alattacido.
2) Fisiologici: consolidamento omeostasi, catabolico-anabolico, neuromuscolare,
estensibilità-allungamento.
3) Tecnici: multilateralità, specializzazione, abitudine alla gara.
SUPERCOMPENSAZIONE: periodo di tempo durante il quale viene migliorata la
prestazione. L’allenamento è un processo basato sull’alternanza di fasi di
catabolismo e anabolismo che portano al miglioramento delle capacità prestative.
PRINCIPI FONDAMENTALI:
1) Individualizzazione o adeguatezza del carico (carico allenante).
2) Continuità dell’allenamento (tutto l’anno e a lungo termine) e progressivo e
graduale incremento del carico (volume, intensità, densità, difficoltà).
3) Unità tra carico e recupero (nel breve, medio e lungo periodo).
4) Variazioni del carico (come qualità e metodologie usate), corretta sequenza
(complessità degli effetti allenanti), unità tra carico condizionale, coordinativo e
tecnico-tattico, variazione dei tempi di recupero per diversi tipi di allenamento.
5) Struttura ciclica del carico allenante:
- Eterocronismo del carico (volume ed intensità).
- Andamento ciclico a lungo termine (macrocicli), medio termine (mesocicli), breve
termine (microcicli).
PRINCIPI PEDAGOGICI di BASE:
- Sviluppo completo della personalità prima di quello della prestazione (prima
l’uomo poi l’atleta).
- Mantenimento e salvaguardia della salute, lotta al doping.
- Allenamento centrato sui bisogni ed interessi degli atleti.
- Consapevolezza del processo di formazione, delle tappe di programmazione,
delle difficoltà e dei risultati positivi (test).
- Adeguatezza rispetto l’età, il genere, lo sviluppo motorio e biologico, il
curriculum.
- Evidenza immediata di sensazioni e percezioni (visiva, verbale, propriocettiva),
dimostrazione, uso video e poster.
- Sistematicità della didattica dal semplice al complesso, dal conosciuto all’ignoto,
successione fasi allenamento non a caso.
- Ricerca della stabilità dei risultati (tramite ripetizione esercizi) prima di procedere
con carichi maggiori od esercizi più difficili uso dei test per la verifica dei livelli
raggiunti.
- Auto-responsabilità degli atleti in relazione alla loro maturità.
VALUTAZIONE sul CAMPO SPORTIVO-MOTORIO:
1) Diagnosi: individuazione dei punti forti e delle carenze dell’atleta rispetto al
modello di prestazione e determinazione degli obiettivi dell’allenamento.
2) Individuazione dei carichi di allenamento ottimali.
3) Verifica dei miglioramenti e dell’efficacia dei programmi dopo cicli di allenamento.
4) Motivazione: quando non ci sono gare o quando è difficile determinare i
miglioramenti in gara.
5) Controllo dello stato di forma durante la stagione.
6) Predizione delle prestazioni future ed orientamento verso le specialità più
idonee.
CHE COSA VALUTARE?: La valutazione delle capacità motorie con i test e le
batterie di test:
1) Resistenza: aerobica ed anaerobica.
2) Forza: massima, rapida, resistente.
3) Rapidità: ciclica e aciclica.
4) Flessibilità.
5) Capacità coordinative: differenziazione cinestesica, orientamento spazio-
temporale, combinazione-accoppiamento dei movimenti, ritmo, equilibrio, reazione
motoria, modificazione-trasformazione motoria.
VALUTAZIONE TECNICO-TATTICA:
- Le abilità motorie.
- I fondamentali.
- Le azioni tecniche e tattiche.
COME VALUTARE? (non esistono solo i test):
- Questionari.
- Griglie di osservazione tecnica qualitativa.
- Analisi biomeccanica della prestazione tecnica.
- Tabelloni manuali e score elettronici per l’analisi tecnico-tattica e prestativa in
partita.
- Analisi della prestazione dei parziali di gara.
- Allenamenti ed esercizi standardizzati e controllati con parametri fisiologici.
VALUTAZIONE e MISURAZIONE:
La valutazione è un processo più complesso ed articolato rispetto alla misurazione.
Non è sufficiente misurare con un test atleti ed inserire i dati nel computer per fare
una buona valutazione.
TEST: strumento che permette un misurazione standardizzata mediante gli
adeguati presupposti di:
1) Validità: il test viene confrontato con il test di riferimento (gold standard).
2) Obiettività: errori dovuti al rilevatore (vengono confrontati più rilevatori).
3) Attendibilità (reliability): errori dovuti all’atleta e al sistema, viene ripetuto più
volte il test (test-retest).
4) Norme procedurali o protocollo esecutivo (istruzioni per l’uso):
- Caratteristiche dell’esecuzione motoria.
- Le caratteristiche delle apparecchiature di misurazione, le attrezzature di
supporto, l’ambiente.
- Le modalità di osservazione, misurazione, registrazione ed elaborazione dei dati.
- La descrizione preliminare e le istruzioni verbali durante l’esecuzione.
- Riscaldamento standardizzato.
- Motivazione prima e durante il test.
- Il numero delle ripetizioni delle prove.
- La successione delle prove.
FATTORI di un TEST:
- Economicità: tempo, materiali-attrezzature, per gruppi, pochi calcoli.
- Non rilevano la prestazione di gara complessivamente.
- Atteggiamento e motivazioni diverse tra singoli.
TEST in LABORATORIO: la valutazione precisa è legata a metodi di ricerca
biochimici, biomeccanici e medico sportivi.
TEST da CAMPO: valutazione più grezza, ma legata alle specificità della disciplina.
PROCESSO DI VALUTAZIONE (caratteristiche specifiche della disciplina).
- Obiettivi: allenamento e test a breve termine, medio e lungo termine.
- Strumenti.
- Validità, obiettività, attendibilità.
- Organizzazione test: successione prove, disposizione attrezzi, ambiente.
- Misurazione: istruzioni per rilevatore ed atleta.
- Interpretazione: norme di riferimento con gruppi di atleti o dai dati dello stesso
atleta raccolti negli anni. Interazione con altre informazioni.
NORME di RIFERIMENTO o CONTROLLO:
- Utili per interpretare i risultati dei test (fase finale del processo di valutazione).
- Importanza della scelta del campione normativo (rilevanza, rappresentatività,
comparabilità).
- Possono essere semplici giudizi qualitativi (scarso, buono, ottimo).
- Punti standard (punti z) o altri tipi di punteggio basati sulla curva di distribuzione
normale.
- Punteggi in percentili.
CLASSIFICAZIONE TEST di RESISTENZA secondo le PROCEDURE:
1) Massimali: test di Cooper, Wingate test.
2) Incrementali: test VO2 max, Conconi, Mader, Navetta.
3) A carico costante: verifica dei test incrementali.
TEST di COOPER: è richiesto all’atleta di coprire la massima distanza possibile in
12 minuti. E’ obbligatorio mantenere una velocità di corsa costante (una velocità di
corsa incostante rende nullo il test). Permette di predire il valore del VO max.
2
Vantaggi:
- Test da campo.
- Valido scientificamente.
- Economico (cronometro e campo d’atletica).
- Valuta molti soggetti contemporaneamente.
Svantaggi:
- Non è facile da svolgere.
- Molto sottovalutato.
- Non molto preciso: compie una predizione indiretta del VO .
2
Si annotano le distanze compiute dagli atleti nei 12 minuti (si possono ottenere le
velocità di corsa).
Tabella 1: inserendo il valore della distanza coperta, è possibile predire il VO
2
max.
Tabella 2: si ottiene un giudizio (ottimo, buono, distinto…) sul VO max in base al
2
genere e fascia di età.
MISURAZIONE del VO max sul campo con K4 e metabolimetro (gold standard).
2
1) Misurano i volumi ventilatori.
2) Misurano il VO max.
2
3) Misura la produzione di CO .
2
Misura i parametri in modo preciso, senza effettuare predizioni come il test di
Cooper. E’ molto costoso.
TEST INCREMENTALE (cicloergometro, vogatore, tapis roulant): il soggetto deve
incrementare gradualmente la velocità esecutiva durante il test. La maggior parte di
questi tipi di test sono ad esaurimento, cioè il soggetto deve proseguire fino ai
propri limiti personali. Se un soggetto non è molto allenato tende a fermarsi prima
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Teoria e metodologia dell'allenamento
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